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Teatro: il “decreto-pasticcio” di Accorinti sulle nomine. Rischio illegittimità?

Rosaria Brancato

Teatro: il “decreto-pasticcio” di Accorinti sulle nomine. Rischio illegittimità?

venerdì 23 Dicembre 2016 - 23:03

Il sindaco revoca la designazione del Cda, senza avvisare la Pulejo, conferma Puglisi presidente, senza applicare la norma regionale e nomina Fiorino in quota Città Metropolitana, nonostante quest'ultimo avesse partecipato alla selezione del 2013 per il Comune. Tutto questo mentre la Regione sta per inviare il commissario. Intanto i revisori.....

La situazione del Teatro era già abbastanza aggrovigliata, ma Accorinti, con il provvedimento di ieri, ci ha messo del suo.

Nelle puntate precedenti della telenovela del Vittorio Emanuele si sono registrate le dimissioni a catena dei consiglieri del Cda: Totò D’Urso, Giovanni Moschella, Carmelo Altomonte, Daniele Macris e Giovanni Giacoppo. Il Cda era quindi rimasto con il presidente Maurizio Puglisi e la consigliera Laura Pulejo, con la conseguenza di non poter essere operativo. Da qui la decisione dell’assessore regionale Barbagallo di procedere con il commissariamento del Cda. Nel frattempo in base alla nuova normativa regionale sulla spending review i Cda sono stati ridotti a 3 componenti ed è cambiata anche la procedura relativa alla nomina.

Dopo mesi di silenzio però Accorinti si accorge del caos che c’è al Teatro ed interviene con un decreto sindacale che, se possibile, rende ancor più complicata la questione.

IL PROVVEDIMENTO “CREATIVO”

In un comunicato stampa si legge: “Il sindaco, con decreto n. 65 di oggi, venerdì 23, ha revocato la determinazione n. 25 del 31 dicembre 2013 relativa alla designazione dei componenti del CdA in rappresentanza del Comune ed ha confermato quanto stabilito con provvedimento sindacale n. 75 del 30 agosto 2013, ovvero la nomina di Maurizio Puglisi quale presidente dell'Ente Autonomo Regionale Teatro Vittorio Emanuele di Messina. Secondo quanto indicato dal sindaco Accorinti, in un atto di indirizzo, il segretario generale della Città Metropolitana ha posto in essere tutti gli adempimenti di propria competenza, confermando con provvedimento n. 197 di oggi, venerdì 23, Luciano Fiorino quale componente del CdA dell'E.A.R. in quota Città Metropolitana, nell'ambito dei professionisti che avevano risposto all'avviso pubblico n. 192407 del 12.08.2013 del Comune di Messina. Per ripristinare la funzionalità del Cda a seguito delle dimissioni di alcuni Consiglieri è necessario provvedere a ricostituirlo secondo le normative in atto vigenti, con riguardo all'art. 18 della L. R. del 17 marzo 2016 n. 3, che rimodula le disposizioni in materia di numero dei componenti degli Organismi di amministrazione degli Enti regionali, stabilendoli in numero di tre consiglieri in rappresentanza della Regione Sicilia, della Città Metropolitana e del Comune di Messina”.

Con un provvedimento quindi Accorinti ha 1)revocato le designazioni del Cda firmate il 31 dicembre 2013, quindi mandando a casa la consigliera Laura Pulejo che però non si è affatto dimessa (senza neanche comunicarglielo ufficialmente) 2)confermato Puglisi presidente ribadendo un provvedimento firmato nell’agosto del 2013, agendo come se la nuova normativa regionale, che pur dichiara di applicare, non esista. La nuova legge infatti prevede che il presidente venga designato dal sindaco ma nominato dall’assessore regionale. Delle due l’una: o applichi la vecchia normativa o la nuova. In quest’ultimo caso sarebbe opportuno utilizzare la procedura prevista per non incappare in vizi di legittimità.

3)nomina Luciano Fiorino componente del Cda in quota Città Metropolitana, nonostante Fiorino abbia presentato la candidatura in occasione delle designazioni per il Comune di Messina, in data 12 agosto 2013 (quando peraltro la Città Metropolitana era appena abbozzata nella mente dei legislatori regionali). Va ricordato inoltre che nell'estate 2013 anche a Palazzo dei Leoni fu avviata la procedura per i candidati in quota ex provincia, ed infatti da quell'elenco Romano scelse Macris e Moschella. Che fine ha fatto quell'elenco?

4)dopo aver bypassato qualsiasi iter procedurale, decidendo che un candidato che ha presentato domanda al Comune 3 anni fa possa essere nominato dalla Città Metropolitana senza alcun bando, annuncia, per la nomina del terzo componente, che dovrà essere applicata la nuova normativa.

Non si sa quindi per quale motivo la nuova normativa debba essere applicata a “macchia di leopardo”, solo per il terzo componente mentre per Puglisi e Fiorino vale un “mix” tra vecchia e nuova legge.

Non sappiamo come la prenderà l’assessore regionale Barbagallo è stato completamente scavalcato, con provvedimenti a forte rischio di legittimità.

I REVISORI BACCHETTANO PUGLISI

Nell’ultimo verbale, pubblicato il 20 dicembre, i revisori nell’esaminare l’istanza presentata dal Teatro per accedere al Furs 2016 (fondo unico regionale dello spettacolo) ribadiscono: “la stagione teatrale 2015 è stata disastrosa per l’Ente in termini di costi e ricavi, fermo restando le illegittimità relative agli affidamenti diretti di cui si dovrà occupare l’autorità giudiziaria per accertare eventuali profili di responsabilità e la magistratura contabile per eventuali danni erariali”.

E’ stato il Dipartimento regionale a chiedere chiarimenti sull’istanza presentata per accedere al Furs ed il Collegio, nell’esaminarla ha rilevato alcuni aspetti. Nell’allegato all’istanza infatti il Teatro dichiara che il rapporto tra entrate proprie ed entrate correnti è del 36,90% mentre dai dati contabili risulta del 23,11% con una differenza, scrivono i revisori di oltre 1 milione e 200 mila euro. “Giova rilevare che la situazione in atto del personale, compresi orchestrali e tecnici a tempo determinato è in totale sofferenza e la somma di 1.212.436,66 euro poteva essere destinata ai lavoratori”.

Il Collegio rileva due note di Puglisi difformi tra di loro. Il 30 novembre del 2015, nell’istanza per accedere al Furs dichiara “ alla data della presentazione dell’istanza il rapporto tra il personale amministrativo e il personale totale è del 14,38%, inferiore ai limiti dettati dalla legge (40%)”. Il 22 giugno del 2016, quindi appena sette mesi dopo, Puglisi dichiara che nel 2015 il rapporto tra il personale amministrativo ed il personale totale è del 33,9%” quindi una percentuale più del doppio.

Rosaria Brancato

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2 commenti

  1. Hombre de barro 24 Dicembre 2016 20:44

    Nella storia del Vittorio Emanuele non c’è mai stato nessuna matassa da sbrogliare,
    il Teatro è sempre stato un serbatoio di voti, uno stipendificio per gli innumerevoli impiegati a vario titolo ed un ricco bancomat per i vari funzionari passati, presenti e purtroppo futuri.
    Accorinti e i suoi nutrimenti da nutrire non fanno eccezione.

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  2. Hombre de barro 24 Dicembre 2016 20:44

    Nella storia del Vittorio Emanuele non c’è mai stato nessuna matassa da sbrogliare,
    il Teatro è sempre stato un serbatoio di voti, uno stipendificio per gli innumerevoli impiegati a vario titolo ed un ricco bancomat per i vari funzionari passati, presenti e purtroppo futuri.
    Accorinti e i suoi nutrimenti da nutrire non fanno eccezione.

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