Tra micro e macro: un presente-futuro per Messina

Tra micro e macro: un presente-futuro per Messina

Autore Esterno

Tra micro e macro: un presente-futuro per Messina

lunedì 01 Dicembre 2025 - 19:20

La riflessione dell'arch. Giorgio Marchese: "Inutile inseguire la Fata Morgana di progetti enormi e ambiziosissimi"

di Giorgio Marchese*

Faccio parte di quegli ex-giovani nati negli anni ’80 che hanno lasciato la propria città per lavorare fuori; per cercare la propria affermazione professionale e identità personale oltre il confine semichiuso dello Stretto. Sono un pezzetto di quel fenomeno di spopolamento che l’Istat documenta relativamente alla città di Messina (e altre piccole province italiane) che ha causato il declassamento della città provocando perdita di fondi e finanziamenti pubblici; diminuzione dell’attenzione politica e mediatica e riduzione del potere negoziale come denunciato da alcuni media locali.

Anche se frammento di questa “colpa” faccio parte – come altri ma non tutti, – di quella fetta di persone che continua ad amare visceralmente le proprie origini, e che si augura possa essere ancora possibile un nuovo rinascimento tra le sponde dello Stretto e della città metropolitana di Messina e Reggio. Lo faccio cercando ancora quotidianamente occasioni, umane e professionali, per coltivare relazioni e tenere vivo il cordone ombelicale con il mio codice genetico. Con una delle mie città.

Vivendo fuori, e girando per lavoro e curiosità personale, il mio occhio è abbastanza lucido e distante per notare (con gioia) che qualcosa è cambiato negli ultimi anni. Che esiste un lento movimento virtuoso di maggiore amore e cura per gli spazi pubblici del territorio peloritano. Processi, ancorchè lenti, di rivalorizzazione urbana si sono o si stanno innescando per andare a colmare l’incredibile gap che esiste tra la meraviglia della natura e del mito, e la realtà costruita e il recente passato.

Ahimè faccio anche parte di quella piccola comunità che sente ancora la necessità impellente di dire e fare qualcosa per il territorio delle proprie origini, mettendo forse a frutto l’esperienza professionale e umana maturata in contesti più fortunati. Per questo una riflessione metodologica per il presente-futuro di Messina, da donare a chi vorrà seguirla in parte o rinnegarla in todo.

Penso che la presente amministrazione della città, così come le future, e tutti gli organi di governance del territorio che hanno potere progettuale e di spesa rispetto al rinnovamento urbano, dovrebbero essere concordi su un punto al di là delle logiche politiche e di potere: avere una visione molto lucida e realista dello stato dell’arte, dell’economia e del tessuto sociale meridionale cercando di vestire costantemente il ruolo dell’equilibrista esperto.

Inutile inseguire la Fata Morgana di progetti enormi e ambiziosissimi, spesso fuori scala e insostenibili dal punto di vista economico, sociale, demografico e ambientale (progetti e gare alle quali spesso studi di Architettura, compreso il mio, hanno partecipato). Inutile scommettere tutto il possibile su un futuro non ancora possibile.

Forse l’attenzione ed energie vanno concentrate su interventi MICRO: piccole riqualificazioni urbane, piccole piazze, qualità edilizia e interventi locali. Attenzione ai borghi e al micro tessuto urbano. All’uso della natura in genere.

E’ l’approccio a questa micro chirurgia sociale e architettonica che però deve essere in equilibrio costante con un metodo assolutamente MACRO: macro qualità dei professionisti che si coinvolgono, macro esperienza e serietà degli stessi, macro conoscenza progettuale e di sperimentazione. MACRO meritocrazia per ogni tipo di progetto e affidamento.

L’equilibrio sottile tra micro interventi e macro specializzazione va sempre ricercato come aspirazione: anche in piccoli progetti la ricerca, le references progettuali, la creatività e il legame con il contesto possono creare le basi per progetti e realizzazioni in cui la comunità si riconosce e affeziona.

Macro attenzione va data anche all’esecuzione delle realizzazioni micro: un progetto ben eseguito e realizzato nei giusti tempi, crea soddisfazione tra i cittadini. Uno mal realizzato e in ritardo crea nei cittadini malcontento e disamore verso il territorio. Profonda disillusione.

Macro rispetto dei tempi progettuali ed esecutivi che devono tendere ad essere micro e veloci per stare nelle corde e tempi di un mondo sempre più veloce e interconnesso. A volte spietato nelle dinamiche fagocitanti e giudicanti dei social media.

In questo equilibrio tra MICRO e MACRO intravedo un possibile futuro-presente per Messina: non credo siano più i tempi in cui ci si possa permettere disattenzione, superficialità, o distrazione. L’attenzione, l’ambizione e serietà deve essere massima anche nei piccoli progetti e processi.

Anche gli attuali strumenti urbanistici non sono più adeguati al mutare rapidissimo delle condizioni al contesto come lo spopolamento e la precarietà dei fondi: ben accette le pianificazioni strategiche e di lunga visione purché la redazione delle stesse non diventi già anacronistica e vecchia rispetto al mutare veloce e continuo della società.

Design, arte, architettura e la bellezza in tutte le sue forme hanno un grande potere: fare innamorare le persone. Sfruttiamolo per reinnamorarci in MACRO modo di Messina.

*Arch. Giorgio Marchese
Founder e Amministratore di Punto Zero, Roma: Punto Zero è uno studio con sede tra le botteghe del Rione Monti, a Roma, e un portfolio di progetti in tutto il paese, da Stromboli al Circeo, da Milano a Padova, con pubblicazioni su Domus, Elle Decor, AD e Living.

Un commento

  1. Caro arch.Giorgio “Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni”, tutto il resto è routine per sopravvivere!!!!

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