La Cgil si tira fuori dalle accuse di Pecoraro: “Nel 2008 un dossier all'alto commissario contro la corruzione”

La Cgil si tira fuori dalle accuse di Pecoraro: “Nel 2008 un dossier all’alto commissario contro la corruzione”

La Cgil si tira fuori dalle accuse di Pecoraro: “Nel 2008 un dossier all’alto commissario contro la corruzione”

mercoledì 24 Febbraio 2010 - 10:04

Di Renzo: -La nostra denuncia che fine ha fatto?- E sul Direttore del Policlinico: Speriamo sia un interlocutore col quale confrontarci per migliorare le condizioni di lavoro nell'azienda

-Non è certo un caso che il direttore del Policlinico Giuseppe Pecoraro si sia trovato a fare certi ragionamenti al nostro Congresso, un Congresso che non a caso aveva per titolo -Messina oltre la crisi: crescita, legalità, sostenibilità-. Così Graziamaria Pistorino, segretaria generale della Flc, la categoria della Cgil che esegue il settore scuola e università e quindi il Policlinico, commenta l’intervento del direttore generale del Policlinico di Messina al 2° Congresso della FLC CGIL.

-Anzi, ci tengo a sottolineare come quell’intervento si sia inserito in un ragionamento più ampio che il nostro Congresso ha fatto sui temi della crescita e della legalità perché come FLC e come CGIL siamo fermamente convinti che le che il limite maggiore della nostra realtà sia proprio nel diffuso costume dell’illegalità, della violazione delle regole-.

E sul tema legalità Franco Di Renzo, segretario provinciale della Flc di Messina che segue specificamente il comparto università/Policlinico fa poi una rivelazione significativa: “ all’inizio del 2008, durante il commissariamento Mira la segreteria nazionale della FLC CGIL, nella persona di Enrico Panini allora segretario generale della FLC nazionale oggi segretario nazionale della CGIL responsabile dell’organizzazione, su sollecitazione dei livelli provinciali della Flc e della Cgil, presentò all’Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella pubblica amministrazione un Dossier sul Policlinico di Messina denunciando gravi irregolarità in alcuni settori, in particolare quelli degli appalti della lavanderia, del servizio di pulizie e di vigilanza. -Per quanto riguarda la nostra organizzazione sindacale- spiega Di Renzo- possiamo dire di avere sempre seguito e perseguito la legalità, anche esponendoci.

Anzi, ci domandiamo che fine abbia fatto quella nostra denuncia perché a distanza di due anni non ne abbiamo più avuto notizia-.

E sul rispetto delle regole, in particolare quelle di tipo sindacale, relative ai contratti e alla contrattazione di Renzo ricorda: -proprio con Pecoraro la Cgil ha portato a compimento quel processo di stabilizzazione che, come i fatti hanno poi dimostrato, era possibile e legale, contro e al di là di quanti invece avevano cercato in tutti i modi di osteggiare. Un processo, quella stabilizzazione, che ha reso liberi da ricatti e pressioni più di un centinaio di lavoratori. E questi sono fatti, non parole-. Di Renzo ricorda poi le difficoltà riscontrate per anni dai sindacati nel fare -contrattazione- al Policlinico per la sostanziale mancanza di centri decisionali certi. -Per anni, tra direttori dimissionari, commissari, direttori sanitari facenti funzioni, al Policlinico si è vissuto in assenza di un centro di governo effettivo col quale discutere e affrontare anche le questioni sindacali più ordinarie come quelle relative al rinnovo del contratto integrativo- osserva Di Renzo. Oggi ci auguriamo invece avere in Pecoraro un interlocutore col quale confrontarci sempre per migliorare la qualità delle prestazioni e delle condizioni di lavoro nell’azienda, all’insegna della trasparenza, del rispetto delle regole e dei diritti di tutti i lavoratori-.

In conclusione la Cgil di Messina con il segretario generale Lillo Oceano che al Congresso della Flc era intervenuto denunciando come le liste d’attesa nella nostra città e al Policlinico siano ancora troppo lunghe per potersi ritenere soddisfatti, ricorda: -bene perseguire le regole, la razionalizzazione, il risparmio purché non si perda di vista quelle che deve essere l’obiettivo principale di un’azienda ospedaliera: fornire un servizio sempre puntuale e adeguato ai malati che cercano cure, perché un ospedale non è un centro servizi qualunque ma è un centro che eroga cure a persone, uomini e donne e non è una buona sanità quella che obbliga una persona ad attendere 6 mesi prima di un’ecografia o di una radiografia. E in questo campo, il Direttore Pecoraro ha ancora molto da lavorare-.

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