Messina e Boston ‘alleati’ contro il diabete: firmato il protocollo di intesa per potenziare la ricerca scientifica

Messina e Boston ‘alleati’ contro il diabete: firmato il protocollo di intesa per potenziare la ricerca scientifica

Messina e Boston ‘alleati’ contro il diabete: firmato il protocollo di intesa per potenziare la ricerca scientifica

sabato 15 Maggio 2010 - 08:18

Il rettore Tomasello: «Questo accordo presto darà importanti risultati»

Nasce ufficialmente una sinergia scientifica tra Messina e Boston

Questa mattina è stato infatti firmato il protocollo di intesa che sigla la collaborazione tra la nostra città e Boston per potenziare la ricerca scientifica sul diabete. Il prof. Ernst Schaefer, direttore del Lipid Metabolism Laboratory di Boston (Jean Mayer – USDA – Human Nutrition Research Center, Tufts University), ha sottoscritto con il rettore. Francesco Tomasello, un accordo che attiva una cooperazione tra l’Unità Operativa di Malattie Metaboliche del policlinico “G. Martino” e il centro di ricerca americano.

«Questo accordo – ha sottolineato il rettore, prof. Francesco Tomasello – rappresenta una opportunità, una occasione per consolidare le basi di un rapporto che ha già determinato importanti risultati sul piano della ricerca; sono certo – ha proseguito – che questa collaborazione presto darà altri importanti risultati».

L’istituto di Boston, noto a livello mondiale, da diverso tempo porta avanti studi e ricerche in questo campo, che hanno trovato sponda in Italia e a Messina grazie all’unità operativa universitaria guidata dal prof. Domenico Cucinotta. Gli importanti risultati ottenuti dalla collaborazione con il centro americano sono stati presentati durante il XV International Symposium on Atherosclerosis (ISA Meeting), tenutosi a Boston nel 2009; lo studio verte sul ruolo di una variante genetica sul metabolismo delle HDL nelle donne con e senza diabete di tipo 2.

Il prof. Schaefer, che si è fermato a Messina poco meno di 24 ore, ha illustrato – al policlinico in un palazzo congressi gremito – gli ultimi dati del Framingham Study, uno studio che ha contribuito a sviluppare le conoscenze sul ruolo dei lipidi nel rischio cardiovascolare, delineando al tempo stesso quali siano le prospettive future per la prevenzione.

Sempre al policlinico si è parlato de “La gestione del rischio cardiometabolico nel diabete mellito di tipo 2: attualità e prospettive” con la partecipazione di un’altra illustre luminare: Tina Vilsboll, dell’Università di Copenhagen, che – moderata dal prof. Cucinotta – ha tenuto una relazione sul ruolo svolto dai farmaci dell’asse delle incretine sulla funzione alfa e beta cellulare. Il prof. Cucinotta, direttore del Dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Messina, ha ribadito l’importanza di ospitare a Messina alcune tra le più importanti autorità mondiali nel campo del diabete e dell’aterosclerosi.

Il diabete – disordine metabolico cronico e progressivo – è caratterizzato da elevati livelli ematici di glucosio secondari ad un difetto della secrezione e della sensibilità insulinica.

All’aumento della diffusione della malattia fa seguito un maggior rischio di complicanze, soprattutto quelle cardiovascolari. Più di 150 milioni di persone al mondo sono affette da diabete; la sua prevalenza è destinata a crescere, con la prospettiva, nel 2025, di giungere a quota 300 milioni.

Durante il congresso è stato dimostrato come la prevenzione, unita all’ausilio di nuovi farmaci rivoluzionari, sia uno dei principali strumenti di controllo per una patologia che sempre più oggi si sta affermando come epidemia.

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