Il Rettore risponde a Pecoraro: «Il deprecabile ostruzionismo di pochi non deve danneggiare la comunità universitaria»

Il Rettore risponde a Pecoraro: «Il deprecabile ostruzionismo di pochi non deve danneggiare la comunità universitaria»

Il Rettore risponde a Pecoraro: «Il deprecabile ostruzionismo di pochi non deve danneggiare la comunità universitaria»

martedì 23 Febbraio 2010 - 13:48

A 24 ore di distanza dalle dichiarazioni di fuoco del Direttore generale del Policlinico, Tomasello interviene in difesa dell’Università, ma tende la mano a Pecoraro: “Il rapporto tra Università e Azienda non può che essere un continuo confronto costruttivo finalizzato alla ricerca di soluzioni condivise”

Il Rettore Francesco Tomasello non fa cadere nel vuoto le dichiarazioni al vetriolo del Direttore generale del Policlinico, Giuseppe Pecoraro, il quale solo ieri aveva dichiarato di essersi ritrovato ad operare in un -sistema senza regole-. In una lunga lettera – che pubblichiamo di seguito – Tomasello difende l’Istituzione che rappresenta e l’attività didattico-scientifica che questa produce senza contaddire del tutto Pecoraro ma cercando di mediare tra lui e la Facolta di Medicina e Chiurugia, presieduta da Emanuele Scribano. Con cui – per stessa ammissione del direttore generale – non sono mancate -contraddizioni-.

Il Rettore non nega la presenza di chi all’interno dell’Ateneo – vagheggia un ritorno a privilegi autoreferenziali- ma ritiene che poche mele marce non debbano penalizzare l’intera Università.

Ecco il testo integrale della sua “difesa d’ufficio”:

“Le dichiarazioni del Direttore Generale Dr. Giuseppe Pecoraro sul clima attuale al Policlinico Universitario, per la gravità dei fatti denunciati che esulano dai rapporti con la Facoltà, suscitano tuttavia grave preoccupazione nell’Università.

Il Rettore, promotore della designazione del Dr. Pecoraro a Commissario Straordinario e poi proponente dello stesso al primo posto della terna trasmessa al Governatore della Regione On. Raffaele Lombardo, che lo ha nominato Direttore Generale, riconferma l’incondizionato sostegno alla sua opera di riorganizzazione e di ripristino delle regole di governance del Policlinico.

Il Rettore è altresì convinto che il deprecabile ostruzionismo di pochi non possa e non debba danneggiare gli sforzi della stragrande maggioranza degli operatori e della comunità universitaria impegnata, con grande sacrificio, in una faticosa opera di miglioramento degli standard qualitativi.Verso quei pochi che in tempi recenti hanno vagheggiato un ritorno a privilegi autoreferenziali e che ritengono di poter strumentalizzare una fase di razionalizzazione interna con i conseguenti inevitabili disagi, non vi può essere alcuna tolleranza.

Si è purtroppo accreditata, in innumerevoli circostanze, la tesi che il Policlinico “G. Martino” sia ancora struttura a gestione diretta dell’Università. Dal 2001, invece, esso ha assunto la denominazione di Azienda Ospedaliera Universitaria “Policlinico G. Martino” ed ha acquisito una personalità giuridica distinta dall’Università di Messina. A seguito del protocollo di intesa stipulato con la Regione Siciliana, gli atti di indirizzo, di intesa e di concerto dell’Università riguardano materie specifiche ben definite dal D. Leg.vo 517/99.

Tutti gli atti gestionali sono stati e sono di stretta pertinenza dell’Azienda e dei suoi organi di direzione. Alla luce di queste realtà consolidate ormai da ben nove anni, appare singolare che in molte vicende gestionali e perfino in questioni strettamente sanitarie, anche con riferimento a problemi medico-legali, sia impropriamente chiamata in causa l’Università degli Studi. Già in passato, l’Università ha avuto modo di chiarire questi aspetti con note ufficiali e dovizia di documentazione.

Evidentemente, tutto ciò non è stato ancora sufficiente a sconfessare una erronea convinzione. Nell’affermazione del Dr. Pecoraro che le attività didattico- scientifiche possano essere “una foglia di fico”, si coglie evidentemente il riferimento ai pochi casi di improduttività scientifica, ormai documentati e pubblici. Siamo certi che il Direttore Generale avrà modo di chiarire ancora meglio all’opinione pubblica la scontata verità che la formazione e la ricerca di qualità sono un valore insostituibile per lo sviluppo del Policlinico.

L’Università condivide in pieno la missione sociale e professionale del Policlinico, sostiene l’opera di risanamento anche finanziario rispetto al gravoso disavanzo del recente passato che avrebbe inciso profondamente sul Bilancio dell’Ateneo. Riafferma inoltre con vigore la sua competenza sui processi formativi e sulla ricerca. In questa nuova dimensione non è stata né può essere estranea alle modalità con le quali si attua l’integrazione fra attività assistenziale e attività didattico-scientifica. Coerentemente con questo disegno di grande profilo istituzionale, l’Università invita la sua comunità alla più attenta vigilanza, in sintonia con la Direzione Generale, contro ogni tentativo rivolto a screditare l’immagine e l’impegno al servizio dei pazienti e degli studenti.

Nel momento in cui l’Università sta varando un grande progetto di sviluppo scientifico-tecnologico sulla Medicina clinica e sulle Biotecnologie, che fa perno giustamente sulla produttività scientifica, nella stagione in cui irrompe nello Statuto di Ateneo la figura del docente scientificamente attivo, è evidente che non vi può essere più spazio per facili demagogie e indulgenze corporativistiche.

Il rapporto tra Università e Azienda non può che essere un continuo confronto costruttivo finalizzato alla ricerca di soluzioni condivise. Incomprensioni che si sono potute determinare con la Facoltà di Medicina e Chirurgia sono fisiologiche e saranno certamente e facilmente superate con le istituende Commissioni Università-Azienda per la predisposizione dell’Atto Aziendale e per la regolamentazione dei reciproci rapporti sulle questioni strategiche.

A queste Commissioni parteciperanno il Preside ed autorevoli componenti della Facoltà”.

Correlato in basso l’articolo di ieri sulle dichiarazioni di Pecoraro

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