Ostacolo al progetto della piastra logistica, che ora dovrà tenere in considerazione la sentenza
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia ha respinto il ricorso del Comune di Messina contro l’Assessorato Regionale dei Beni Culturali, che aveva posto un vincolo sul fondo agricolo di “Villa Pugliatti” a Pistunina. Il provvedimento, che tutela l’area per il suo interesse storico ed etnoantropologico, ha prevalso sulle intenzioni dell’Amministrazione comunale di utilizzare il terreno per il progetto della piastra logistica “Stretto Link”.
La controversia
Al centro della disputa c’era un terreno che il Comune di Messina aveva intenzione di espropriare per la costruzione della piastra logistica, un’infrastruttura strategica per migliorare il traghettamento sullo Stretto. Ma i proprietari del fondo avevano chiesto e ottenuto dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali l’estensione di un vincolo già esistente sulla vicina Villa Pugliatti, bloccando il progetto.
Le argomentazioni delle parti
Il Comune aveva sostenuto che l’imposizione del vincolo fosse ingiustificata, motivando che il fondo fosse stato in stato di abbandono e che gli elementi storici (come i muretti a secco e i sistemi di irrigazione) fossero recenti o non di particolare rilievo. Secondo l’Amministrazione, la decisione era un’iniziativa di natura privata per impedire l’esproprio.
Dall’altra parte, l’Assessorato Regionale e i proprietari del fondo hanno difeso la decisione, evidenziando che il terreno è parte integrante del complesso di Villa Pugliatti, riconosciuto come patrimonio storico. Le strutture presenti, risalenti al post-terremoto del 1908, e la storia della sua coltivazione rappresentano una “testimonianza esemplare” dell’economia agricola locale di quel periodo.
La sentenza del Tar
Il Tribunale Amministrativo ha dato ragione alle autorità regionali, giudicando l’istruttoria e la motivazione del vincolo come “congrue e adeguate”. La sentenza ha ribadito che il giudizio dell’Amministrazione sui beni culturali è di natura tecnica e discrezionale, non sindacabile da un giudice a meno di evidenti vizi di irragionevolezza. Il giudice ha riconosciuto che il fondo, sebbene recuperato di recente, mantiene un valore storico e funzionale legato alla villa, giustificando la sua tutela. Il ricorso del Comune di Messina è stato quindi respinto, ponendo di fatto un ostacolo al progetto della piastra logistica.
Russo: “Il sindaco non faccia ricorso”
“Il fondo di Villa Pugliatti e la vicina villa sono gli ultimi esempi di una tradizione agricola e di organizzazione produttiva della città di Messina” – dice il consigliere comunale Alessandro Russo. Per la piastra logistica “insistono nell’intera area interessata altri spazi dismessi e non utilizzati, degradati e certamente non interessati dalla presenza di beni culturali così rilevanti per la città di Messina”.
Ancora “la zona appare da anni devastata da insediamenti urbani che l’hanno cementificata e deturpata irrimediabilmente. Il bene in sé, pertanto, riveste importanza innegabile per la nostra città; non si può e non si deve tollerare che anche questa parte significativa della nostra città venga eliminata per sempre. Non appare semplice, a quanto emerge dalla sentenza, ribaltare in sede di secondo grado amministrativo il giudizio del Tar. Le motivazioni tecniche e specialistiche necessarie per smentire ben due disposizioni della Soprintendenza richiederebbero ingenti sforzi anche economici da parte del nostro Comune”.
Da qui la richiesta al sindaco “di non procedere con il ricorso al Cga contro la sentenza del Tar e di dare indirizzo agli uffici tecnici del Comune di ripensare la progettazione della piastra logistica in maniera tale da escludere il fondo Pugliatti e la villa”.

…avessero fatto così con il Peloro, avremmo oggi in centro città un gioiello, che è andato distrutto !!!
E perché, il Savoia, il Trinacria, e tutti gli altri…