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Taormina. Il dramma degli stagionali in fila davanti al sindacato, chiedono lavoro e sostegno

Carmelo Caspanello

Taormina. Il dramma degli stagionali in fila davanti al sindacato, chiedono lavoro e sostegno

mercoledì 01 Luglio 2020 - 16:45
Taormina. Il dramma degli stagionali in fila davanti al sindacato, chiedono lavoro e sostegno

Fotografia di una crisi che, in provincia di Messina, investe circa 15 mila lavoratori. L'appello della Fisascat Cisl

TAORMINA – La crisi nel settore del turismo si fa sempre più preoccupante con il passare dei giorni. La drammaticità della situazione è immortalata nell’immagine delle decine di stagionali fuori la sede della Fisascat Cisl di Taormina. Chiedono opportunità occupazionali. E sostegno. Taormina è la capitale siciliana del turismo, ma la crisi in questo settore va oltre. E riguarda in tutta la provincia di Messina 15mila lavoratori, anche nell’ambito del commercio e dei servizi. Sono gli effetti del Covid 19. Fino a settembre solo pochi, il 30%, avranno la possibilità di lavorare. Il segretario generale della Fisascat Cisl Messina, Salvatore D’Agostino e il segretario generale aggiunto della Fisascat Cisl Sicilia, Pancrazio Di Leo, lanciano l’allarme.

“Il 70% dei lavoratori questa estate rimarrà a casa…”

“Il Governo, il ministro del Lavoro e la Regione Sicilia – spiegano – non stanno considerando che circa il 70% degli lavoratori questa estate rimarrà a casa. Parliamo di lavoratori che hanno già finito di percepire la Naspi a dicembre o a gennaio e oggi non sanno come andare avanti”. Ed ancora: “Molte aziende stanno assumendo lavoratori stagionali con contratti di appena un mese, nella speranza di avere qualche proroga. Il sindacato ritiene vergognosa l’assenza da parte degli organi di controllo per chi non rispetta e non rispetterà la legislazione ed i contratti nazionale vigenti sulla contrattazione a tempo determinato e stagionale”. D’Agostino e Di Leo fanno notare che ad aggravare la crisi del turismo c’è anche l’assenza di liquidità per i lavoratori. Non tutti, infatti, hanno percepito il bonus di 1000 euro per il mese di maggio previsto dal Decreto Rilancio. “I problemi degli stagionali non si risolvono così”, ad avviso della Fisascat Cisl, che ribadisce la richiesta di reintroduzione della Aspi o la modifica urgente dell’attuale disciplina normativa, “con l’introduzione di norme a tutela dei lavoratori per tutto il periodo della fase di emergenza. Servono strumenti e atti normativi idonei a consentire ai lavoratori di superare la crisi e di non perdere il proprio posto di lavoro”.

L’appello del sindacato

Da qui l’appello al ministro Nunzia Catalfo, al presidente della Regione Nello Musumeci e all’assessore regionale al Lavoro Antonio Scavone per “estendere il diritto di precedenza alla riassunzione maturato per la stagione in corso anche per l’anno 2021, integrando urgentemente con proprie normative le disposizione di legge adesso vigenti. È opportuno – ad avviso di D’Agostino e Di Leo – dare, oggi, un po’ di tranquillità e serenità a migliaia di lavoratori e lavoratrici che non verranno riassunti per l’anno in corso e che, con le norme attuali, rischiano di perdere il diritto di riassunzione e l’avviamento al lavoro anche per l’anno successivo. L’impegno per gli stagionali è una battaglia che come Fisascat Cisl stiamo portando avanti da tanti anni mettendoci il cuore e la faccia – concludo i rappresentanti della Fisascat Cisl – da quando nessuno si occupava di questa emergenza o peggio la sottovalutava. Oggi questa emergenza purtroppo rischia di arrivare adesso al punto di non ritorno e adesso più che mai occorre fronte comune per far valere i diritti dei lavoratori”.

Infine, e non certo per ordine di importanza, c’è un altro aspetto che preoccupa. E riguarda i lavoratori che si troveranno scoperti per due anni di contributi e, quindi, anche penalizzati per la copertura contributiva ai fini pensionistici.

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