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Università Strasburgo: 7 ragazzi per 7 storie scritte durante la pandemia

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Università Strasburgo: 7 ragazzi per 7 storie scritte durante la pandemia

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domenica 25 Aprile 2021 - 08:50

Marco Provenzano, docente a contratto all'Engees racconta la conclusione del progetto che ha visto protagonisti gli studenti durante il lockdown

Un anno dopo vede la luce un progetto nato da un momento di sconosciuta e sconcertante novità: la forte limitazione delle attività quotidiane, il profondo cambiamento nel fare relazioni e nel mantenerle a causa del primo lockdown (marzo-maggio 2020).

Da martedì scorso è disponibile sul sito dell’università di Strasburgo, un estratto della raccolta di favole e fiabe scritto dagli studenti d’ingegneria del corso d’italiano svolto all’Engees (École Nationale du Génie de l’Eau et de l’Environnement de Strasbourg): «Desidero raccontarti qualcosa…» Il cambiamento: fiumi di racconti L’heptamerone: favole e fiabe per raccontare e raccontarsi…

https://engees.unistra.fr/actualites-agenda/actualites/actualite/un-recueil-de-fables-realisees-par-les-eleves-en-italien?fbclid=IwAR2GV79foVmsXxaEL6z7Bs-Vwm7PmoL4RPd9j8o0JG6wz64wCnYKHKVMToo )

Il lavoro sarà presto al vaglio delle stampe universitarie, ma una parte importante del percorso è segnato. Quasi in ottemperanza a quanto auspicato dal Presidente Macron nell’allocution del 16 marzo 2020, i legami mantenuti nonostante la distanza, hanno generato qualcosa di nuovo attingendo a piene mani da quell’inventiva che si manifesta nei momenti di difficoltà e che ha legato generazioni differenti: quella degli studenti e quella dei docenti. Un mélange di freschezza e di esperienza che si è tradotto in qualcosa di bello, unico e coinvolgente.

7 ragazzi per 7 storie

Sette ragazzi per sette storie, una più emozionante dell’altra. Dentro c’è più del loro bagaglio culturale, dentro c’è più del risultato accademico. Dentro ogni storia, c’è l’essenza di ciascuno di loro, c’è l’espressione dei loro sentimenti, delle loro esperienze, dei loro sogni emersi e tradotti in parole chiare, posate, efficaci.

Non voglio celare l’immensa gioia provata nel vedere nei loro occhi la felicità per quanto realizzato mentre assaporavano il piacere di aver dato concretezza ai loro sforzi. Quei loro stessi occhi che si sono posati su un foglio su cui scrivere la loro storia, sono forieri di un legame empatico con gli occhi dei lettori intenti a leggerli che non possono così non raccogliere l’invito: ne godranno pienamente.

Non voglio nascondere l’emozione potente che mi ha travolto e che mi è rimasta dentro la notte seguente. Di questi sette splendidi ragazzi, già quattro avevano terminato il loro percorso universitario un anno fa: Lisa-Marie, Pauline, Marie, Louis. Ne restavano tre che ho salutato con un brindisi non senza un velo di tristezza: Lison, Louise, Mathilde. Un gruppo indimenticabile. Chi insegna può capire cosa significhi portare a compimento un ciclo con gli studenti. Si lavora alacremente per trasmettere nozioni, informazioni, ma anche passioni, sentimenti, emozioni. Poi ognuno prendere la sua strada e un pezzo di cuore va via. Resta però forte la speranza che una minima traccia resti accompagnata da ricordi importanti. Qui il ricordo è letteratura: il sogno di alcuni animali posti lungo le rive del fiume Ill a Strasburgo che si isolano dal mondo travolto dalla pandemia perché spinti dal desiderio di raccontare qualcosa…    Marco Provenzano

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