Lo Skyway, il tram volante e i messinesi a piedi a Villa San Giovanni - Tempostretto

Lo Skyway, il tram volante e i messinesi a piedi a Villa San Giovanni

Marco Ipsale

Lo Skyway, il tram volante e i messinesi a piedi a Villa San Giovanni

giovedì 12 Luglio 2018 - 04:12
Lo Skyway, il tram volante e i messinesi a piedi a Villa San Giovanni

Una tecnologia che non ha mai avuto applicazione, un progetto che desta mille legittime perplessità. E intanto ai messinesi mancano i servizi trasportici basilari

“La nostra idea di mobilità sospesa, che in campagna elettorale ha ricevuto non poche critiche e in qualche caso anche facili ironie, resta un punto fermo per l’Amministrazione De Luca”. Parole del vicesindaco Salvatore Mondello, che ha partecipato ad un incontro a Reggio Calabria, sulla presentazione dell’idea-progetto “Metro Aspromonte”, al quale erano presenti anche esperti della tecnologia “Skyway”.

Di cosa si tratta? “Un sistema – sempre per usare le parole di Mondello – che si muove ad alta velocità, in sopraelevata, per il trasporto urbano ed extraurbano, con la possibilità di raggiungere anche luoghi con particolari criticità di accesso e un contenuto costo di realizzazione rispetto alla ferrovia tradizionale”.

E andiamola a vedere, allora, questa tecnologia “Skyway”. Gli unici riferimenti in rete, oltre a quelli di varie presentazioni in diverse parti del mondo senza che se ne sia concretizzata una, sono quelli del sito internet skywayinvestgroup e della relativa pagina Facebook, dove viene lanciato anche un crowdfunding, vale a dire la possibilità di partecipare ad un finanziamento collettivo. Poi solo tanta pubblicità. Da queste uniche fonti, si evince che nel 2014, a Maryina Horka, in Bielorussia, è stato realizzato un parco museo proprio sullo Skyway, dove ne viene mostrato il funzionamento, e che il suo ideatore, l’ingegnere Anatoly Yunitskiy, studia il sistema dall’inizio degli anni ’80.

L’unico accordo di cui si parla, ovviamente senza alcuna conferma, è sulle pagine sponsorizzate italiane e su skyway.capital, società affiliata che propone investimenti sul progetto e promette un ritorno economico. Se ne discute nei forum e nei blog di multi level marketing: “La più grande innovazione tecnologica del XXI secolo” e “una grandissima opportunità”, secondo alcuni, “Schema Ponzi” secondo altri, vale a dire, come da definizione di Wikipedia, un “modello economico di vendita truffaldino che promette forti guadagni alle vittime a patto che queste reclutino nuovi investitori, a loro volta vittime della truffa”.

L’accordo riguarderebbe il governo indiano, per una cifra di 890 milioni di dollari, grazie anche al sostegno del Dalai Lama, che non si capisce cosa c’entri, “testimoniato” da una foto su Facebook dell’autorità spirituale tibetana accanto a Yunitskiy, che chiaramente non prova nulla, con un link che porta ad una pagina… con foto di cani (sic).

“La velocità del materiale rotabile – scopriamo ancora – può raggiungere fino a 500 chilometri all’ora”, magari utile per andare da Torre Faro a Giampilieri in tre minuti. Ma il progetto messinese sarebbe più morigerato: velocità di “soli” 70/80 km/h, 15 minuti per i 15 km di percorso da Ganzirri a Pistunina, con 12 fermate intermedie. Costo compreso tra i 120 e i 130 milioni.

Un progetto ancora più “curioso” se lo si paragona all’attuale linea tranviaria di Messina, 8 km (dunque la metà) e 18 fermate (il triplo, in proporzione). Una linea che sarà sicuramente da migliorare, ma che è comunque apprezzata dai messinesi, come dimostra il costante aumento di passeggeri degli ultimi anni, e che nulla ha a che vedere col progetto “innovativo”.

Tralasciando lo Skyway, la monorotaia sospesa esiste in pochissime città del mondo. E, nella maggior parte, è in uso per brevissimi tragitti. A Memphis, ad esempio, nel Tennessee, è appena 500 metri, poi è presente solo in Germania e Giappone, anche qui con percorsi brevi. A Tokyo solo 300 metri, a Dortmund solo nel campus universitario, a Dusseldorf solo tra la stazione e l’aeroporto.

Un vero servizio di trasporto pubblico con questo sistema, in pratica, esiste in sole tre città al mondo: Chiba (in Giappone, 15 km e 18 fermate), tra Kamakura e Fujisawa (sempre in Giappone, 6 chilometri e mezzo, 8 fermate), a Wuppertal (in Germania, 13 km e 20 stazioni).

Quello di Messina sarebbe dunque il più lungo al mondo, al pari di quello di Chiba.

Ma per l’amministrazione De Luca, come ribadito da Mondello, il progetto resta “un punto fermo”, che ha ricevuto finora troppe critiche e facili ironie. Come quella di chi ha ideato una pagina Facebook dal titolo “Aggiornamenti giornalieri sulla monorotaia di Messina”, che ha comunque più like, ad oggi 471, rispetto alla pagina Facebook di Skyway Italia, che di like ne ha finora 332.

Anche volendo prendere per buono il progetto, e le mille perplessità sono d’obbligo, è bene sottolineare e ribadire che non si è mai concretizzato, tranne in pochi casi simili, e che, semmai vedrà la luce, lo farà tra molti anni.

Critiche e ironie, quindi, sono legittime, a maggior ragione se si pensa che se ne torna a parlare in contemporanea ad un’importante notizia appena divulgata dalla Uil: il Ministero avrebbe dato il via libera ad una nuova società di navigazione pubblica insieme a Rfi, con cessione del ramo d’azienda di Bluferries, prevista dall’ultima finanziaria del governo Gentiloni, che contempla la continuità territoriale non più solo per i treni ma, finalmente, anche per i pedoni.

Ad oggi, tra Messina e Villa, ci sono solo nove corse giornaliere andata e ritorno, che diventano appena sei nel week end e nei festivi. E molti passeggeri sono costretti a fruire dell’alternativa fornita dai privati che, tra l’altro, non appena sarà pronto il nuovo porto di Tremestieri, non ci sarà più. Il costo del servizio odierno è di circa 3 milioni, a fronte di incassi per 700mila euro, mentre con la nuova società sarebbe previsto un investimento di 4 milioni e 600mila euro e aumento di corse con un aliscafo in più. Sempre che non si tratti degli stessi soldi già previsti dal contratto di servizio con Rfi, perché altrimenti il tutto andrebbe a scapito del servizio ferroviario. Secondo la Uil, serve un investimento di almeno 8 milioni per avere una buona frequenza di corse, soprattutto in coincidenza con i treni che si muovono da e verso il centro-nord Italia. Ed è su questo che deve spendersi la politica.

Oggi, nel 2018, mentre c’è chi pensa ad una monorotaia sospesa mai realizzata al mondo, i messinesi sono costretti a percorrere a piedi, sotto acqua e vento o sotto il sole forte, la distanza tra gli attracchi privati e la stazione di Villa San Giovanni. E ogni giorno è un continuo viavai di messinesi, spesso con valigia al seguito, su un tragitto su asfalto sconnesso, piccoli marciapiedi, buche e basolato lavico. Per gli anziani o le persone a mobilità ridotta è una possibilità da non prendere neppure in considerazione. Una vergogna indegna di un paese civile.

Tag:

COMMENTA

2 commenti a “Lo Skyway, il tram volante e i messinesi a piedi a Villa San Giovanni”

  1. nicosnake ha detto:

    The official website of skyway technology is:
    http://sw-tech.by/

    Please do not state that the skywayinvestgroup site is the only reference.
    skyway technology has already received the necessary certifications and approvals for the market:
    Test Regulation / Norm ISO 9001: 2015
    http://sw-tech.by/news/skyway-tuv-thuringen

    http://sw-tech.by/news/skyway-EACU-declaration

  2. Marin ha detto:

    SkyWay è il miglior progetto di sempre. Adatto al 100% e allo stesso tempo ai numerosi problemi che noi umani abbiamo attualmente. Inquinamento, incidenti stradali, congestione, tempi di attesa, mancanza di spazio per le persone a vivere attraverso le strade costruite. E allo stesso tempo il modo migliore per investire. Il rischio è lì! Forza SkyWay!Grazie Anatoly Yunitskiy e tutti gli investitori che sostengono l’enorme progetto di progetto da ora in poi, quindi perché verrà eseguito automaticamente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Commenta
Tempostretto.it - Quotidiano on line della Città Metropolitana di Messina

Via Francesco Crispi 4 98121 - Messina

Rosaria Brancato direttore responsabile-coordinatrice di redazione.

Danila La Torrevice coordinatrice di redazione.

info@tempostretto.it

Telefono 090.9018992

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007