Cus Messina, una mano per andare ancora a canestro

Cus Messina, una mano per andare ancora a canestro

Cus Messina, una mano per andare ancora a canestro

mercoledì 18 Settembre 2013 - 09:35

La città nuovamente al bivio: sostenere una realtà sportiva ambiziosa o scomparire per l'ennesima volta dal mondo professionistico a spicchi

Per non vanificare due anni di vittorie, per mantenere la nostra città nell’universo del basket che conta. Il gruppo di professionisti che hanno preso a cuore le sorti del Cus Messina non hanno ancora tirato i remi in barca, stanno facendo di tutto pur di assicurare un futuro e soprattutto un presente all’attuale prima realtà cittadina nel mondo della palla a spicchi. Tra le mille difficoltà che lo sport, e il territorio più in generale, attraversano.

Il roster lavora ormai da giorni agli ordini di Pippo Sidoti, una squadra competitiva che nelle ultime ore è stata rinforzata dall’arrivo dell’ala-pivot Giuseppe Costantino. Tutti sperano che gli sforzi di questi mesi possano essere coronati dall’appoggio di imprenditori locali che hanno a cuore il basket e vogliono regalare a se stessi ed alla città le emozioni che solo un canestro può dare.

L’impresa non è semplice anche perché fino ad adesso c’è stata una sorta di rifiuto verso questo genere di investimenti. Nel basket come negli altri sport. Ma c’è di mezzo il futuro sportivo di una bella realtà costruita in due anni, costellati di successi (due promozioni in serie), che al netto dei problemi evidenziati dal Cus inteso come centro universitario, come noto recentemente fallito, è stato in grado di costruire vittorie su vittorie macinando avversari e difficoltà. Questo, antipatie o simpatie a parte, deve essere riconosciuto. Adesso che il Cus, come ente, non c’è più, e che chi sta lavorando sull’assetto societario ha “depurato” l’ambito amministrativo-gestionale con la creazione di un’associazione pronta a gestire la squadra, in attesa di novità dall’Università e dell’Unimesport (i tempi sembrano farsi lunghi), le condizioni per avvicinare eventuali investitori sono ideali.

Serve uno sforzo della città, della parte che può, che ancora una volta si trova ad un bivio: dare una mano, anche con un piccolo contributo, salvando il Cus o consentire che ancora una volta Messina sprofondi nei fallimenti sportivi. Non maturati sul campo.

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