Test coronavirus a tappeto non salvano Galati Mamertino: è zona rossa - Tempostretto

Test coronavirus a tappeto non salvano Galati Mamertino: è zona rossa

Alessandra Serio

Test coronavirus a tappeto non salvano Galati Mamertino: è zona rossa

lunedì 12 Ottobre 2020 - 21:21

La Regione dichiara Galati Mamertino zona rossa con 88 contagi accertati. Le differenze con Villafrati e i divieti

E’ arrivata in serata l’ordinanza della Regione siciliana su Galati Mamertino, dopo la notizia, di oggi pomeriggio, che i contagi accertati di coronavirus sono 88: il paese montano dei Nebrodi è ufficialmente zona rossa fino al 24 ottobre, salvo proroghe.

I divieti aggiuntivi, più specifici rispetto a quelli disposti dal Comune appena domenica sera, entreranno in vigore dalle 14 di domani 14 ottobre.

Malgrado le speranze dell’amministrazione comunale – che aveva avviato lo screening a tappeto proprio nel tentativo di evitare la zona rossa regionale, e l’enorme sforzo della stessa amministrazione e dell’Usca dell’Asp, che ha già mappato quasi tutta la popolazione e posto in isolamento quasi 90 positivi accertati su un centinaio di potenziali positivi – il provvedimento del Governatore Musumeci e l’assessore alla Sanità Ruggero Razza è arrivato.

Col cambio di autorità che emette l’ordinanza, da Comune a Regione, cambiano anche le autorità chiamate a vigilare sul rispetto dei divieti e l’entità delle sanzioni per chi non le rispetta.

Lo stesso provvedimento era stato adottato una decina di giorni fa per Villafrati, dopo che il numero dei contagi accertati aveva sfondato il numero degli 80. Lì, però, il monitoraggio era ancora in corso, e non ancora non completato. Proprio oggi, infatti, è stato effettuato il primo monitoraggio dei casi per verificare la possibile revoca dell’ordinanza prima della scadenza e, con 95 casi accertati, il Governo regionale ha revocato la zona rossa.

A Galati Mamertino, invece, lo screening è quasi terminato, certifica la negatività della maggioranza della popolazione, e l’ordinanza è prevista in vigore per 2 settimane, ben oltre il tempo necessario per ottenere gli ultimi risultati dei tamponi sui positivi potenziali.

Fino alla mezzanotte del 24 ottobre nel paesino sarà vietato circolare a piedi e con qualsiasi mezzo pubblico o privato. Gli spostamenti saranno permessi per recarsi al lavoro, solo se non è consentito lo smart working. Sono autorizzati i trasferimenti per acquisto o il consumo di generi alimentari e beni di prima necessità, ragioni di natura sanitaria, appuntamento presso studi professionali.

Sarà vietate le attività ricreative, le passeggiate, non si potrà stazionare nelle aree pubbliche per evitare ogni assembramento e contatto tra persone estranee e non conviventi. Negli esercizi commerciali si potrà accedere solo una persona per volta e sempre con l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.

Sono consentiti l’asporto e la vendita al domicilio. Ogni esercizio commerciale dovrà chiudere alle 21, ad esclusione di ristoranti e pizzerie che potranno rimanere aperti fino alle 23. Ai titolari compete, in ogni caso, il rigoroso controllo sul rispetto delle Linee guida sul distanziamento e il divieto di sedere allo stesso tavolo quando si è più di sei persone.

Vietati banchetti e le feste, pubbliche e private, con più di sei persone, le funzioni religiose saranno contingentate. Per quel che riguarda le scuole, le previsioni dovranno essere adottate dal Comune con propria ordinanza -il provvedimento del sindaco Nino Baglio di domenica scorsa prevede la chiusura fino al 17 ottobre.

No al divieto di circolazione per chi non è residente nel Comune, che però potrà entrare ed uscire dal territorio comunale con le stesse limitazioni previste dall’ordinanza sindacale, quindi soltanto per l’ingresso e l’uscita di prodotti alimentari, sanitari e di beni o servizi essenziali. Infine: sarà possibile il transito, in entrata e in uscita, dei residenti o domiciliati – anche di fatto – esclusivamente per garantire le attività necessarie per la cura e l’allevamento degli animali e per le attività imprenditoriali non differibili in quanto connesse al ciclo biologico di piante.

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