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Cartolina virtuale di un precario al premier Berlusconi: «Le chiedo stabilità»

Cartolina virtuale di un precario al premier Berlusconi: «Le chiedo stabilità»

sabato 18 Giugno 2011 - 08:28
Cartolina virtuale di un precario al premier Berlusconi: «Le chiedo stabilità»

Sul sito della Fp Cgil, il testo della lettera ”immaginaria”, ma quanto mai reale, di un lavoratore al presidente del consiglio: se io sono la parte peggiore del Paese, lei mi dia un lavoro

Dopo la frase dello "scandalo" pronunciata dal Ministro Brunetta in persona, "voi siete l'Italia peggiore", i precari di tutti d'Italia, e purtroppo sono tanti, insorgono e fanno sentire la loro voce. Ultima provocatoria iniziativa in ordine di tempo, quella messa in campo dalla Cgil: una cartolina virtuale indirizzata al Presidente del Consiglio dal titolo “i precari non devono essere offesi” , nella prima pagina del sito della funzione pubblica. Questa cartolina, contenente la richiesta di scuse per le affermazioni di Brunetta nei confronti del precariato e di un concreto impegno del Governo a risolvere il problema della precarietà dando corso alle stabilizzazioni, una volta inserito il nome ed il cognome del mittente e premuto “invio” sarà inoltrata automaticamente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. «Invitiamo tutti i precari che , ormai da oltre vent’anni garantiscono – dichiarano Clara Crocè Segretario Generale della FP CGIL di Messina e Nino Pizzino responsabile del Mercato del Lavoro della FP Cgil – i servizi della Sanità , degli Enti Locali e della altre Pubbliche Amministrazioni , in condizioni di discriminazione salariale e contrattuale , a inviare migliaia di queste cartoline, affinché si possa dare un ulteriore forte segnale dello stato di disagio che vivono i precari pubblici di questo paese e della loro indisponibilità ad una aspettativa di vita senza futuro prospettatagli da questo Governo». Di seguito il testo della cartolina virtuale: «Signor Presidente Berlusconi, Nonostante per il ministro Brunetta io sia la "parte peggiore del paese", con il mio lavoro precario garantisco il funzionamento e l'erogazione dei servizi dei Ministeri, della Sanità degli Enti Locali e delle altre Pubbliche Amministrazioni. Ritengo sbagliata ed offensiva questa affermazione, perché falsa e priva di fondamento. Per questo Le chiedo di smentire le inopportune parole del ministro e di provvedere a darmi una meritata prospettiva di stabilità, dopo anni di lavoro in condizioni di discriminazione salariale e contrattuale rispetto agli altri lavoratori pubblici».

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2 commenti

  1. Non solo i precari ma nessuno deve essere offeso nella sua dignità di persona. La stabilizzazione è importantissima, perchè permette di fare progetti ad ampio respiro, contrarre mutui, crearsi una famiglia, aspirare a una pensione dignitosa a fine lavoro che possa far vivere serenamente gli ultimi anni dell’esistenza. Ma non abbiamo solo quelli che il lavoro lo attendono dalla iniziativa degli altri. Ci sono tanti giovani capaci e di buona volontà che vogliono e possono crearsi un lavoro autonomo, una impresa atigiana, un ristorante Anche questi vanno incoraggiati e aiutati. Cooperative agricole si possono fondare con il minimo impiego di capitale, utilizzando i terreni sequestrati alla criminalità. Basta volerlo!

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  2. Sì, precari, avete tutte le ragioni umanamente possibili!
    Ma ricordate, quando viene indetto un concorso pubblico, non cercate escamotage contrarie alla Costituzione e alle Leggi dello Stato, per tentare di mascherarle da “stabilizzazioni” di massa!
    Torno a ribadire con forza quanto espresso, in commento, a un precedente articolo: Nessun precario può essere esentato dalle preselezioni per un concorso pubblico, perchè queste fanno parte dell’unitarietà del concorso pubblico ontologicamente inteso! Costituzione della Repubblica Italiana, art. 97, comma 3: “Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge”.
    Infine mi riferisco ai precari dell’Istat, i quali, purtroppo, non leggeranno questo quotidiano on-line, ma spero, altresì, di giungere a quei messinesi che parteciperanno alle prove che si terranno a Roma: a causa della vostra scelleratezza, avete impedito, VOI, a dei giovani disoccupati, qualsiasi speranza ai candidati esterni di entrare in una Pubblica Amministrazione, facendovi esonerare (da un ente connivente) dalle prove preselettive, sollevando una semplice aspettativa di fatto, ma giuridicamente irrilevante!
    Ricorreremo in tutte le sedi giuridico-amministrative per far valere i nostri diritti!
    Questo, speriamo, possa valere di monito per il prossimo futuro: tutta la mia umana comprensione per i precari, ma MAI, contro la legge per un interesse personale illegittimo!

    Ad maiora.

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