Ecco i tratti costieri dello Stretto maggiormente esposti alla mareggiata di martedì

Ecco i tratti costieri dello Stretto maggiormente esposti alla mareggiata di martedì

Daniele Ingemi

Ecco i tratti costieri dello Stretto maggiormente esposti alla mareggiata di martedì

Tag:

sabato 17 Gennaio 2026 - 16:30

La fine del forte vento sarà seguita da temporali

L’affondo della corrente a getto polare fino al cuore dell’Algeria, con un flusso potentissimo che raggiunge picchi di 250 km/h a 10 km di altezza (convogliando aria fredda e carica di vorticità dalle latitudini polari), sta mettendo le basi per lo sviluppo, nella serata di domani, del ciclone che fra lunedì e martedì si avvicinerà alla Sicilia. Quest’ultimo, già dalla mattinata di lunedì 19 gennaio, salirà di latitudine, attivando sullo Ionio un intenso flusso di venti di Scirocco e Levante che si allineerà a tutto il bacino dello Ionio. Quindi già dalla mattinata di lunedì 19 il vento andrà a rinforzarsi, anche sullo Stretto, con raffiche fino a oltre 60 km/h. Poi, durante il pomeriggio, la ventilazione assumerà una componente da est-sud/est, andando gradualmente a divenire sempre più irregolare e rafficosa (per via dei rotori creati dall’orografia calabrese), fino ad attenuarsi nella zona settentrionale dello Stretto, per effetto della schermatura dell’Aspromonte. Così, mentre sullo Stretto, si assisterà ad una attenuazione, sullo Ionio, e nell’estrema zona della città, da Tremestieri a Scaletta, il vento invece diverrà molto forte, con raffiche fino a 80-90 km/h nell’area di Giampilieri (sulla costa). Ancora più a sud, sulla costa ionica, il vento arriverà a saturare il moto ondoso, raggiungendo picchi anche sui 100 km/h davanti la costa, fra Messinese ionico, Catanese e Siracusano.

Questa burrasca, con raffiche di tempesta sulla costa ionica, dovrebbe perdurare fino a buona parte dì martedì 20 gennaio, per poi andare progressivamente a calmarsi. Ma la fine del vento forte sarà seguita da un passaggio temporalesco, piuttosto intenso, atteso nel corso del pomeriggio di martedì. Una volta passata la linea temporalesca il vento ruoterà di diversi gradi, indebolendosi sensibilmente.

onde
La mappa fornita su gentile concessione di Meteored Italia.

L’area più colpita dalla mareggiata

La mareggiata da Scirocco e Levante sarà davvero importante. Il picco della mareggiata è atteso nella notte fra lunedì e martedì, quando irromperanno onde di swell imponenti, con periodi molto ampi, che raggiungeranno altezze di onda significativa di oltre 5-6 metri. Sul territorio comunale l’area più esposta sarà il litorale fra Giampilieri e Ponte Schiavo, dove i treni d’onda in ingresso dallo Ionio non riceveranno più di tanto l’effetto rifrazione dalla costa più meridionale della Calabria (fra Capo Spartivento e Capo dell’Armi), entrando dritti. Qui si raggiungeranno i massimi Run-Up durante la giornata di martedì, con onde alte anche più di 5-6 metri.

Procedendo verso nord, da Santa Margherita fino a Galati, la direzione dell’onda piegherà leggermente, per l’effetto rifrazione di Capo dell’Armi. Nonostante l’onda entri leggermente più obbliqua rispetto l’orientamento della costa, l’enorme energia cinetica incamerata dal vento le renderà molto insidiose, con altezze anche di 4-5 metri, che causeranno notevoli fenomeni d’erosione, probabili danni e cambiamenti della morfologia del litorale.

mareggiata
L’onda significativa attesa martedì pomeriggio. Mappe elaborate da Meteored Italia.

Poi l’altra zona colpita, ma con minore intensità, sarà quella che va da Tremestieri fino a San Raineri, dove le onde piegheranno ulteriormente, venendo più da sud-est, per l’effetto rifrazione della punta della Calabria, che al tempo stesso smorzerà un po’ di più il moto armonico dell’onda, organizzandola in onde più lunghe, lo stesso insidiose per la navigazione. Qui sono attese onde poco sopra i 3 metri. La direzione più obliqua però renderà l’erosione molto intensa in questo tratto. Probabile l’insabbiamento dell’approdo di Tremestieri.

L’area falcata sarà una sorta di spartiacque fra le acque agitate dello Ionio, e quelle meno movimentate della costa settentrionale dello Stretto. Il principale ostacolo sulla costa messinese dello Stretto, in questo caso, è rappresentato dal promontorio di San Ranieri, che con la sua struttura a forma di falce si estende al di fuori della linea di costa. Il promontorio di San Raineri riesce, seppur in parte, a “schermare” il litorale nord di Messina, dalla foce dell’Annunziata fino a Capo Peloro, dalle onde “lunghe” e ben formate che provengono da Sud (dal mare aperto). Difatti, solo una parte di queste onde riesce a raggiungere il litorale della zona nord di Messina, da Pace fino a Capo Peloro, arrivando su questo tratto di costa già parzialmente smorzate, a causa dell’effetto della “diffrazione”, prodotta dall’area falcata. Per un approfondimento scientifico sulle onde dello Stretto ecco l’articolo di qualche anno fa.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED