Gli incidenti stradali a Messina: i troppi morti di una guerra non dichiarata

Gli incidenti stradali a Messina: i troppi morti di una guerra non dichiarata

Marco Olivieri

Gli incidenti stradali a Messina: i troppi morti di una guerra non dichiarata

domenica 12 Luglio 2026 - 09:23

Dalla costante dei mezzi a due ruote alla necessaria cultura della sicurezza stradale, serve un cambio di rotta. Una priorità per le istituzioni e i cittadini

di Marco Olivieri

MESSINA – Ancora un incidente stradale mortale a Messina. A perdere la vita, questa volta, il 49enne Vincenzo La Foresta, travolto e ucciso da una moto nella notte mentre attraversava la strada.

Lo scorso 6 giugno, invece, dopo uno scontro con un’auto, è morto un motociclista: il 15enne Riccardo Coglitore. E, nella notte tra il 28 e il 29 giugno, la sedicenne Giulia Scimone è stata investita da un diciannovenne motociclista in via Circuito a Torre Faro. Per lei non c’è stato niente da fare, mentre il giovane è stato poi arrestato per omicidio volontario. Contro di lui anche i video che lo immortalano diverse volte a impennare ad alta velocità, postati sui social, e le tante testimonianze che raccontano delle sue condotte pericolosissime.

C’è una guerra in corso dovuta agli incidenti stradali e non ci si può limitare a contare i morti

Il tutto senza dimenticare i precedenti incidenti, con morti e feriti gravi. In sostanza, siamo di fronte a una guerra non dichiarata che miete vittime. E non ci si può limitare a contare i caduti. Bisogna fare qualcosa. E subito.

In netta prevalenza gli incidenti con moto e scooter

È una costante. Quasi tutti gli incidenti avvengono con i mezzi a due ruote. Appare evidente, e non solo negli ultimi tre casi mortali a Messina, la prevalenza di incidenti con persone alla guida di motociclette e scooter. E questo è un dato che deve far riflettere. A prescindere dall’esito delle indagini, sappiamo quanto sia necessaria un’educazione stradale che sensibilizzi i motociclisti. La priorità deve essere la salvaguardia di sé stessi e degli altri.

Occorre un monitoraggio di tutte le situazioni a rischio nelle strade

In generale, appare fondamentale puntare su una nuova cultura della sicurezza stradale, con una campagna di sensibilizzazione che coinvolga giovani e adulti. E, sul versante delle istituzioni, risulta decisivo un rafforzamento della sinergia tra Comune e Prefettura per affrontare al meglio quella che non è più un’emergenza. Ma un dato strutturale.

Uno sforzo necessario, da parte dell’amministrazione comunale, è quello di monitorare tutte le situazioni di pericolo nelle strade, pianificando una serie d’interventi salvavita. Dalle strisce pedonali ai dossi per inibire la velocità e all’attenzione alla scarsa illuminazione.

La polizia municipale e la necessaria riorganizzazione dopo le assunzioni

In più, polizia municipale e forze dell’ordine sono chiamate a un’azione mirata sul versante dei controlli. Una riorganizzazione del Corpo dei vigili a Messina, alla luce delle nuove assunzioni, è una necessità.

Un invito alla responsabilizzazione di istituzioni, automobilisti, motociclisti e pedoni

Ognuno deve fare la sua parte. L’invito è alla responsabilizzazione di tutti i soggetti coinvolti: istituzioni, automobilisti, motociclisti e pedoni. Bisogna fare di più. A partire dal rispetto rigoroso del Codice della strada e dall’urgenza di mettere in sicurezza ogni pezzo di territorio.

Il primo, ovvio ma fondamentale, appello è ad attenersi alle regole fissate dal Codice. Assisitiamo quotidianamente a manovre azzardate, impennate, passaggi con il rosso, velocità eccessive, in un Far West in strada che non si può tollerare. Un vero e proprio incentivo all’insicurezza stradale.

Da anni l’allarme sugli incidenti stradali nel Messinese

Come ha denunciato nel settembre 2025 Fiab Messina Ciclabile, la città dello Stretto è “tra i 14 Comuni italiani più grandi, quello con il più alto tasso di mortalità per incidenti stradali“. A Messina ci sono stati 679 incidenti con 13 morti (strade urbane/ extraurbane) nel 2024. E con tasso di mortalità di 6,0 (6 morti ogni 100.000 abitanti). E il 2024 era stato definito un annus horribilis per gli incidenti stradali tra città e provincia.

Siamo nel 2026 e ci ritroviamo ad aggiungere nomi e volti a questa guerra senza fine.

Pochi mesi fa l’appello della figlia di una vittima sulla strada

Non a caso nel febbraio 2026 abbiamo pubblicato la lettera dell’avvocata Carmen De Salvo: “Mia madre è tragicamente scomparsa nel giugno del 2025 a Messina, mentre attraversava sulle strisce pedonali in via Tommaso Cannizzaro. La sicurezza stradale in Italia resta un’emergenza civile: nel 2024 si sono verificati 173.364 incidenti con lesioni, 3.030 persone decedute e 233.853 feriti, con comportamenti quali distrazione, mancato rispetto della precedenza e velocità eccessiva tra le cause più frequenti”.

E ancora: “Credo sia fondamentale non solo raccontare questa tragedia personale, ma promuovere una vera campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale che coinvolga istituzioni, scuole, associazioni e cittadini”.

“Le istituzioni devono intervenire a Messina con misure concrete”

“È altresì importante sollecitare, anche vostro tramite, le istituzioni competenti a intervenire con misure concrete a Messina quali l’installazione di dossi, l’aumento dei controlli sul rispetto del Codice della strada, l’adeguamento della segnaletica e la protezione degli attraversamenti pedonali, per rendere più sicure le vie cittadine. Allo stesso modo, ritengo fondamentale che la voce delle vittime, delle loro famiglie e della comunità messinese sia ascoltata anche nelle sedi giudiziarie e istituzionali, affinché chi deve giudicare e chi è chiamato a decidere su queste questioni percepisca quanto questo problema sia sentito e condiviso da tutta la collettività”, ha evidenziato nella lettera la cittadina messinese.

Foto dell’incidente in via Circuito.

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4 commenti

  1. Troppa indisciplina e poca osservanza delle normative vigenti
    Ognuno fa quel che vuol con il solito modo di rispondere “perché che ha ?!?” e l’altrettanto consueto stile di vita secondo il quale non si ha mai torto anche davanti all’evidenza

    Caos per irrispettosi automobilisti, motociclisti e non ultimi anche i pedoni che raramente utilizzano strisce pedonali e spesso attraversano come gregge in qualsiasi punto anche quando con minori

    A mio avviso per quel che si vede sulle strade cittadine… ne succedono poche… direi che solo il caso ci sta favorendo e non poco!

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  2. Vi è una grave mancanza di senso civico ed educazione, che si riflette anche nel rispetto del codice della strada. La prima responsabilità è degli adulti che offrono un pessimo esempio per i giovani, la seconda responsabilità è delle istituzioni che trascurano il fenomeno non mettendo in atto modelli di deterrenza vera e duratura. Sicuramente bisogna partire dall’educazione dei più giovani che rappresentano il futuro (si spera), ma nell’immediato serve agire nel presente con la dura repressione. E non basta certo elevare multe per i divieti di sosta. Servono controlli automatici sulla viabilità, anche in tangenziale, posti di blocco con la verifica dei mezzi e loro omologazione, e tanto altro ancora. La strada è lunga, il nodo è se c’è il desiderio comune di intraprenderla, o se la maggioranza griderebbe come al solito alla persecuzione.

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  3. Oggi vedo alla guida gente con il viso di ragazzini che forse ancora devono imparare i primi passi…ma per motivi economici sono già patentati motorizzati e con la licenza di fare fuori qualche pedone o qualche passeggero….poi non parliamo di quelli più vecchi che non sanno portare l’auto e si mettono sulle 2 ruote solo perche vige la moda di farsi vedere di chi ha la moto più costosa o quella più grossa….ormai la patente se la prende chiunque grazie alle scuole guida che li vende a chiunque, siamo spacciati ormai il treno è partito e non lo può fermare nessuno….

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  4. Cittadino sconvolto 12 Luglio 2026 09:49

    …. la politica è distratta da altro….lo ammettano pubblicamente!!!!

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