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Operazione Tris, l’accusa chiede 40 condanne per i falsi incidenti

Operazione Tris, l’accusa chiede 40 condanne per i falsi incidenti

lunedì 18 Settembre 2017 - 19:53

L'indagine ruotava intorno i sinistri patrocinati da uno studio non abilitato. Tra i casi scoperti, anche una rapina spacciata per incidente stradale. L'Accusa ha chiesto una sola assoluzione.

E al capolinea il processo scaturito dall'operazione Tris, l'indagine dei Carabinieri su un vasto iro di truffe ai danni delle compagnie assicurative, messe a segno a Messina e provincia.

E' toccato al pubblico ministero Marco Accolla tirare le fila del dibattimento e formulare le proprie richieste ai giudici della I sezione Penale del Tribunale, i quali prima di riunirsi in camera di consiglio per la sentenza dovranno ora ascoltare i difensori

Il magistrato che sostienne l'Accusa ha chiesto condane per tutti gli imputati ad eccezione di Andrea Mutto, per il quale ha solleciato la prescrizione.

Ecco il dettaglio delle richieste:

10 anni per Gaetano Molino, personaggio intorno al quale ruota l'inchiesta:6 anni per Antonina Lui, Concetta Todaro; 3 anni e 4 mesi per Salvarore Russo, Francesco Bonanzinga e Vittorio Contiguglia; 4 anni e mezzo per Umberto Di Blasi, Carmelo Muscolino; 4 anni e 4 mesi per Arcangelo Settimo; 4 anni per Giuseppe Gangemi 5 anni per Adriano D’Angelo, Mauro D’Angelo, Elisa Di Lauro, Concetta Campagnia; 3 anni per Giovanni Muscolino, Carmela Alaimo, Lorenzo Donato, Angelo Di Bella e Saghir Mouod, Giuseppa D'Angelo, Nicola Girasella, Rosy Marchetta, Sabrina Sciuto, Antonino Celona; 2 anni e mezzo per Ahmed Mouhoub, Nicola Tindaro Basile e Antonino Cucinotta; 2 anni per Cristian Panarello, Emanuele Cariddi, Stefano Ingegnere, Antonio Pesco, Said Mouhoub, Nunzio Commisso, Davide Galletta, Angelo Scopelliti, Sebastiano Visalli, Pasquale Di Stefano, Tommaso Arena; Angelo Scopelliti 2 anni; 2 anni e 4 mesi per Giovanni Ferrara.

A dare il via agli accertamenti era stato un sinistro stradale del 2010, gestito da uno studio di consulenza, quello di Molino, che si è scoperto non essere abilitato. Le ipotesi di reato a vario titolo sono di associazione a delinquere, truffa, falso e riciclaggio. Nel 2015 scattò il blitz con 20 arresti dell'Arma e della Polizia Municipale di Messina.

Tra i casi eclatanti scoperti, l'incidente denunciato da uno degli indagati che in realtà aveva effettuato una rapina.

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