Secondo Tomasello si tratta di un’ ‘esigenza istituzionale’ in vista della riforma universitaria. All’interno dell’Ateneo, la proposta incontra, però, numerose resistenze
Il rettore Francesco Tomasello accelera i tempi per la modifica dello Statuto universitario.
Domani mattina, alle 9, tornerà a riunirsi il Senato accademico, che al punto 3 dell’Ordine del giorno prevede “la modifica statutaria”. L ’ art. 58 dell’ atto costitutivo dell’Ateneo recita testualmente: “la revisione è deliberata dal Senato accademico a maggioranza assoluta dei componenti, sentito il Consiglio di amministrazione”.
Inizialmente prevista per giorno 27 aprile, la seduta dell’organo di governo universitario è stata posticipata al 30 aprile, giorno prefestivo ma ugualmente utile a chiudere una pratica che – secondo voci insistenti che circolano in ambiente universitario – sta molto a cuore a Tomasello.
Tra le novità previste nella bozza del nuovo statuto c’è, infatti, la proroga di un anno di tutte le cariche elettive dell’Ateneo, tra cui quella del Rettore.
Francesco Tomasello, giunto al suo secondo mandato, è stato eletto la prima volta il 13 marzo 2004 per il triennio 2004- 2007 e successivamente riconfermato per il quadriennio 2007 –2011.
Le prossime elezioni si dovrebbero svolgere nell’Ottobre 2011, ma se passa la modifica dello Statuto, a Tomasello sarà consentito governare per ulteriori 12 mesi.
Già nei mesi scorsi, il Rettore (ai nostri microfoni: vedi articolo correlato) aveva difeso la proposta di prorogare di un anno il mandato con ragioni di opportunità istituzionale, legate all’incombere della riforma universitaria attualmente al vaglio del Parlamento.
“C’è un disegno di legge – aveva detto Tomasello esattamente tre mesi fa – che rivoluzionerà l’Università, anche quella di Messina. Quando questo disegno di legge sarà approvato ci vorranno 9 mesi per cambiare lo Statuto di ciascuna Università. E questo– aveva sottolineato Tomasello – lo deve fare il rettore. E’evidente – a meno che la riforma non abbia tempi biblici – che sarò io chiamato a farlo. Immaginate – aveva poi concluso – se nel 2011, mentre insedio la commissione per la modifica dello statuto, si cominciasse a parlare di elezioni: sarebbe una situazione ingestibile. Non per me, ma per le istituzioni. Voglio, quindi, avere il tempo di fare questo passaggio”.
La linea di pensiero del rettore Tomasello è chiarissima: la proroga la vuole, ma solo per velocizzare ed agevolare il processo di adeguamento delle istituzioni universitarie ai parametri che saranno imposti dalla nuova riforma Gelmini.
Tuttavia, la‘giustificazione’ addotta da Tomasello non incontra consenso unanime nel mondo universitario messinese. In particolare, pare che i presidi di alcune prestigiose Facoltà – i quali vedono nella proposta di proroga di Tomasello solo un sotterfugio per continuare ad imporre il proprio dominio, calpestando regole già scritte – siano pronti ad alzare le barricate per impedire che la modifica ottenga l’ok dal Senato Accademico.
