Franca Scalabrini ha investito nelle case vacanza e accoglie in città turisti dal nord Italia e dall'estero
servizio di Silvia De Domenico
MESSINA – “Storie di imprese e di idee” è un nuovo progetto di Tempostretto. Nel corso di 10 puntate racconteremo 10 storie imprenditoriali siciliane. Dalla costa ionica ai Nebrodi: continua il viaggio alla scoperta delle aziende del nostro territorio.

“Sicilia che piace” sbarca a Piano Torre
Franca Scalabrini è da sempre innamorata di Messina. “Sono nata e cresciuta a Modena, i miei nonni erano messinesi e sin da bambina ho avuto un legame speciale con questa terra”, racconta. E’ una farmacista con la passione per la natura, le attività olistiche e la medicina naturale. Trascorre a Messina 3-4 mesi l’anno, nel periodo estivo, ma anche nei mesi invernali organizza delle settimane olistiche e porta in città amici e conoscenti provenienti dal nord Italia e dall’estero.

La modenese Franca Scalabrini diventa imprenditrice turistica a Messina
Il legame con Messina la accompagna da quando era bambina. Ogni anno andare via dopo le vacanze estive era una sofferenza. Così da adulta, quando ne ha avuto la possibilità, ha iniziato ad acquistare case vacanza. Ed è nata una piccola impresa per accogliere turisti italiani e non e fargli scoprire le bellezze del territorio. Franca Scalabrini, infatti, non si limita ad ospitarli ma organizza dei veri e propri tour per degustare prodotti locali, oppure scoprire luoghi unici a volte sconosciuti agli stessi messinesi. “I miei amici di Messina mi chiedono di essere coinvolti nelle mie gite perché negli anni ho scoperto dei posti unici che spesso neanche chi è nato qui conosce”, racconta.

Il progetto “Le 7 Giare”
Da un paio d’anni tutte le sue forze si sono concentrate su un nuovo progetto. Ha acquistato un’antica villa a Piano Torre, nella zona tirrenica di Messina, e con grandi sacrifici la sta trasformando in una tenuta per un turismo di alto livello. Il nome “Le 7 Giare” nasce proprio dal ritrovamento nei vecchi magazzini di antiche giare piene di olio. “Ma non solo, c’è anche un antico torchio che vorrei restaurare”, aggiunge Franca. “Nelle mie ristrutturazioni cerco sempre di rispettare la famiglia Interdonato che ha costruito questa villa e ho intenzione di mantenere gli affreschi, i pavimenti e tutti gli elementi che caratterizzano questo posto e raccontano la sua storia”, ha aggiunto.

La villa a Piano Torre fra uliveti e alberi da frutto
La casa è immersa nel verde, con un panorama a strapiombo sul mar Tirreno. Un grande uliveto circonda la villa, quindi Franca produce anche l’olio e molti alberi da frutto. “In questo giardino ho in mente di realizzare dei percorsi per risvegliare i 5 sensi, con dei laboratori in cui annusare, gustare o toccare dei tessuti”, aggiunge.

La vecchia chiesetta da restaurare
Attaccata alla villa c’è una vecchia chiesetta da restaurare. Un tetto danneggiato da incendi e maltempo, così come le pareti e il pavimento. Ci sono le campane che ancora suonano e l’incisione sulla facciata principale che racconta della sua edificazione subito dopo il terremoto del 1908. Un pezzo di storia della famiglia Interdonato che Franca intende tutelare e onorare.

“L’amore per Messina è contagioso”
Il suo amore per Messina traspare in ogni suo gesto o parola. “Il mio entusiasmo è contagioso, qualunque amico porti qui in vacanza si innamora della città e vuole acquistare casa. Così mi sono ritrovata pure a cercare case in vendita sul territorio. Chissà forse nascerà una colonia di modenesi qui in Sicilia”, chiude con una battuta.

“Sicilia che piace”, un progetto cofinanziato dalla Regione
“Sicilia che piace” è un’iniziativa cofinanziata dalla Regione Siciliana, grazie all’assessorato alle Attività Produttive. Tempostretto ha partecipato presentando il progetto “Storie di imprese e di idee”. L’intenzione strategica del progetto è quella di fare da cassa di risonanza e promozione alle eccellenze agro-alimentari, alle aziende operanti nel contesto della nautica e dell’economia del mare, alle imprese artigiane e a quelle della moda e dell’oreficeria, in particolare a quelle che usano materiali ecosostenibili. Visiteremo aziende votate all’innovazione di prodotto e di processo, all’uso di fonti alternative di energia e al rispetto delle compatibilità ambientali, anche eventualmente sostenute da programmi di finanziamento dell’Amministrazione Regionale.













