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Discarica di Mazzarrà, il Tar blocca le demolizioni

Alessandra Serio

Discarica di Mazzarrà, il Tar blocca le demolizioni

domenica 06 Dicembre 2015 - 23:43
Discarica di Mazzarrà, il Tar blocca le demolizioni

Il Tribunale amministrativo di Catania congela l'ordinanza di demolizione emanata dal comune. Secondo i giudici Tirrenoambiente aveva tutte le autorizzazioni richieste.

Non sarà la demolizione a risolvere la situazione, definita pericolosa dalla Prefettura, creatasi alla discarica di Mazzarrà. Il Tar di Catania ha infatti annullato il provvedimento che mirava alla demolizione di diverse opere nel sito gestito da TirrenoAmbiente, da alcuni manufatti dell'impianto di biocompostaggio ad una vasca, passando per gli spogliatoi.

TirrenoAmbiente ha avuto ragione, assistita dall'avvocato Massimiliano Mangano, nel giudizio istaurato davanti i giudici amministrativi, almeno quasi su tutta la linea. Resta sospesa quindi, almeno per il momento, l'ordinanza di demolizione del comune di Mazzarrà Sant'Andrea.

"Nell’ordinanza di demolizione impugnata – si legge nella sentenza (2707/2015) – si afferma 'frettolosamente' l’assenza totale di qualsiasi titolo edilizio con riguardo alle opere elencate, mentre viceversa parte ricorrente ha dato atto dell’esistenza di pregressi provvedimenti autorizzatori”. Provvedimenti sui quali, secondo il collegio presieduto da Antonio Vinciguerra “l’amministrazione avrebbe semmai prima dovuto, ricorrendone i presupposti, esercitare i poteri di autotutela di revoca o di annullamento d’ufficio”. In sostanza secondo i giudici il comune avrebbe dovuto prima revocare i provvedimenti.

Ma non soltanto. Anche la stessa revoca dell'autorizzazione decisa dall'assessorato all'Energia, e giunta con un decreto del 6 maggio, secondo il Tar va annullato: nella sentenza, pronunciata il 7 ottobre ma depositata venerdì, il provvedimento viene bocciato perché “è risultato affetto da vizio di motivazione”. Per i giudici amministrativi “i provvedimenti di autotutela devono dare puntualmente conto, in sede di motivazione, dell’interesse pubblico al 'ritiro'”.

Il Tar ha però detto no alla richiesta di indennizzo formulata dalla società. Nel giudizio non si era costituito l'assessorato regionale. La struttura intanto resta sotto sequestro. Soltanto qualche giorno fa una riunione in Prefettura ne ha sancito il rischio inquinamento a causa del percolato mai smaltito. Riunione conclusasi con l'adozione di una procedura d'urgenza per evitare ulteriori rischi, messi in luce dalle analisi del Noe dei Carabinieri.

(Alessandra Serio)

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