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Una settimana di silenzio, ma De Luca non resiste. Scoppia la bufera con Russo

Francesca Stornante

Una settimana di silenzio, ma De Luca non resiste. Scoppia la bufera con Russo

martedì 11 Febbraio 2020 - 07:30
Una settimana di silenzio, ma De Luca non resiste. Scoppia la bufera con Russo

Non è durata neanche ventiquattr'ore la quiete social del sindaco De Luca. Il nemico per iniziare la settimana è stato Alessandro Russo. Ecco cosa è successo

Una settimana di silenzio, reale e soprattutto social. Per sette giorni Cateno De Luca ha abbandonato la vita da sindaco, si è ritirato nella sua Fiumedinisi e ha interrotto tutte le comunicazioni Facebook che ormai sono il pane quotidiano di questa amministrazione. La quiete però a quanto pare è durata veramente poco. Perché il sindaco non ha fatto trascorrere neanche 24 ore che ha immediatamente fatto esplodere una nuova polemica. Ovviamente sempre su Facebook e ovviamente sempre a colpi di post.

Il nemico Alessandro Russo

A vestire il panni del “nemico” questa volta è stato il consigliere comunale Alessandro Russo. Colpevole di aver commentato alcuni passaggi della diretta da Fiumedinisi con cui De Luca è tornato in pista. Soprattutto quelli dedicati ai suoi assessori e ai suoi uomini piazzati a capo di società e partecipate. 

Il post incriminato

Russo ha parlato di “ennesimo spettacolare annuncio di De Luca che pre-minaccia dando il pen-ultimatum su assessori e dirigenti che non siano all’altezza del compito”. E poi l’affondo: «Bene, sarà l’ennesima scenetta per fare polverazzo sui social. Di assessori non all’altezza e con prove provate ce ne sono abbastanza, li indichiamo da tempo e le carte e i fatti parlano chiaro. Andrebbero sostituiti e andavano sostituiti da tempo. E invece, piuttosto che farlo, si preferisce ancora una volta l’effetto annuncio, la scenetta sui social.Che ce frega se intere deleghe a problemi seri della città stanno letteralmente “fetendo” da mesi…».

De Luca attacca

Un post che non è proprio andato giù a De Luca che è partito all’attacco tirando in ballo, tra le righe ma non troppo, anche il compagno politico di sempre Francesco Quero. «Prendo atto dell’ennesimo post del consigliere Alessandro Russo che nel 2013 con un Palato insalubre è stato determinante a regalare alla città il Sindaco Accorinti. Ha ragione il consigliere comunale Felice Calabrò: se nel 2013 avesse vinto le elezioni oggi il Sindaco di Messina non sarebbe stato Cateno De Luca. I circa 48 voti che nel 2013 mancarono al candidato Sindaco del Pd Calabrò per vincere al primo turno furono il tradimento politico di una parte dello stesso Pd. Chissà Alessandro Russo ed il suo DANTE causa nel 2013 se hanno votato Accorinti oppure Calabrò? Chi è abituato a tradire il proprio compagno di partito tradirà sempre la città».

Giorno della Memoria e Giorno del Ricordo

E non è finita qua. Perché De Luca tira in ballo il giorno della memoria (poi corretto con il giorno del ricordo che è quello celebrato ieri in memoria delle vittime delle foibe) per ribadire l’indole del “traditore” di Russo. «E’ il giorno del ricordo anche per non dimenticare i traditori. Il post lo annoveriamo nei suoi innumerevoli atti per giustificare la sua esistenza alla città. Quando il buon Alessandro Russo la smetterà di fare il leone da tastiere e la pecora d’aula (mai studiato numeri e parlato tecnicamente del merito delle delibere) dedicherò qualche nano secondo alle sue esternazioni».

Ovviamente la risposta di Russo non si è fatta attendere. Il consigliere ha colto l’errore iniziale tra giorno della memoria e giorno del ricordo per lanciare un messaggio chiaro al sindaco e non solo: «Le due “giornate” non possono confondersi, neppure in un post social polemico contro un banalissimo avversario politico di oggi. Né possono essere associati a questa giornata presunti “traditori” e presunti “tradimenti” di polemiche politiche al cui confronto con la Shoah si offendono milioni di morti innocenti che non meritano una associazione così banale con me e con De Luca. A De Luca, suggerisco di visitare Auschwitz-Birkenau. Suggerisco a lui di andare lì e apprendere, nel silenzio che quel luogo incute, come mai, per nessuna ragione al mondo, in polemica politica si possano usare giornate così importanti per il nostro essere umanità al solo e solito banale scopo di strappare qualche like o di aizzare adoranti masse da dietro le tastiere contro un nemico della polemica quotidiana.
Anche questa è banalità del male».

La durissima lite social, evidente strascico del “cambio di passo” che ha visto Russo profondamente contrario, ha scatenato tante reazioni.

La difesa del Pd

Il Partito Democratico si schiera al fianco del suo consigliere, definito “oggetto della gogna mediatica via Facebook che il nostro illustre primo cittadino riserva quotidianamente a quelli che non la pensano come lui o a quelli in difficoltà da esporre al pubblico ludibrio”. Per il Pd di Messina anche il giorno e le modalità utilizzate per consumare le sue frasi offensive sono un segnale del suo non rispetto della storia e delle istituzioni. E poi “l’avviso”: «Non mancherà al consigliere Russo e a tutti gli eletti del Partito Democratico, con il rigoroso approfondimento degli atti amministrativi, modo e tempo di dimostrare il basso profilo istituzionale e le continue inadempienze sotto l’aspetto amministrativo del Sindaco e della sua giunta».

Anche Gaetano Gennaro, capogruppo del Pd in consiglio comunale, ha voluto dire la sua. Nonostante Russo non sieda tra i banchi del Pd, ma in quelli di LiberaMe. Che però, proprio sul “cambio di passo” è stato il pilastro di ferro su cui De Luca ha potuto contare a occhi chiusi.

Per Gennaro le parole di De Luca sono inaccettabili e mirano a colpire non solo l’esponente politico ma anche a screditare un rappresentante istituzionale eletto dai cittadini. «Un tale modo di intendere i rapporti politici non serve alla tredicesima città d’Italia che avrebbe bisogno di esempi molto diversi da quelli reiteratamente assunti da De Luca. Probabilmente dopo una settimana di completa assenza dalla scena un giorno in più di silenzio sarebbe stato più opportuno non solo per i singoli ma anche per l’intera collettività messinese continuamente offesa dai comportamenti del Sindaco»

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4 commenti

  1. bonanno giuseppe 11 Febbraio 2020 09:08

    dai Alessandro non ti calare le braghe come hanno fatto quattru buddaci …..consiglieri…. molti Messinesi e anche tanti giovani sono con te…

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  2. Ha perfettamente ragione Cateno. Russo è insopportabile.

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  3. Purtroppo ha contribuito a donare alla città cinque anni di ” amministrazione illuminata”

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  4. Vedremo quale figure al servizio del nostro glorioso sindaco entreranno a far parte , con curriculum per favore , progettisti , dipendenti ed altro , si riparte da zero , oggi questo personaggio dopo aver oscurato come sempre i protagonisti simboli ” figurine ,” non di ruolo , vuol far ricadere le responsabilità delle sue negligenze di responsabilità e presunzioni, infatti dopo una toccata e sana riflessione nel suo paese Nativo riscalda il cuore dei cittadini che poverino e sempre solo responsabile delle sue ed uniche decisioni , ricordo i manifesti per gli auguri A Santa Teresa di Riva il Duca compariva sempre solo nelle figurine ” D’AUGURI ” anche nella competizione europea della candidata assessore , oggi poverino frustato dai suoi ” forse anno capito con quale soggetto convivere e non stanno più ai Giochi ???” per questo bisogna cambiarli adesso palla alle nuove figurine

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