Parola di Fulvio Arena, ex biologo in pensione, studente di Giornalismo a Unime dopo la laurea in Filosofia
Messina – 71 anni compiuti e tanta voglia di crescere. Perché non si finisce mai di imparare. Parola di Fulvio Arena, laureato in biologia, una vita di lavoro nel settore farmaceutico e commercio, tornato all’università dopo aver smesso di lavorare. “Per puro amore della conoscenza”, spiega, raccontando il suo percorso di ritorno nelle aule dell’Università di Messina che gli ha già fruttato una laurea in Filosofia con l’ottimo voto di 105 su 110. Ora Fulvio punta alla triennale in Scienze della comunicazione e giornalismo. Fulvio non soltanto ha ripreso gli studi ma frequenta regolarmente tutte le lezioni, ritrovandosi tra i ragazzi poco più che diciottenni. Mentre loro progettano il futuro, Fulvio approfondisce, dialoga con i docenti, affronta anche i passaggi più ostici di tutte le materie.
Perché questa scelta?
“Ho lavorato tanto, ma tanto, e il lavoro mi ha portato per anni a stare molto in giro, ovunque. Nel 2017 ho subito un terribile incidente stradale sulla Gela-Catania, ne sono uscito vivo per miracolo. Ho deciso lì che era giunto il momento di ritirarmi. Dopo una vita attivissima, però, non mi sentivo ancora pronto per la “pensione” vera e propria, avevo bisogno di stimoli. Così ho deciso di iscrivermi all’università e ho optato per filosofia.
Da biologo a filosofo
“Era il mio vero primo amore, ma venendo da una famiglia di medici e per amore di papà mi sono iscritto a Scienze biologiche, laureandomi in 3 anni e una sessione. Quando ho potuto, però, ho coronato il mio sogno. Studiare finalmente filosofia è stato entusiasmante. Una volta laureato ho scelto di continuare ed ho optato per giornalismo e comunicazione, tra i piani di studio dei diversi corsi ho scorto in questa laurea quelle che mi incuriosiva maggiormente. Ma non è finita qui…Una volta terminato questo percorso penso di iscrivermi in un’altra facoltà umanistica, ho già una mezza idea che dovrò valutare”.
La famiglia come ha reagito?
“Tutti molto bene, ho ricevuto tanti complimenti e approvazione anche dagli amici entusiasti, qualcuno sostiene che non se la sarebbe mai sentita. Mio figlio mi ha chiesto: “Papà, chi te lo fa fare? Non ti serve la laurea”. Infatti non mi serve, ma di nuove sfide ho bisogno, ho tempo per dedicarmi agli studi, ho un amore per la cultura e quello non ha età né scadenza”.
Com’è il rapporto coi colleghi, ragazzi da poco usciti dalle superiori?
“Molto buono, sono tutti molto cordiali, con alcuni di quelli del corso di Filosofia sono rimato in contatto, a sei anni dalla laurea, abbiamo un bel rapporto. Ovviamente alla mia età è diverso anche l’approccio con i docenti, rispetto a quello che si è da ragazzi, anche con loro c’è un rapporto molto cordiale”.
E’ cambiata l’Università di Messina?
“Molto cambiata, negli anni ’70 era tutto più difficile, per esempio sotto il profilo logistico era un continuo andare da una parte all’altra della città, gli istituti erano dislocati a distanza, il che non aiutava affatto. Oggi è tutto concentrato in plessi unici per lo più, ci sono diverse comodità, insomma l’ambiente è più accogliente. Della mia esperienza da ragazzo ricordo anche alcune tradizioni che oggi si sono perse e che permettevano a noi studenti delle belle esperienze: c’era l’ambiente della Goliardia, la festa della matricola, tradizioni ormai scomparse”.
