La Cgil ‘fa i conti in tasca’ agli Atenei dopo i tagli della Riforma Gelmini: in arrivo tempi duri

La Cgil ‘fa i conti in tasca’ agli Atenei dopo i tagli della Riforma Gelmini: in arrivo tempi duri

La Cgil ‘fa i conti in tasca’ agli Atenei dopo i tagli della Riforma Gelmini: in arrivo tempi duri

venerdì 21 Gennaio 2011 - 11:00

La Federazione Lavoratori della Conoscenza evidenzia che «al di là dei proclami del ministro Gelmini, è il prossimo triennio quello su cui la scure scenderà ancora più pesantemente sulle Università»

Con l’approvazione della riforma Gelmini da parte di entrambi i rami del Parlamento, il sistema universitario si appresta a vivere una nuova fase, i cui risultati potranno essere giudicati solo nel tempo.

Tuttavia, se per una valutazione complessiva degli effetti che il provvedimento legislativo avrà sull’Università italiana bisognerà attendere, ci sono già cifre certe che preannunciano tempi duri per gli Atenei del nostro Paese. Almeno questo è quello che emerge da uno studio della Flc Cgil che, calcolatrice alla mano, ha dapprima ricostruito analiticamente tutti i tagli subiti dall’Università nel triennio 2008-2010 e , successivamente, effettuato una proiezione per il triennio 2011-2013.

Quello che ne viene fuori è un quadro tutt’altro che confortante. Nel documento, infatti, il sindacato indica il 2011 come l’inizio della discesa verso il baratro finanziario, che rischia di affossare il sistema universitario: «terminato l’effetto degli stanziamenti triennali del 2008 (598 milioni di euro) e del 2010 (998 milioni di euro), il sistema universitario dal 2011 deve fare i conti con gli ulteriori tagli lineari del 10% (circa 700 milioni di euro) previsti dalla legge di stabilità. Al di là dei proclami della Gelmini, è il prossimo triennio quello su cui la scure scenderà ancora più pesantemente sulle università».

Ma andiamo a vedere nel dettaglio cosa emerge dalle due diverse tabelle (vedi Download) in cui la Flc Cgil riporta sia gli importi stanziati per il sistema universitario dalle leggi finanziarie per il triennio 2008 – 2010 che le previsioni per il 2011 – 2013. La prima è relativa ai finanziamenti che confluiscono nel Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO); la seconda è relativa alle altre principali voci di spesa del sistema universitario: Centri Universitari Sportivi (CUS); Piano triennale di sviluppo; diritto allo studio; alloggi per gli studenti.

«La tabella sul FFO – spiega il sindacato – espone anche il totale delle assegnazioni effettive a favore delle Università e delle Scuole Speciali che è sempre inferiore alle disponibilità teoriche riportate nelle leggi di finanziamento».

FONDO DI FINANZIAMENTO ORDINARIO. Il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) è la principale fonte di entrata statale per le università pubbliche necessaria la funzionamento del sistema accademico. Dai 7,41 miliardi di euro del 2008 si arriverà ai 6,45 miliardi del 2013: un taglio netto del 12,95%, pari a circa 960 milioni di euro.

RISORSE AGGIUNTIVE(o meglio stop alle risorse aggiuntive). Nel triennio 2008-2010 sono confluite nell’FFO anche alcune risorse aggiuntive con vincoli precisi di destinazione: 24 milioni di euro per gli assegni di ricerca, 1,65 miliardi di euro per il personale e la spesa corrente, 120 milioni di euro per i dottorati di ricerca; solo per il 2010, infine, un incremento una tantum di 400 milioni di euro per l’FFO. A partire da quest’anno tali risorse aggiuntive non sono più previste. Ciò significa che in assenza di manovre correttive ad hoc il taglio del Fondo rispetto al 2008 sarà dell’11,31% nel 2011, del 12,40% nel 2012 e del 12,95% nel 2013.

FINALIZZAZIONI PREVISTE DALLA LEGGE DI FINAZIAMENTO . . A tal proposito la Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil sottolinea che «nonostante il modesto apporto di risorse previsto, in extremis, dalla legge di stabilità, i totali dell’FFO per il 2011, 2012 e 2013 mostrano valori significativamente inferiori a quello del 2010. Peraltro, oltre ai tagli subiti, gli atenei con queste risorse dovranno onorare le finalizzazioni previste dalla legge di finanziamento (costo delle chiamate dei professori di seconda fascia), nonché i costi derivanti dall’attuazione della riforma universitaria appena varata (11 milioni di euro per l’adeguamento del trattamento economico dei ricercatori e 3,5 milioni di euro per gli assegni di ricerca) ».

SERVIZI. Le altre principali voci di spesa riguardano principalmente i servizi destinati agli studenti ma anche i piani strategici di sviluppo delle Università. I tagli operati a partire dal 2008 in questo settore avrà una srie di conseguenze negative: un dimezzamento delle risorse nel 2013 per quanto riguarda i Centri Universitari Sportivi (da 11,19 a 5,36 milioni di euro, pari a -52,03%); l’allocazione prevista per il Piano triennale passerà da 92,27 a 44,77 milioni di euro (con un taglio netto di 47,5 milioni, pari a -51,80%); il Diritto allo studio sarà tagliato del 49,09% (passando da 151,98 a 77,37 milioni di euro). Sarà pesantemente ridimensionata, soprattutto a partire da quest’anno, anche la quota di risorse destinata alle residenze studentesche: se nel 2008 l’importo destinato agli alloggi per gli studenti era di 31,33 milioni, nel triennio 2011-2013 la cifra che si potrà mettere a bilancio sarà di appena 18,66 milioni di euro all’anno (vale a dire -40,44%).

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