Torre Faro, un'altra estate senza strada. L'appello di un cittadino: "Sindaco, rendete il villaggio vivibile"

Torre Faro, un’altra estate senza strada. L’appello di un cittadino: “Sindaco, rendete il villaggio vivibile”

Redazione

Torre Faro, un’altra estate senza strada. L’appello di un cittadino: “Sindaco, rendete il villaggio vivibile”

giovedì 04 Giugno 2026 - 07:30

Tra traffico paralizzato, inquinamento da smog e carenza di controlli, la denuncia di un residente accende i riflettori sulle criticità del borgo marinaro durante la stagione estiva

La stagione estiva a Torre Faro è tornata a essere, per molti residenti, sinonimo di disagio. A farsi portavoce di un malcontento diffuso è Mario Longo, che attraverso una lettera aperta indirizzata al sindaco Federico Basile e alla redazione di TempoStretto, descrive una situazione ormai al limite della sostenibilità.

Il nodo viabilità e i rischi per la sicurezza

Il cuore del problema, secondo Longo, risiede in una topografia stradale inadeguata a sostenere i flussi turistici moderni. “La struttura del villaggio, nato come borgo essenzialmente marinaro, comporta problemi seri ora che lo si vuole giustamente anche come borgo turistico”, spiega il residente, evidenziando come la densità abitativa richiederebbe infrastrutture ben diverse.

Particolare preoccupazione desta la gestione dei cantieri: “I lavori che da quasi otto mesi bloccano via Primo Palazzo e viale Cariddi mettono a rischio di pericolosi ritardi eventuali ambulanze, mezzi dei vigili del fuoco, autopattuglie in missione di soccorso”. Una situazione aggravata dall’assenza di presidi sanitari interni al villaggio, che costringe i mezzi di soccorso a percorsi alternativi stretti e spesso intasati, come via Pozzo Giudeo.

Proprio da via Pozzo Giudeo è in progetto una nuova strada di collegamento con la costa tirrenica ma l’iter degli espropri ha rallentato tutto e anche per quest’estate si dovrà fare i conti con una viabilità inadeguata.

L’incubo inquinamento e il degrado quotidiano

Il sistema dell’isola pedonale, se da un lato tutela un’area, dall’altro finisce per congestionare le vie limitrofe, trasformandole in “autorimesse a cielo aperto”. “Succube di surplus d’inquinamento è il villaggio e in particolare via Pozzo Giudeo”, racconta Longo, sottolineando come gli abitanti siano “costretti a chiudersi in casa” per limitare l’inalazione di gas di scarico.

Oltre al traffico, il residente elenca una serie di comportamenti incivili rimasti, a suo dire, impuniti: “Mai visto qualcuno sanzionare le auto con lo stereo ‘a palla’, mai visto regolare il gioco a pallone fra le case, mai visto sanzionare chi lascia a terra le deiezioni del proprio cane o chi grida bestemmie”.

L’appello al primo cittadino

Longo non cerca lo scontro, ma una soluzione politica e amministrativa che riporti equilibrio nel borgo. “Desidererei che chi di dovere esercitasse tutta la sua determinazione, il suo grado politico, il suo ingegno amministrativo per rendere più umano, sostenibile e vivibile il periodo estivo a Torre Faro”, conclude.

Un commento

  1. Come? Torre faro non è dei faroti? E chiedono aiuto al sindaco di Messina? Non c’è un sindaco di torre faro

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