150 milioni di persone al mondo sono affette da diabete: sinergia tra Boston e Messina per potenziare la ricerca scientifica

150 milioni di persone al mondo sono affette da diabete: sinergia tra Boston e Messina per potenziare la ricerca scientifica

150 milioni di persone al mondo sono affette da diabete: sinergia tra Boston e Messina per potenziare la ricerca scientifica

venerdì 14 Maggio 2010 - 08:53

Oggi e domani si terrà un Convegno al Policlinico per illustrare gli ultimi dati sulla malattia

Importante collaborazione scientifica tra l’Unità Operativa di Malattie Metaboliche del Policlinico “G. Martino” e il Lipid Metabolism Laboratory di Boston per potenziare la ricerca scientifica sul diabete.

L’accordo verrà firmato dal rettore, Francesco Tomasello, e da Ernst Schaefer, direttore del prestigioso centro americano; un patto che consolida le basi di alcuni studi già avviati, finalizzati a delineare nuovi e significativi sviluppi nel campo della diabetologia.

Già durante il XV International Symposium on Atherosclerosis (ISA Meeting), tenutosi a Boston a giugno 2009, sono stati presentati i risultati dell’ultima ricerca eseguita in collaborazione con il centro americano, sul ruolo di una variante genetica sul metabolismo delle HDL nelle donne con e

senza diabete di tipo 2.

La visita nella città dello stretto del prof. Schaefer coincide con un importante appuntamento di carattere medico organizzato dall’equipe del direttore del Dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Messina Domenico Cucinotta: il congresso “La gestione del rischio cardiometabolico nel diabete mellito di tipo 2: attualità e prospettive”, che si terrà oggi e domani nell centro congressi del Policlinico.

Il convegno affronta le problematiche legate al diabete mellito di tipo 2, valutando nello specifico il rischio cardiovascolare causato da questa malattia. «È motivo di grande soddisfazione – ha detto il

Cucinotta, , poter ospitare, a Messina, alcune tra le più importanti autorità mondiali nel campo del diabete e dell’arterosclerosi. Sono felice – ha proseguito – che questa occasione consenta anche di cementare la collaborazione scientifica tra il nostro dipartimento e il prestigioso centro di ricerca di Boston».

Il Lipid Metabolism Laboratory da tempo studia e analizza tale aspetto.Il prof. Schaefer illustrerà, il ultimi dati del Framingham Study; quest’ultimo ha dimostrato che i soggetti affetti da diabete di tipo 2 sono esposti ad un rischio di malattia coronarica da 2 a 4 volte maggiore rispetto alla popolazione generale e ad un’elevata mortalità post-infarto, con una perdita della naturale protezione da parte delle donne in età premenopausale, tanto che il diabete di tipo 2 è considerato un fattore di rischio “equivalente” ad un precedente infarto miocardio.

Domani sarà la prof. Tina Visboll, dell’Università di Copenhagen, a tracciare un quadro sulle potenzialità dei farmaci dell’asse delle incretine sulla funzione alfa e beta cellulare.

Negli ultimi anni il diabete è divenuto sempre più un problema sanitario: 150 milioni di persone al mondo ne sono affette e la prospettiva è quella di giungere nel 2025 a quota 300 milioni. Da qui l’esigenza di approfondire gli studi e le ricerche partendo dal presupposto che l’appropriato trattamento di qualsiasi patologia non può prescindere dalla conoscenza delle basi fisiopatologiche che la sottendono.

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