Lettera aperta dei genitori degli alunni dell’Istituto “Evemero da Messina”. E segnalano i disagi. La partecipata: "Doppia corsa obbligata"
MESSINA – Riceviamo e pubblichiamo la lettera da una madre di un alunno e poi la lettera aperta dei genitori degli alunni dell’Istituto comprensivo “Evemero da Messina”. A marzo l’incendio, poi lo spostamento dei bambini in tre plessi diversi tra Ganzirri e Papardo. I genitori scrivono a Tempostretto: “Attese di oltre 40 minuti all’uscita, fratelli separati e nessuna risposta sui tempi di riapertura da Comune e Messina Social City, con un solo minibus per tre plessi diversi e ritardi”.
Una madre: “Disagi per 60 bambini del plesso di Torre Faro”
“Vorrei segnalare una situazione di grave disagio che riguarda oltre 60 bambini (dai 3 ai 10 anni, n.d.r.) del plesso di Torre Faro. Il plesso è chiuso dallo scorso 9 marzo a seguito di un principio di incendio e, attualmente, per il trasporto scolastico viene utilizzato un unico minibus da 20 posti, assolutamente insufficiente per il numero degli alunni. Ogni mattina il mezzo è costretto a fare la spola tra Torre Faro, Ganzirri e il plesso Papardo, iniziando il servizio già alle 7:15. I bambini vengono quindi accompagnati a scuola in gruppi e, anche all’uscita, si verificano ritardi di 30 minuti, un’ora o anche più”.
“Noi genitori abbiamo già inviato pec a Messina Social City e fatto numerose segnalazioni agli uffici competenti, chiedendo una soluzione, ma ad oggi non abbiamo ricevuto risposte concrete. Chiediamo a Tempostretto di dare voce a questa situazione perché riteniamo che oltre 60 bambini non possano essere costretti quotidianamente a subire un servizio di trasporto così inadeguato.
Possiamo fornire pec, documentazione e testimonianze dei genitori.
Confido nel vostro aiuto per far risaltare il nostro disagio”.
Messina Social City: “Lo sforzo dello scuolabus è enorme, valutiamo l’acquisto di un pullman”
Così il presidente di Messina Social City Francesco Giorgio: “La nostra partecipata sta facendo uno sforzo enorme. Una ventina di autisti, e ne ho fatti assumere altri due, sono al servizio di poco meno di 1400 alunni (1.394 i minori beneficiari). Lo sforzo dello scuolabus è enorme. Nel caso specifico di Torre Faro, la doppia corsa è obbligata e ho assicurato la sicurezza per i bambini, garantendo la presenza di un operatore un’ora prima e un’ora dopo l’uscita. Abbiamo una settantina di mezzi e con il sindaco Basile valutiamo di acquistare un pullman. Un affitto avrebbe costi elevati”.
La lettera aperta dei genitori
“Da marzo i nostri figli non hanno più la loro scuola. E oggi, dopo mesi, non abbiamo ancora una risposta sul loro ritorno”
Siamo i genitori degli alunni dell’Istituto Comprensivo “Evemero da Messina”, scuola di Torre Faro, e abbiamo deciso di rivolgerci pubblicamente alla città e agli organi di informazione perché la situazione che stiamo vivendo da marzo è diventata ormai insostenibile. Da mesi i nostri figli sono stati costretti a lasciare la loro scuola e a essere distribuiti in più plessi, lontani tra loro, con una conseguenza che va ben oltre il semplice disagio logistico.
Sono stati separati dalla loro scuola, dalle loro aule, dai loro spazi e, in molti casi, persino dai propri fratelli e sorelle
Le famiglie sono state costrette a organizzarsi quotidianamente tra sedi diverse. Ci sono nuclei familiari nei quali i figli frequentano plessi differenti, con orari e modalità di uscita che rendono concretamente impossibile accompagnarli e riprenderli contemporaneamente. E tutto questo va avanti da mesi. La cosa più difficile da accettare, oggi, è che siamo arrivati a ottobre senza avere ancora una risposta chiara e, soprattutto, senza sapere quando i nostri figli potranno finalmente tornare nella loro scuola.
Non chiediamo privilegi. Chiediamo semplicemente che ai nostri bambini venga garantito il diritto a una normale vita scolastica e che alle famiglie venga data una risposta seria, concreta e trasparente. A rendere ancora più drammatica la situazione c’è il servizio di trasporto scolastico messo a disposizione da Messina Social City.
Circa 60 bambini devono essere collegati tra tre plessi diversi attraverso un unico mezzo, evidentemente insufficiente a gestire un’organizzazione di questa complessità.
Il risultato è che i bambini sono costretti ad arrivare a scuola con largo anticipo oppure in ritardo e, soprattutto, a rimanere ad aspettare anche a lungo dopo la fine delle lezioni. La prima e l’ultima parte della giornata scolastica vengono inevitabilmente compromesse. Non stiamo parlando di episodi isolati.
Il 29 settembre, ad esempio, alcuni bambini sono stati prelevati alle 13.30 e costretti ad attendere sul pulmino mentre venivano raccolti gli altri alunni. Nel frattempo, presso un altro plesso, altri bambini aspettavano ancora il mezzo ben oltre l’orario di uscita.
In particolare, tre classi sono rimaste presso il plesso in attesa dell’arrivo del pulmino, oltre il normale orario di uscita e oltre il termine del servizio degli insegnanti. I bambini sono rimasti comunque sotto la vigilanza del personale scolastico presente, in attesa che il servizio di trasporto potesse completare il proprio percorso.
E non è un dettaglio secondario: significa che un problema organizzativo del trasporto finisce inevitabilmente per ripercuotersi sull’intera organizzazione scolastica. Alla fine, l’ultimo gruppo di bambini è stato consegnato ai genitori circa 40 minuti dopo la conclusione delle lezioni. E nei giorni successivi le difficoltà sono continuate.
Il 30 settembre, a causa dei tempi necessari per completare i precedenti prelievi e accompagnamenti, il pulmino è arrivato quando il cancello previsto per l’accesso era già chiuso. Una classe di circa 17 bambini, tra cui due alunni con disabilità, è stata fatta scendere sul marciapiede e accompagnata a piedi attraverso il cancello pedonale.
Il 1° ottobre è stato persino tentato di modificare l’ordine dei gruppi per cercare di rendere il servizio più funzionale. Il risultato, però, è stato un ulteriore prolungamento dei tempi di attesa: bambini di prima e seconda elementare hanno atteso fino alle 14.13, quelli della terza fino alle 14.20, arrivando a destinazione intorno alle 14.25.
È questa la normalità che stiamo chiedendo ai nostri figli di accettare da mesi?
Bambini piccoli costretti ad aspettare. Famiglie costrette a fare i salti mortali per riuscire a conciliare lavoro, scuola e figli. Fratelli separati in plessi differenti. Genitori costretti a chiedere permessi, aiuto ai nonni o ad altri familiari.
“Vogliamo che venga garantito un servizio di trasporto adeguato al numero dei bambini e alla complessità della situazione”
E soprattutto una domanda che continua a rimanere senza risposta: quando potranno tornare i nostri figli nella loro scuola?
La situazione è stata già formalmente segnalata al Comune e a Messina Social City con una pec del 15 settembre e sono stati effettuati ulteriori solleciti per chiedere chiarimenti sull’organizzazione del servizio. Ma noi genitori, ancora oggi, abbiamo bisogno di sapere quale sia la soluzione definitiva. Non vogliamo che questa situazione venga semplicemente gestita giorno per giorno. Vogliamo una prospettiva. Vogliamo sapere se e quando il plesso di Torre Faro tornerà a essere la scuola dei nostri figli. E, fino a quel momento, vogliamo che venga garantito un servizio di trasporto adeguato al numero dei bambini e alla complessità della situazione, senza costringere alunni, famiglie e personale scolastico a sopportare ogni giorno disagi che ormai non possono più essere considerati eccezionali.
Dietro ogni numero ci sono bambini. Circa 60 alunni significano 60 storie, 60 famiglie, genitori che lavorano, fratelli e sorelle, nonni, persone che ogni mattina devono organizzare la propria vita intorno a una situazione che non hanno scelto. Da marzo stiamo aspettando. Abbiamo aspettato che la situazione si risolvesse. Abbiamo aspettato risposte. Abbiamo cercato di comprendere le difficoltà organizzative.
Ma oggi siamo a ottobre e non possiamo più limitarci ad aspettare. Per questo chiediamo pubblicamente al Comune di Messina, a Messina Social City, all’amministrazione comunale e a tutte le istituzioni coinvolte di dare finalmente alle famiglie una risposta chiara: quale sarà il futuro dei nostri bambini e quando potranno tornare nella loro scuola?
Noi genitori dell’Istituto Comprensivo “Evemero da Messina”, scuola di Torre Faro, non chiediamo altro che una cosa semplice: che ai nostri figli venga restituita la normalità.
I GENITORI DEGLI ALUNNI DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO “EVEMERO DA MESSINA”SCUOLA DI TORRE FARO

