La lettera di un cittadino di Cuneo che ha prolungato il suo soggiorno in Sicilia a causa dell'eruzione dell'Etna
Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Elvio Russi, un cittadino di Cuneo che, a causa dell’eruzione dell’Etna, ha dovuto prolungare il suo soggiorno in Sicilia. Un imprevisto che si è trasformato nell’occasione per scoprire una Messina diversa da quella dei cliché: pulita, ordinata e a misura d’uomo.
Ecco il suo racconto:
L’eruzione dell’Etna, costringendomi a prolungare la permanenza in Sicilia, mi ha regalato una scoperta inattesa: Messina. Non soltanto la città dello Stretto, del Duomo e di quel paesaggio unico che guarda la Calabria. Da visitatore arrivato quasi per caso, mi ha colpito il modo in cui oggi la città si lascia vivere.
Messina mi è apparsa pulita, ordinata, facile da attraversare. Una città nella quale si può lasciare l’automobile, muoversi a piedi o con i mezzi pubblici, fermarsi nelle piazze e nei parchi, godersi con tranquillità ciò che si incontra. Ho visto aree pedonali frequentate, spazi verdi curati, bambini nei giochi, famiglie sedute all’ombra. Ho avuto la sensazione di una città che abbia restituito ai cittadini i propri spazi e una parte della propria serenità.
Ma ciò che mi ha sorpreso di più sono state le persone. Chiedendo un’informazione, più volte ho incontrato cittadini disponibili non solo a indicarmi una strada, ma a fermarsi, spiegare e talvolta persino accompagnarmi per un tratto. Sempre con una cordialità spontanea, con quel sorriso che un turista riconosce quando non è semplice cortesia.
Può sembrare un dettaglio, ma non lo è. Una città più sicura, pulita e vivibile può aiutare a rendere più sereno anche chi la abita. E cittadini più sereni diventano spesso più disponibili e accoglienti. È difficile misurarlo, ma chi arriva da fuori lo percepisce.
Lo stupore davanti a una trasformazione così evidente mi ha spinto a capire cosa fosse accaduto. Cercando su internet la storia amministrativa recente di Messina, ho scoperto un percorso che attraversa tre sindaci diversi: Renato Accorinti, Cateno De Luca e Federico Basile.
Accorinti, eletto nel 2013, portò attenzione ai beni comuni, all’ambiente, all’inclusione e alla partecipazione. Con De Luca, dal 2018, cambiarono stile e velocità: la macchina comunale ricevette una forte accelerazione, con la riorganizzazione di servizi, società pubbliche, mobilità, rifiuti e servizi sociali. Basile, eletto nel 2022 e poi riconfermato, ha consolidato molti di quei processi, accompagnando una fase nella quale il cambiamento è diventato sempre più visibile. La continuità tra le ultime due amministrazioni è riconosciuta anche in comunicazioni istituzionali del Comune, in particolare sul trasporto pubblico e su altri progetti cittadini; Basile è stato proclamato nuovamente sindaco il 28 maggio 2026.
Tre personalità differenti, tre modi diversi di amministrare. Eppure, osservando Messina da fuori, emerge qualcosa che forse vale più delle appartenenze politiche: una visione, il coraggio di osare e la continuità.
Una città migliora quando ogni amministrazione non cancella ciò che ha fatto la precedente, ma conserva ciò che funziona, corregge ciò che può essere migliorato e porta avanti i progetti utili alla comunità.
È forse questo l’aspetto che altre città italiane dovrebbero studiare. Penso anche a città del Nord, come Cuneo, dove vivo. Non perché i territori siano confrontabili, ma perché sarebbe interessante capire quali scelte abbiano favorito questa svolta: cura degli spazi pubblici, mobilità, pulizia, servizi, continuità amministrativa e capacità di restituire ai cittadini il piacere di vivere la propria città.
Le amministrazioni vengono spesso giudicate con numeri, bilanci e opere. Ma esiste un altro indicatore, meno scientifico e forse altrettanto importante: il sorriso delle persone. A Messina l’ho incontrato spesso.
L’eruzione dell’Etna mi ha costretto a restare in Sicilia. Quell’imprevisto mi ha permesso di scoprire una città che oggi porto con me come un sorprendente esempio di trasformazione urbana e civile. Una città che sembra avere ritrovato qualcosa di prezioso: il piacere di appartenersi.
Elvio Russi


Carissimo Sig.Elvio, ciò che ha provato venendo a Messina è quello che provano anche i molti, soprattutto quanti avevano avuto la possibilità di conoscere Messina prima dell’ultimo decennio. Non si capisce come una parte dei Messinesi continua a voltarsi dall’altra parte negando, con ogni comportamento, ogni forma di miglioramento che con molta pazienza, oltre che impegno, sta ridando a Messina quella dignità che merita!
Infatti. I giovani che se ne sono andati e che se ne vanno da Messina non fanno parte della narrazione.
Il turista dice una buona parte di verità.
Però la riorganizzazione dei servizi fu iniziata da Accorinti così come la programmazione di talune opere infrastrutturali (vedi Don Blasco).
Occorre iniziare a dare merito di una visione reale e concreta di quanto iniziato da Accorinti, che viene sempre dipinto come una specie di visionario da chi secondo me non ha chiaro quanto abbia lavorato bene in preparazione agli anni che seguirono.
Questo De Luca lo aveva capito benissimo dalle sue analisi pre elettorali.
Mica fesso lui.
Pulita? Si piazza Cairoli e viale san martino, li finisce la pulizia di Messina
Redazione di Tempostretto, il Nostro Turista per Caso ci racconta una storia allucinogena, e forse semplicemente copiata ad una domanda posta alla Intelligenza Artificiale…. non credo ai miei occhi !a me sembra una presa per il …! cittadini che non dormono per la movida, corsie preferenziali occupate dalle auto, auto in doppia fila dovunque, strade dissestate da voragini, lerciume dappertutto, verde trascurato e mal concepito, edifici cadenti e transennati, balconi rivestiti di rete verde, tombini perennemente intasati, e via dicendo …. è vero ci sono iniziative che vanno considerate con lode, ma non corrono parallele ai tantissimi bisogni e ritardi di cui soffre la Città da decenni, da decenni … e poi, questa carenza di acqua che ci costringe da un secolo a riempire contenitori, costruire autoclavi, riempire i terrazzi degli edifici di centinaia e centinai di serbatoi, che tra l’altro deturpano il panorama … mi sa che la cenere dell’Etna gli ha annnebbiato gli occhi !!!
Ma certo, se giri intorno a piazza Cairoli probabilmente è tutto in ordine e dico probabilmente, perché basta che ti sposti e lo scenario cambia, proprio ieri sera passeggiando con mia moglie ragionavamo, soldi ben spesi per l’Agorà, ma appena esci da questa direzione verso la vecchia passeggiata a mare ed quasi uno scempio, alberi i cui grossi rami arrivano a sfiorare terra, ringhiere fronte mare divelte, illuminazione quasi inesistente e arrivando alla scalinata davanti al marina di nettuno, vasi abbattuti e rifiuti di varia natura da settimane stazionano davanti gli occhi di diportisti da tutto il mondo (ieri c’era uno yacht battente bandiera stelle e strisce) in stazionamento con i loro scintillanti yacht, sporcizia. Poi se si vuole evidenziare la lettera di uno e tralasciare il pensiero di tanti, fate voi. Messina dopo anni di assoluto abbandono sta ripartendo, ma ancora di strada bisogna farne e sperando sempre nella collaborazione dei cittadini perché l’abbandono è stato particolarmente gravoso.
Ma come si puo’ scrivere che Messina è pulita? Messina e’ sporca e per avere conferma basta spostarsi verso i paesini del litorale per rendersene conto. Li veramente un cambiamento c’e’ stato, avviato gia’ da alcuni anni. E la sporcizia e” uno dei tanti mali di una citta’ che un tempo era semplicemente meravigliosa. L’ultimo sfregio? La fiera internazionale di Messina. Quanti ricordi bellissimi. Anziche’ distruggere tutto, si sarebbe dovuto prendere esempio dagli amministratori della fiera di Verona, che hanno reso quella fiera un punto internazionale del commercio. Non avendo pero’ una posizione strategica e’ meravigliosa come la nostra fiera. Potre ribaltare Messina in 3 o 4 anni.
Basterebbe fare due passi tra la Caronte e l’ex Standa per fare un bel pieno di squallore, per non parlare di via Palermo alta. Anche via La Farina è brutta da morire.
Però è vero che finalmente si sbaracca e si bonifica. Speriamo che ci siano urbanisti in grado di disegnare nuovi pezzi di città e non palazzi sparpagliati senza un’idea.
L’altro giorno mi trovavo al mercato Vascone e sentivo diffuse lamentale da parte degli operatori nei confronti del 1° cittadino per gli ingiustificabili ritardi della ristrutturazione dell’ ex mercato. E chiedevo curiosamente ma voi che vi lamentate per chi avete votato? Nessuno diceva Basile. Ad un certo punto mi sono imbattuto in un operatore che invece diceva: Si io ho votato per Basile perchè voglio la sicurezza di rientrare nei nuovi locali pagando la mia quota mentre i miei colleghi voglione restare qui perchè non pagano e non rientreranno nei locali ristrutturati perchè con le quote nuove non gli conviene. Riflettete Messinesi.