Il verdetto di primo grado per l'incidente al porto di Messina nel novembre 2016
Ci sono 2 condanne e 2 assoluzioni il processo sulla morte dei tre marittimi, avvenuta il 20 novembre 2016 al porto di Messina. A 10 anni dalla tragedia della Sansovino si è chiuso in primo grado il processo sulla morte del 27enne Gaetano D’Ambra, Cristian Micalizzi (38), Santo Parisi (51). I tre marittimi erano saliti sulla nave per lavorare ma sono stati uccisi dal gas tossico formatosi nel locale della cisterna.
La sentenza
La giudice monocratica Alessandra Di Fresco ha deciso sulle accuse di omicidio colposo e lesioni colpose plurime giudicandole provate per Luigi Genchi (2 anni e 4 mesi) e la società Caronte &Tourist Isole Minori (300 quote del valore di 750 euro ciascuna – 225 mila euro complessivi – per la sigla creata dal gruppo Franza per acquistare le quote della Siremar); 2 anni e 4 mesi per Domenico Cicciò, ispettore tecnico della società responsabile della sicurezza. Assolti per non aver commesso il fatto il direttore di macchina Fortunato De Falco e l’agente marittimo Giosuè Agrillo. Non doversi procedere, per tutti per una lunga serie di reati legati alle prescrizioni di sicurezza. Hanno difeso gli avvocati Alberto Gullino, Anna Scarcella, Salvatore Todaro, Giuseppe Romeo e Giuseppe Mosca.
L’Accusa voleva un’altra condanna
Lo scorso dicembre l’Accusa, rappresentata dai pubblici ministeri Marco Accolla e Roberto Conte, aveva sollecitato: 5 anni De Falco, 4 anni e mezzo per Genghi, 4 anni per Cicciò, l’assoluzione per Giosuè Agrillo, 300 mila euro di sanzione per la società armatrice, poi la la prescrizione per alcuni reati contravvenzionali. Il processo non aveva parti civili, le famiglie delle vittime erano state risarcite in fase di indagine.
“Vicini alle famiglie”
“Continuiamo ad avere massima fiducia nell’operato della magistratura. La sentenza di primo grado è il tassello di un mosaico che si concluderà solo con la sentenza definitiva e che siamo certi farà chiarezza su una tragedia che è ancora nel cuore di tutti noi”, commenta la Caronte&Tourist isole minori. “Continuiamo a sentirci vicini alle famiglie di Cristian, Gaetano e Santo, vittime di un evento imponderabile del quale porteranno traccia imperitura la memoria individuale e quella collettiva di un’azienda e di un Gruppo che da sempre considerano la sicurezza una priorità culturale”.
