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Scontro Pd-Crocetta, da Roma un assist per il partito siciliano: “Dentro o fuori”

Rosaria Brancato

Scontro Pd-Crocetta, da Roma un assist per il partito siciliano: “Dentro o fuori”

venerdì 27 Settembre 2013 - 19:29
Scontro Pd-Crocetta, da Roma un assist per il partito siciliano: “Dentro o fuori”

Cronaca odierna della crisi: mentre l'assessore regionale all'economia Luca Bianchi rimette il mandato, il Pd nazionale affida al partito siciliano la decisione sul caso Megafono. Messo all'angolo Crocetta dovrà decidere se lasciare il movimento da lui fondato ( e scioglierlo) e aderire al gruppo Pd all'Ars o andare allo scontro definitivo. Lupo intanto ribadisce: devono dimettersi tutti e 4 gli assessori.

Da oggi i margini di operatività nel gestire la crisi per Crocetta si restringono. La direzione nazionale del Pd ha infatti affidato alla Commissione regionale di garanzia la decisione finale sul caso Megafono, dando ragione al partito siciliano nella querelle con il governatore. La cronaca della giornata è iniziata con l’annuncio ufficiale delle dimissioni dell’assessore regionale all’economia Luca Bianchi, proseguita con le reazioni a catena e si è conclusa con la bandierina a favore del Pd siciliano che metterà la parola fine alla vicenda Megafono. Per Crocetta restano poche alternative, o lascia il movimento da lui fondato o lascia il Pd, con le conseguenze immaginabili. Quanto al rimpasto tutto dipenderà proprio da questa decisione. Andiamo per ordine.

In tarda mattinata l’ormai ex assessore Luca Bianchi rinvia la conferenza stampa per annunciare le dimissioni perché impegnato “a dare esecuzione alla variazione di bilancio approvata in giunta. La variazione costituisce il completamento dell'opera di risanamento avviata nel 2013, nel costante tentativo di coniugarlo con l'esigenza di dare risposte economiche e sociali ai problemi della Sicilia. Non spetta certo a me risolvere la grave crisi politica che si è aperta in questi giorni. Per quel mi riguarda direttamente, tuttavia, ritengo che in queste condizioni non si possa presentare ai siciliani e all'intero Paese per il 2014 lo stesso percorso condiviso e credibile di risanamento delle finanze regionali e di rilancio dell'economia che abbiamo perseguito, seppur tra mille difficoltà, in questi nove mesi e che andava preservato”. L’assessore rimette quindi il mandato alla luce di una “situazione politica paradossale” auspicando comunque che la politica ritrovi una rinnovata armonia. Le dimissioni saranno ufficiali la prossima settimana, dopo che Bianchi depositerà il ddl di variazione del bilancio 2013. Lealmente e correttamente, da uomo di governo e di partito, Bianchi completerà quel percorso avviato nel novembre scorso, su indicazione dello stesso Pd che ora ne ha “richiesto la testa”. Lo fa pur non condividendo le motivazioni che hanno spinto il Pd a chiedere le dimissioni dei 4 assessori. Stessa posizione è stata espressa dal quasi ex assessore Nino Bartolotta che ha detto: pur non condividendo la linea scelta dal Pd mi ritengo un uomo di partito, di tutto il partito e ne ho rispetto.

Insomma, per entrambi, per dirla ironicamente, vale il detto “non capisco ma mi adeguo”. Al momento non hanno cambiato idea Nelli Scilabra (in quota Lumia e quindi vicinissima a Crocetta) e Mariella Lo Bello, ma il precipitare degli eventi rende sempre meno stabile le loro poltrone. La brevissima dichiarazione del segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo fa comprendere che fin quando non ci saranno quattro dimissioni sul piatto il partito non riaprirà il dialogo con il governatore, a maggior ragione dopo che nel pomeriggio la direzione nazionale ha affidato al Pd siciliano le decisioni sul Megafono, di fatto mettendo all’angolo Crocetta e le sue velleità “espansionistiche”.

“Apprezzo il gesto di Luca Bianchi che dimostra rispetto nei confronti delle decisioni assunte dalla direzione del Pd- ha dichiarato Lupo- Mi aspetto che lo stesso gesto venga seguito nelle prossime ore dagli altri componenti della giunta iscritti al partito democratico”.

Toni diversi dal ministro della Pubblica Amministrazione Gianpiero D’Alia, Udc, che invita alla ripresa del dialogo: “Le dimissioni dell’assessore Bianchi sono un fatto grave che deve far riflettere tutti sulla necessità di riportare immediatamente i toni del confronto politico sui binari della moderazione e della serietà istituzionale. Perdere una persona seria come Bianchi, probabilmente il miglior assessore della giunta Crocetta, significa far mancare una figura di garanzia per i conti pubblici della Regione di cui c’è assoluto bisogno. Ci auguriamo che un sussulto di responsabilità da parte di tutti possa portarlo a un ripensamento”.

Anche in casa Democratici riformisti, con Marco Forzese (uno dei papabili all’ingresso in giunta) si registra l’invito alla ripresa del confronto: “ E’ il momento delle responsabilità da assumere davanti ai Siciliani che fin qui hanno
apprezzato la spinta riformista del governo e il lavoro di risanamento
in tanti settori. Ora non si può più scherzare con il “gioco della crisi”, ci si deve sedere attorno ad un tavolo da alleati per andare avanti uniti”. Insomma, se il Pd reclama cambi di poltrone gli altri alleati non staranno certo a guardare.

Nel pomeriggio è arrivato l’assist da Roma a favore del Pd nella guerra con Crocetta sul caso Megafono. Il presidente della Commissione di garanzia Luigi Berlinguer ha comunicato che sulla vicenda dovrà decidere il Pd siciliano, che, come è noto, le idee sul caso le ha chiarissime, sin da quando, nel mese di luglio, ha richiesto l’intervento della Commissione nazionale di garanzia sull’argomento.

Già a luglio la Commissione presieduta da Berlinguer aveva chiarito che non è possibile la coesistenza di un movimento alternativo e antitetico al partito né è possibile un doppio tesseramento. Crocetta ha sempre sostenuto che il Megafono non è in antitesi, ma il Pd ha finito con il metterlo alle strette, chiedendo a più riprese i contributi che i tesserati con incarichi istituzionali danno al partito. Il Megaforum, la festa del movimento organizzata lo scorso week end e la vicenda rimpasto sono state le gocce che hanno fatto traboccare il vaso. Adesso sarà la Commissione regionale di garanzia, tra l’altro presieduta (anche se è dimissionario) da Luigi Cocilovo, uno dei bersagli preferiti da Crocetta quando è in vena di polemiche con il partito, a decidere la sorte del movimento. Per il governatore arriverà il momento di decidere: sciogliere il Megafono o cambiarne la forma, e aderire al gruppo Pd all’Ars, iniziando a smantellare quanto costruito in questi mesi nei Comuni e nelle Province. Lo stesso dovranno fare gli altri esponenti del Megafono iscritti al Pd, pena l’espulsione.

Il governatore dovrà fare una scelta al più presto e dovrà essere netta. Dalla sua decisione ne deriveranno a cascata altre, inclusa anche quella di una sua candidatura alla segreteria del Partito o quella di creare una vera e propria corrente per lanciare al’Opa a livello regionale.

Intanto anche il sindaco Accorinti è intervenuto sulla crisi invitando a recuperare dialogo e unità d’intenti “Non servono liti, giochi di potere o alleanze politiche, dobbiamo lavorare tutti nella stessa direzione”. Il sindaco esprime solidarietà a Crocetta rinnovandogli l’invito per una seduta di giunta a Messina, come concordato nei mesi scorsi.

Rosaria Brancato

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