Chiamati in causa dal Direttore generale, Cisl e Snals reagiscono contrattaccando. Prendono tempo Uil e Cgil, che annuncia un documento
«Appena sono arrivato il rispetto dei contratti nazionali di lavoro non era assolutamente una prassi e purtroppo devo dire che il sindacato è stato parte attiva nel creare questa carenza”
Parlava così poco più di 24 ore fa, proprio in “casa” di una delle organizzazioni sindacali, la Cgil, il direttore generale del Policlinico, Giuseppe Pecoraro. Affermazioni gravissime che non potevano lasciare indifferenti i diretti interessati: i sindacati.
Il giorno dopo queste dichiarazioni, sono loro a prendere la parola, in qualche caso respingendo al mittente le accuse, in altri prendendo tempo e aspettando di far raffreddare il clima rovente.
La Cisl Università, rappresentata dal segretario Paolo de Luca in un comunicato si difende così: “Sono agli atti le decine e decine di documenti il cui la Cisl, da sola e con le altre sigle sindacali, da circa dieci anni chiedeva o, meglio, pretendeva l’applicazione dei contratti, lamentando una prassi inaccettabile. Si può, anzi, rilevare che lo stesso Direttore Generale a distanza di due anni dal suo insediamento e nonostante la collaborazione delle sigle sindacali, che hanno, tutte, firmato il contratto integrativo non ha ancora raggiunto pienamente l’obiettivo della sua applicazione in tutte le sue ricadute”.
Attendista si dimostra, invece, la Uil , che attraverso la voce di Angelo Alessandrino rimanda ogni dichiarazione ufficiale a dopo il faccia a faccia che ci sarà domani con Pecoraro. Raggiunto telefonicamente, Alessandrino dice: “Prima di esprimere un’opinione e prendere una posizione sull’argomento voglio confrontarmi personalmente con Pecoraro”.
Decisamente più reattivo l’atteggiamento dello Snals. Santi Crisafi, segretario provinciale, risponde così al direttore generale del Policlinico: “Ritengo che le dichiarazioni di Pecoraro siano delle provocazioni. Noi rispettiamo il suo ruolo e il suo incarico, che comporta notevoli responsabilità, ma non può pensare di fare tutto da solo. I sindacati non sono dei nemici ma degli alleati nell’opera di moralizzazione dell’azienda. La legalità si rispetta ragionando anche con le organizzazioni sindacali, l’Università e i presidi.
Non si possono lanciare denunce generiche – incalza ancora Crisafi- ma bisogna individuare le singole responsabilità, mettendo nero su bianco. Le dichiarazioni di Pecoraro – conclude il rappresentante sindacale – ci mettono in difficoltà e non condividiamo che vengano messi in discussione diritti consolidati. Le regole dobbiamo rispettarle tutti. Pecoraro compreso-.
Quanto alla FLC Cgil,il cui congresso è stato lo scenario prescelto da Pecoraro per lasciarsi andare alle affermazioni poco edificanti sui sindacati, il segretaio Francesco Di Renzo non ha voluto rilasciare dichiarazioni in proposito, annunciando un documento sull’argomento.
