Protagonista un uomo costretto su una sedia a rotelle a causa di un incidente in moto, che dopo aver girato i migliori ospedali del Nord Italia è riuscito a rimettersi in piedi grazie alle cure ricevute presso il Centro di Riabilitazione Neurologica dell’Azienda ospedaliera G. Martino. Troppo efficiente e, dunque, smantellato
Ha sguardo fiero, voce sicura e l’atteggiamento di chi la vita la affronta con carattere e determinazione. Persino di fronte a disgrazie inaspettate e di una violenza tale da far crollare emotivamente anche la più ottimista delle persone. Si chiama Antonino Clemente, per gli amici Niky(nella foto), è messinese d’origine ma milanese di adozione. La sua è una di quelle storie che fanno rabbrividire e lasciano il segno: si parte dalla tragedia, da una vita quasi completamente spezzata e si arriva in pochi minuti ad un messaggio di speranza e coraggio che si diffonde nell’aria al solo guardarlo negli occhi.
Era il 16 maggio del 2008, quando Niky in sella alla moto di un suo amico stava percorrendo il viale Stelvio del capoluogo lombardo: davanti a sé un autobus di linea in sosta temporanea per far salire e scendere i passeggeri; il sorpasso deciso ma prudente; una macchina gli taglia la strada e lo ‘schiaccia’ contro il mezzo pesante; pochi secondi di lucidità e, poi, il buio. Un buio lungo quattro mesi e mezzo. Tanto è il tempo che Niky sarà tenuto dai medici in coma farmacologico.
Al suo risveglio, nel Reparto di Terapia intensiva dell’Ospedale Niguarda di Milano, il Niky ‘palestrato’, amante della bella vita e con una passione sfrenata per le belle donne è poco più che un vegetale: paralizzato dal collo in giù, l’unico arto che riusciva a muovere era la sua mano destra. “In quei primi drammatici momenti avevo solo un obiettivo: morire il prima possibile”. Ma quei momenti di vero, insopportabile sconforto – ammette con orgoglio- sono durati poco, molto meno della lunga odissea che ho dovuto vivere per arrivare sino al Policlinico di Messina”.
Dopo il primo, lunghissimo, periodo trascorso all’Ospedale Niguarda, Nicky è stato infatti ricoverato in altre tre prestigiose e qualificate strutture ospedaliere milanesi, considerate centri d’eccellenza: il Galeazzi,il Don Gnocchi ed il Maugeri. Tre diversi nosocomi ed un unico responso medico, formulato dagli specialisti nelle varie cartelle cliniche che lo stesso Niky ci mostra a supporto del suo racconto: la condanna ad una vita intera sulla sedia a rotelle.
Una prospettiva atroce, inaccettabile per Niky, il quale non voleva assolutamente rassegnarsi all’idea di non poter vedere più in posizione eretta quel fisico imponente di ‘omone’ alto un 1 metro 84 cm, che si allenava in palestra tre ore al giorno, amava viaggiare e godersi ogni istante della movida milanese, frequentando i locali più alla moda e di tendenza della ‘Milano da bere’.
Su consiglio dei genitori, che vivono in riva allo Stretto e che per lavoro hanno frequentato per anni l’ambiente ospedaliero – la mamma era infermiera ed il padre portiere proprio al Policlinico- Niky ha deciso di tornare nel profondo Sud, senza troppe aspettative, ma con una gran voglia di combattere per poter nuovamente tornare a camminare.
Il 24 febbraio 2009 Niky è stato accolto nella “Divisione di Riabilitazione neurologica”, diretta dal Professore Roberto Dattola, e vi è rimasto sino al 20 giugno dello stesso anno. Quattro mesi di intensa attività riabilitativa, supportato da attrezzature e strumentazioni adeguate e da un un’equipe di medici specializzati che lo hanno assistito giorno dopo giorno dal punto di vista sanitario e coccolato come solo la gente meridionale sa fare . Quattro mesi e le gambe ‘molli’ di Nicky hanno riacquistato la forza necessaria per rimettersi in piedi . Sicuramente non tornerà più a correre o a giocare a calcio, ma quei due metri percorsi sui propri arti inferiori sono già un ‘miracolo’.
Un miracolo medico o più semplicemente il risultato eccezionale scaturito dal mix di due elementi fondamentali: l’incredibile ed ammirevole forza di volontà di Niky e la professionalità della squadra di medici in servizio presso il Centro Riabilitativo Neurologico dell’Azienda ospedaliera di viale Gazzi.
L’unità operativa complessa ha rappresentato, per anni, il fiore all’occhiello del Policlinico di Messina, con i sui 18 posti letto, 3 dei quali destinati alla terapia fisica riabilitativa; i suoi letti elettrici ed i materassi speciali; le porte a misura ; i bagni appositamente strutturati per le esigenze dei pazienti; i macchinari innovativi; e soprattutto un team di professionisti completamente dediti al paziente ed alle sue esigenze . Un’isola felice travolta e cancellata da uno ‘tzunami’ chiamato “Delibera di rimodulazione aziendale”- redatta dal direttore generale, Giuseppe Pecoraro – che ha letteralmente azzerato il Centro di riabilitazione neurologica.
Un provvedimento improvviso ed inspiegabile, di cui l’equipe, precedentemente in servizio presso il Centro ed oggi, di fatto, smembrata, fa fatica a capire la ratio.
Per far sì che il Reparto di Riabilitazione Neurologica venga ripristinato, continuando a dare speranze ad altre persone che si trovano nelle sue stesse condizioni, Niky ha fondato su Facebook un apposito gruppo, che in meno di una settimana ha già raccolto più di 1000 adesioni.
La nuova battaglia di Niky è appena iniziata e, vista la testardaggine che lo caratterizza, difficilmente si arrenderà senza portare a casa l’obiettivo perseguito.
