Secondo le organizzazioni sindacali questa soluzione eviterebbe il collasso economico cui va incontro l’Università a causa dei contenziosi instaurati dagli studiosi
I ricorsi al Tar dei ricercatori ‘rottamati’- intenzionati a rimanere in servizio nonostante i 40 anni di contributi – rischiano di stravolgere gli assetti di bilancio dell’Università. Lo sostengono, da mesi, non solo gli studiosi che stanno portando avanti la battaglia a suon di carte bollate e ricorsi ai tribunali amministrativi, ma anche le organizzazioni sindacali.
E proprio i sindacati hanno deciso – alla luce della recente sospensiva disposta dal Tar Lazio del provvedimento adottato lo scorso Dicembre da Consiglio d’amministrazione e Senato accademico (vedi articoli correlati), che manderebbe a casa oltre 50 ricercatori per sopraggiunti limiti contributivi – di tornare sull’argomento e chiedere ai vertici dell’Università di cambiare strategia.
In una lettera indirizzata al rettore, Franco Tomasello, al direttore amministrativo, Pino Cardile,ed ai componenti del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, le sigle sindacali firmatarie del documento (Andu, Firu, Cgil, Cisl, Uil, Consal/Snals e Cisal) si schierano innanzitutto a favore dei ricercatori, esprimendo “soddisfazione per gli esiti dei ricorsi presentati presso il TAR Lazio dai ricercatori messinesi, che hanno ottenuto, con formula ampia, la sospensiva rispetto alla procedure di esodo forzoso messe in atto dagli Organi Accademici”. Ricordano, poi, “di aver più volte lanciato pressanti allarmi rispetto ad un probabile accoglimento delle istanze dei ricorrenti ed alle ricadute che ciò avrebbe determinato rispetto alla necessità di ridefinire gli assetti di bilancio del 2010”.
Le organizzazioni sindacali, infatti, temono che la battaglia legale intrapresa dai ricercatori possa avere conseguenze nefaste per i conti dell’Università e “invitano, quindi, l’Amministrazione e gli organi accademici ad una presa d’atto della nuova situazione”.
I sindacati “ripropongono la proposta già avanzata in tanti documenti, finalizzata a favorire un esodo anticipato ed incentivato, su base volontaria, ed esteso a tutte le categorie della docenza”. Nel documento sottolineano, infine, di essere “disponibili al confronto su questa materia e chiedono al Magnifico la programmazione di un incontro per valutare le conseguenze sul bilancio preventivo 2010 della situazione venutasi a determinare a seguito delle ordinanze della magistratura amministrativa”.
