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La stagione all’Arena di Furnari finisce in procura. I Revisori: “Gestione disastrosa e danno erariale”

Rosaria Brancato

La stagione all’Arena di Furnari finisce in procura. I Revisori: “Gestione disastrosa e danno erariale”

lunedì 05 Dicembre 2016 - 23:08
La stagione all’Arena di Furnari finisce in procura. I Revisori: “Gestione disastrosa e danno erariale”

Contestato l'affidamento diretto della gestione in violazione della normativa. Il Collegio ipotizza un danno erariale di un milione di euro e contesta "procedure illegittime, incuria nel gestire il denaro pubblico" da parte dell'ex sovrintendente Saija e del presidente Puglisi.

La stagione estiva 2015 all’Arena di Furnari, “creatura” dell’ex sovrintendente Saija, condivisa dai vertici dell’Ente, finisce sui tavoli della Procura e della Corte dei conti con ipotesi di danno erariale.

E’ quanto si evince dal verbale dell’ultima seduta del Collegio dei revisori dei conti che da settimane stanno esaminando la mole dei debiti fuori bilancio ereditati dalla passata gestione per valutare le spese legittime e quelle che non lo sono.

Sotto la lente d’ingrandimento dei revisori sono finite le delibere relative alla stagione estiva all’ Arena di Furnari, disastrosa, come si ricorderà, sotto il profilo dei risultati rispetto alle aspettative dell’ex sovrintendente Saija (leggi qui) ma adesso con conseguenze sul piano delle responsabilità dei vertici dell’Ente per danno erariale. Nel maggio scorso Saija aveva pensato di “fare il bis”, incontrando stavolta lo stop del Cda e decidendo di dimettersi. In realtà non appena conclusa l’edizione 2015 era stato il precedente Collegio dei revisori a stigmatizzare il comportamento degli amministratori del Teatro invitandoli a “stare con i piedi per terra”(leggi qui).

Adesso, più di un anno dopo, i rilievi del precedente Collegio diventano molto di più nel verbale del presidente Jervolino e del componente Granata che rilevano la violazione da parte dell’ex sovrintendente e del Cda della normativa, attraverso l’affidamento diretto ad una società senza comparazione tra diversi soggetti.

Nell’estate 2015 i vertici del Teatro avevano puntato tutte le loro carte su una programmazione da oltre 1 milione di euro da realizzare tra i teatri di Taormina, Palermo ed a Furnari, dove in seguito ad un accordo siglato da Puglisi e Saija con il Comune di Furnari Foti, sarebbe stata allestita un’ Arena da destinare alla fruizione degli spettacoli.

Il "Progetto generale stagione artistica estiva Fumari, Taormina e Palermo" era stato approvato con Deliberazione del CdA n. 12 del 22/04/2015 ( con il voto favorevole dei presenti, l’astensione di D’Urso. Assente Altomonte).

I revisori si soffermano sui costi sostenuti dall’Ente per l’allestimento dell’Arena. Dalla delibera si rileva che il Teatro ha pagato l’acquisto del palco nonché una serie di spese, compreso il pagamento per noleggio, montaggio e smontaggio e il trasporto di strutture e impianti in base alla convenzione stipulata con una società per una somma complessiva di circa 80 mila euro.

“L'importo indicalo non è tra l'altro dettagliato nelle singoli voci di spesa- si legge nel verbale della seduta del 2 dicembre- Tale procedura risulta illegittima in quanto doveva essere fatta con procedura di evidenza pubblica. Si rileva altresì che nella Delibera alla voce Acquisto spettacoli per 434.000 euro risulta scritto in calce <gli spettacoli vengono acquistati con la formula della percentuale sugli incassi dei biglietti per cui il Teatro non assume alcun rischio imprenditoriale>. Nell'allegato della Delibera però vi è una elencazione di costi che il Teatro deve sostenere a favore della società. Da una verifica contabile risulta che con l'affidamento diretto fatto dall'Amministrazione del teatro risulta una spesa complessiva di circa 699.000 di cui € 74.000 euro di spettacoli comprati dal Teatro, 434.000 euro di spettacoli scelti e comprati insieme alla società”.

I revisori si chiedono perché nonostante i due direttori artistici, Ninni Bruschetta e Giovanni Renzo vengano pagati 70 mila euro per assolvere il compito di scegliere e proporre spettacoli l’Ente abbia delegato la scelta ad una società esterna.

“Questo Organo di revisione ritiene che la gestione relativa all'Arena di Furnari con l'affidamento diretto è stata "disastrosa" comportando un notevole danno erariale”.

Tutte le spese e tutti i costi della convenzione sono state per gran parte a carico del Teatro e stando alla documentazione esaminata inoltre gli incassi dell’Arena che in base alla convenzione dovevano essere versati al Teatro per un importo di 277 mila euro sono stati trattenuti: “Questo Collegio non riesce a comprenderne i motivi ed invita la Procura della Repubblica di Messina e la Procura Regionale della Corte dei Conti a valutare eventuali profili di responsabilità e danno erariale per le mancate azioni di recupero delle somme”.

In particolare, dall’esame della documentazione i revisori hanno potuto verificare che il presidente Puglisi, in una nota relativa ad una fattura della società destinata al Teatro “dispone, senza alcun coinvolgimento del CdA, e autorizza la società a trattenere gli incassi di proprietà dell'Ente in caso di ritardo dei pagamenti da parte dei Teatro, dimenticando lo stesso Presidente che amministra un Ente pubblico con denaro pubblico. Considerando tutti gli elementi relativi sia ai costi, sia all'immagine di un Ente pubblico, sia alle procedure intraprese assolutamente illegittime e non rispettose della normativa vigente in termini di comparazione, di trasparenza, di avviso pubblico, di immagine per l'Ente e di costi sostenuti e dì incuria nel gestire denaro pubblico, riteniamo ci sia un danno erariale superiore al milione di euro”.

Rosaria Brancato

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2 commenti

  1. La magistratura indagherà sui numeri e le procedure adottate da Puglisi, Sajia e il CDA, ma resta il disarmante dato artistico dell’inconsistenza di Bruschetta e Renzo. Due piccoli politici attaccati alle poltrone senza dignità e senza nessun progetto artistico. Chi li ha messi lì rifletta.

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  2. La magistratura indagherà sui numeri e le procedure adottate da Puglisi, Sajia e il CDA, ma resta il disarmante dato artistico dell’inconsistenza di Bruschetta e Renzo. Due piccoli politici attaccati alle poltrone senza dignità e senza nessun progetto artistico. Chi li ha messi lì rifletta.

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