Il consigliere sottolinea sia il rischio idraulico sia la necessità di ripensare la viabilità del viale
Una sponda d’argine sospesa nel vuoto e un cantiere fermo per rescissione contrattuale. Il consigliere comunale Alessandro Russo ha inviato una nota urgente al sindaco Federico Basile e, per conoscenza, al commissario di Governo per il Dissesto Idrogeologico della Regione Siciliana. Da un sopralluogo recente sul torrente Annunziata, emerge una situazione di “oggettiva pericolosità e di conseguente allarme per la sicurezza complessiva sia dell’area di cantiere che, soprattutto, dell’intero tratto interessato” – dice Russo.
La situazione di pericolo e i detriti nel torrente
Il consigliere evidenzia che “al di là dei detriti e delle macerie edilizie e dei grossi blocchi di cemento che facevano parte della pista di cantiere di accesso all’alveo che sono stati travolti dalle piene del torrente delle scorse settimane e che di fatto ostruiscono oggi il regolare deflusso delle acque, in caso di forti piogge il rischio idraulico per la zona è evidentissimo e della massima urgenza”.
La situazione peggiore riguarda la spalletta sinistra: “L’intero tratto della Via del Fante interessato appare appoggiato su spallette di sponda gravemente ammalorate, sgretolate e pericolosamente scavate ben al di sotto delle fondazioni, al cui posto sono invece emersi dei vuoti molto ampi che si estendono in profondità”. Per questo motivo, secondo Russo, “va verificata innanzitutto la sicurezza statica della Via del Fante, la generale situazione di compromissione delle fondazioni sottostanti l’intera spalletta di sponda del torrente, sia sulla sinistra idraulica che sulla destra idraulica del corso d’acqua e tempestivamente intervenire per mettere in sicurezza l’intera opera”, tenendo conto che l’intero viale e la via del Fante poggiano su tecniche costruttive coeve e analoghi materiali.
Gli interrogativi sul futuro del cantiere
All’indomani dello stop all’appalto, Russo solleva forti dubbi sul futuro dell’intervento: “È necessario comprendere cosa accadrà oggi, all’indomani della rescissione del contratto con la ditta aggiudicataria: che sorte avrà questo cantiere? Che tempistiche di riattivazione si avranno? Le risorse che erano state destinate alla realizzazione dell’opera permarranno anche dinanzi all’ovvio prolungarsi dei tempi di esecuzione?”. E ancora, sul fronte tecnico: “L’emersione di questo gravissimo vuoto posto al di sotto delle spallette di sponda richiede degli approfondimenti tecnici o delle modifiche progettuali per intervenire ancora più in profondità strutturale?”.
La congestione del Viale Annunziata e l’asse viario della zona Nord
Il problema si intreccia con la centralità e la fragilità della mobilità nell’area: “Il Viale Annunziata è oggi – a differenza di quaranta anni fa – la via di accesso più importante dell’intera zona Nord di Messina”. L’arteria funge da “asse di accesso all’autostrada, via di grande comunicazione non solo per il popoloso rione Annunziata – San Licandro – Panoramica – Paradiso ma anche per l’attraversamento della città in direzione Nord; su di esso insistono ben cinque scuole con una sesta in connessione attraverso la Via Fiore di Conca D’Oro, il polo universitario dell’Annunziata, tante attività commerciali e due frequentate parrocchie”. Di conseguenza, “in caso di emergenza di protezione civile, il viale costituisce di fatto non solo e non tanto la sola via di fuga per una porzione di città amplissima ma soprattutto la via di accesso per soccorsi e mezzi di protezione civile”. Nonostante ciò, “l’attuale dimensionamento della parte viabile del viale sia ben al di sotto delle reali necessità del territorio”, risultando permanentemente saturo e “ridotto a una sola corsia per entrambi i sensi di marcia”, un vero e proprio “innesco di rischio nel caso di emergenze o di calamità naturali”.
La proposta delle “piastre” e delle coperture parziali
Richiamando le sollecitazioni dell’associazione “Messina in Progresso”, pubblicate dal nostro giornale, Russo conclude indicando la rotta per una soluzione a lungo termine: “Appare necessario che l’Amministrazione non si limiti solo alla sistemazione delle spallette d’alveo e dell’alveo del torrente – interventi pure necessari ma certamente non risolutivi – ma si attivi contestualmente con la massima tempestività per comprendere se le norme costruttive attualmente in vigore consentano una soluzione di copertura o di parziale copertura del tratto libero del torrente, consentendo l’allargamento della sede stradale o, in subordine, degli spazi da destinare a parcheggi di automezzi che attualmente restringono la carreggiata”.
Del resto, ricorda il consigliere, “la stessa amministrazione comunale, qualche tempo fa parlava di ‘piastre’ di copertura parziali che consentissero di alleggerire il carico viabile sull’unica, stretta, strada attualmente disponibile”.
Secondo Russo “è urgente intervenire oggi per la sua sicurezza interna e delle sponde di argine” ma anche “è urgente programmare un potenziamento per il tramite di parziali coperture, piastre o altre soluzioni tecnicamente da individuare – dello spazio destinato alla circolazione stradale, anche e soprattutto in vista di potenziali necessità di protezione civile e di soccorso”.


SI DISCUTE SEMPRE SULLA COPERTURA TOTALE O PARZIALE DEL TORRENTE ANNUNZIATA, LA TOMBINATURA NON E’ POSSIBILE, IL CONCETTO E’ QUELLO IN CASO DI PIENA DEL TORRENTE BISOGNA CHE DA QUALCHE PARTE L’ACQUA FUORIESCA, GIA’ TUTTI I TORRENTI E NN SOLO MESSINESI CHIARAMENTE, SONO QUASI TUTTI STATI RIDOTTI NEL LORO ORIGINARIO PERCORSO DIMINUENDO LA SEZIONE NATURALE DEL DEFLUSSO DELLE ACQUE. L’UNICA STRADA A MIO GIUDIZIO PERCORRIBILE E QUELLA DI CREARE UNA STRUTTURA IN ACCIAO FORATA AL FINE DI CONSENTIRE UNA PERCORRENZA CON SOLE AUTOVETTURE, E NELLO STESSO TEMPO CONSENTIRE LA FUORIUSCITA D’ACQUA IN CASO DI PIENA, CHIARAMENTE DOVRA ESSERE TUTTO CALCOLATO E DIMENSIONATO A DOVERE, RIPETO SECONDO ME POTREBBE ESSERE UNA SOLUZIONE PERCORRIBILE.