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Il fallimento del porta a porta: quando vince l’inciviltà

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Il fallimento del porta a porta: quando vince l’inciviltà

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lunedì 12 Marzo 2018 - 13:58
Il fallimento del porta a porta: quando vince l’inciviltà

L'amara fotografia arriva dalla VI circoscrizione ed è il consigliere Giuseppe Sanó a commentare con rabbia e delusione il fallimento di un progetto in cui tanti cittadini hanno creduto, scontrandosi contro quei pochi che invece continuano a vanificare tutto

Cumuli di sacchetti abbandonati sul marciapiede, agli angoli delle strade, ovunque possa esserci un piccolo spazio che non dà fastidio alla propria abitazione ma che sporca un villaggio e vanifica lavoro e sacrifici. Ecco il libero arbitrio della raccolta differenziata nella Vi circoscrizione. Ecco l’immagine di chi stravolge le regole a proprio uso e consumo, in barba ai vicini di casa, al quartiere, al luogo in cui vive, alle risorse spese dalla collettività. La segnalazione arriva dal consigliere Giuseppe Sanò, amareggiato e deluso da quello che è chiaro essere il fallimento della raccolta porta a porta.

«Insieme ai colleghi della VI municipalità, come si usa dire oggigiorno, c’ho messo la faccia, seguendo tutte le operazioni propedeutiche alla raccolta differenziata partita su parte di territorio di nostra competenza. I consiglieri della VI circoscrizione, in più occasioni, hanno partecipato alla distribuzione dei necessari kit forniti da Messinambiente. Chiunque potrà confermare, che i cittadini non sono mai stati abbandonati, che abbiamo fornito tutte le informazioni in nostro possesso per il corretto conferimento dei rifiuti. Ma si sa, Messina è quella città dove, purtroppo, non bastano i buoni propositi, gli appelli al senso civico, ma si rendono necessari interventi di natura repressiva e sanzionatoria. Il libero arbitrio risulta decisamente inefficace. Non sono mai stato incline all’adozione di azioni repressive, ho sempre preferito la prevenzione, ma quando i pochi influiscono negativamente sulla vita di comunità diventa indispensabile» scrive Sanò. Per il consigliere l’esperienza fallimentare della raccolta differenziata porta a porta nel villaggio di Torre Faro lascia l’amaro in bocca. «Si sono spese energie che alla fine non sono state incanalate per raggiungere il successo auspicato. La mia rabbia è principalmente per la delusione di quei cittadini che con grossi sacrifici e buon senso si adoperano per rispettare quanto richiesto dall’Amministrazione, ma di contro vedono vanificarsi i propri sforzi».

La rabbia aumenta constatando che i cittadini diligenti non sono gli unici a pagarne le conseguenze. «Gli operatori addetti alla raccolta differenziata sono costretti a ritirare i nostri rifiuti, anche non correttamente differenziati, per evitare che ammorbino le vie del paese. Ad aggravare la situazione ci pensano quei cittadini, che hanno palesemente frainteso il termine porta a porta, trasferendo i rifiuti personali dalla porta della propria abitazione a quella del vicino o peggio ancora agli angoli delle strade cittadine. Con l’allungarsi delle giornate, si risveglia la voglia di abbandonarsi a piacevoli passeggiate lungo le vie di Torre Faro, da sempre meta per messinesi e non. Per coloro che dovessero riuscire a percorrere più di 100 metri senza infortunarsi, per via del manto stradale dissestato, ma questo necessita un capitolo a parte, la vista che accompagnerà le loro passeggiate farà il paio con gli odori che risaliranno le sfortunate narici, rendendo l’esperienza indimenticabile. Dunque, mi chiedo e vi chiedo, si potrà continuare a parlare di sviluppo economico legato al turismo, in queste condizioni?».

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