Il direttore di Unime Sport Trommino: «Abbiamo dovuto chiudere per garantire la sicurezza dei nostri iscritti. Tra due settimane pubblicheremo la gara d’appalto»
E’ da molti considerata il fiore all’occhiello degli impianti sportivi messinesi e a vederla da fuori la Cittadella universitaria è davvero un gioiello di cui andar fieri.
Spazi immensi; campo di calcio, rugby ed hockey in erba sintetica; una piscina coperta ed una scoperta; tre campi da tennis coperti; 2 campi polivalenti da tennis-calcetto; l’anfiteatro con circa 1000 posti ed una foresteria con 133 residenze per atleti.
Eppure, questa struttura dalle potenzialità enormi non è sempre in grado di offrire un servizio del tutto soddisfacente agli utenti, costretti a subire, abbastanza frequentemente, disagi causati da guasti “imbarazzanti” per quello che punta ad essere un polo sportivo d’eccellenza anche fuori i confini siciliani. L’anello debole tra tutti gli impianti presenti all’interno del campus risulta la piscina coperta, che conta circa mille iscritti e che è già stata chiusa 2 volte in sei mesi.
L’ultima proprio ieri, dopo una momentanea sospensione delle attività per tre giorni due settimane fa ed una parziale ripresa, a corsie ridotte, la scorsa settimana.
A far scattare l’allarme e a convincere la direzione che la soluzione migliore fosse chiudere battenti un’infiltrazione d’ acqua nel tetto in tegole, che è penetrata nel controsoffitto e facendo pressione nelle doghe in alluminio ed arrugginendo i portanti in ferro ha generato un rischio crollo (come testimoniano le foto).
« Abbiamo dovuto chiudere la piscina per motivi precauzionali – spiega il direttore di Unime Sport, Carmelo Trommino. Essendo una struttura pubblica, abbiamo l’obbligo di garantire ai nostri utenti la massima sicurezza anche se questo ci comporta un evidente danno economico, visto che durante la chiusura dell’impianto non avremo introiti».
Trommino annuncia che entro le prossime due settimane verrà bandita la gara d’appalto per l’affidamento dei lavori, il che significa che ci vorranno tra i 30 ed i 60 giorni prima che il tetto venga riparato e la piscina riaperta al pubblico .«Siamo consci dei disagi che stiamo causando ai nostri utenti- afferma anche il direttore di Unime Sport – ma non dipendono certo dalla nostra volontà. La chiusura dell’impianto nasce dall’’esigenza di tutelate l’incolumità di ogni singolo individuo». Trommino si dice, inoltre, pronto – come già accaduto in passato – ad andare incontro alle esigenze degli iscritti che avevano provveduto al pagamento del mensile, facendolo slittare al momento della riapertura della piscina o restituendo agli interessati la somma versata.
Al di là delle questioni economiche e burocratiche, sollevate anche dai nostri lettori attraverso lo spazio dei commenti, resta però da capire perché la struttura che ospita la piscina coperta necessiti di interventi continui, nonostante i pochi anni di vita. Su questo punto interviene il responsabile degli impianti di Unime Sport, Nino Micali, il quale precisa che «contrariamente a quanto si pensa, il fabbricato in questione non è di recente costruzione ma risale addirittura al 1974, sebbene la consegna sia avvenuta oltre 20 anni dopo, in occasione delle Universiadi». Micali, memoria storica di tutto l’iter di realizzazione dell’intera cittadella , difende la struttura universitaria come un buon padre fa con il figlio ed è convinto che, pur con qualche disagio, il servizio offerto dagli impianti di Unime Sport, è qualitativamente superiore a quello di tutti gli altri impianti sportivi della città.
Dello stesso parere anche Trommino, il cui obiettivo dichiarato consiste nel «ritrasformare la cittadella», rendendola sempre più efficiente e funzionale e ad anche esteticamente più “attraente” con un’ attenzione particolare al decoro e alla cura del verde lungo i viali del campus.
