La lettera - Trenitalia: strategie “aziendali” a due binari

La lettera – Trenitalia: strategie “aziendali” a due binari

La lettera – Trenitalia: strategie “aziendali” a due binari

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venerdì 18 Dicembre 2009 - 04:08

Tra Frecciarossa, Frecciargento e gli aumenti per i “superconfortevoli” treni del sud. Le riflessioni di Michele Brancato, responsabile Trasporti Circolo Giovane Italia, “Quo usque tandem” Messina

Egregio Direttore,

a seguito del nuovo orario e delle nuove tariffe introdotte da Trenitalia il giorno 13/12 u.s., mi sento, nella qualità di cittadino italiano ma soprattutto da siciliano, prima ancora che da Dirigente politico della Giovane Italia, anche alla luce della dismissione compiuta negli ultimi anni dall’Azienda nella nostra Isola, di dover compiere le seguenti riflessioni che spero possano trovare albergo tra le righe del Suo quotidiano.

Rabbia, sdegno ed indignazione. Sono queste le prime sensazioni che ci sentiamo di dover esprimere dopo aver analizzato il nuovo orario di Trenitalia. Sembra finalmente che la tanto decantata TAV sia venuta in luce anche in Italia con i futuristici Frecciarossa e Frecciargento che “sfrecceranno” per l’intera Nazione dando la possibilità ai cittadini di recarsi da Roma a Milano in 2 h e 45 minuti. Andando ad analizzare per bene l’orario, con immensa meraviglia e piacere, notiamo che non sono stati solamente aumentati i treni della dorsale centrale del Paese, ma che la nuova alta velocità collegherà an-che zone geograficamente più periferiche come il Veneto, il Friuli o la Liguria.

Innanzi a cotanta innovazione e miglioria di servizi allora, risiedendo in Sicilia, zona altrettanto periferica come il Friuli, andiamo a cercare ovviamente le modifiche di orario e l’aggiunta di nuovi treni anche per questa parte dell’Italia, ed è a questo punto che abbiamo una sgradita sorpresa: difatti, nel riordino dei servizi, non solo l’alta velocità si ferma a Salerno, sfiorando solamente il meridione, ma constatiamo che la tratta Reggio Calabria – Roma Termini sarà percorsa da un unico treno Frecciargento, esattamente come è stato fino ad ora e che nessuna novità è stata prevista per la Sicilia.

Nello stupore ci convinciamo di aver capito male ed allora controlliamo sul sito Trenitalia.it, nella convinzione/speranza che, quantomeno, vi sia stato un aumento delle corse degli Eurostar. Ed invece n! Non solo qui non vi è alcu-na traccia di TAV ma i servizi sono rimasti pressoché identici a quelli precedenti con una piccola variazione di orario e con invece delle sensibili variazioni di prezzo di cui a breve diremo. Di questa situazione, come cittadini meridionali, ci sentiamo profondamente indignati!

Per chiarirci ed andare subito al nocciolo della questione, da Salerno in giù non solo non scenderà alcun moderno treno ma i servizi saranno coperti solo da treni Eurostar o da vecchi Intercity. Suddette macchine non hanno nulla a che vedere con quelle che viaggiano al di sopra della Capitale in quanto gli Eurostar sono vecchi “ETR 450/460”, meglio conosciuti con il nome “Pendo-lino”, treni vecchi di circa 15 anni, e gli Intercity sono dei convogli, non sappiamo di quanti anni addietro, senza alcun tipo di confort e ove la sporcizia regna sovrana (probabilmente sono anni che non vengono lavati nemmeno all’esterno).

La percorrenza della tratta Reggio – Roma in Eurostar è di 6h e 20’ (poco meno di un volo Roma – New York) ed il costo del biglietto ammonta ad € 63,00 mentre la stessa per un Intercity è di minimo 7h, il tutto senza calcolare i ritardi sempre presenti, ed il costo è di € 45,50. Tutto ciò, per uno Stato moderno e progressista quale vuole essere il nostro, è indecoroso.

Ma c’è di più! A fronte dello straordinario incremento delle corse e della mi-glioria di servizi è corrisposto uno straordinario incremento dei prezzi!!! Difatti, stante i dati in possesso di Adiconsum e dell’Adoc, l’aumento dei prezzi oscillerà più o meno al 17% per la seconda classe con picchi del 31% e un po’ di meno per i viaggiatori della prima, aggravi che però non toccheranno solamente chi prenderà i nuovi treni bensì l’intera classe viaggiatrice da Bol-zano a Palermo.

Riteniamo tutto ciò inaccettabile per due motivi: il primo è legato alla nostra Carta Costituzionale nella parte in cui all’art. 3 garantisce, o meglio dovrebbe garantire, l’uguaglianza formale e sostanziale tra tutti i cittadini del paese, il quale si collega direttamente con il secondo che invece contempera una si-tuazione oggettiva.

Ci domandiamo: che uguaglianza può mai esistere tra i cittadini se una azien-da come Trenitalia, partecipata ma pur sempre con lo Stato azionista di mag-gioranza, compie scelte aziendali che abbandonano del tutto una zona del Pa-ese in favore di un’altra ma fa pagare i cittadini della zona abbandonata un non servizio quanto, se non di più, di un super servizio?! Crediamo che ci sia un problema di fondo. Stante quanto esposto nelle superiori righe, le scelte aziendalistiche fatte da Trenitalia, risultano essere errate quantomeno nella parte in cui prima abbandonano completamente il meridione salvo poi utiliz-zarlo come “tesoretto” per poter investire al Nord. Il tutto non è accettabile da una Società che vede lo Stato come azionista di maggioranza, ed in questo la colpa non può che essere della Politica, ovviamente intesa bipartisan.

Detto questo, con la presente, desideriamo invitare formalmente l’A.D. di Trenitalia, dott. Mauro Moretti, il quale il 13/12 u.s. ha dichiarato “non sono aumenti ma nuovi prezzi per nuovi servizi” a trascorre insieme le 11 h (più ritardo medio di un’ora!!!) sull’IC 724 da Siracusa a Roma Termini, per la modica cifra di € 55,50, durante le quali potrà decantare la pulizia, l’efficienza, il confort e l’immancabile odore di carbonio dei freni delle car-rozze di questo treno, spiegarci cosa è un hub, illustrarci perché è convinto che l’Azienda non stia dismettendo in Sicilia visto che nel deposito in via A-cireale Zir (Messina) giacciono pezzi di ricambio ancora sigillati spediti lì nel 1992 (millenovecentonovantadue!!!), godersi lo splendido spettacolo dello Stretto dal ponte di una carriola del mare, sentirsi male e constatare che sul treno a parte garze e forbici manca una cassetta del pronto soccorso, arrivare a Roma, insozzato, con un diffuso mal di schiena e di collo e poter dire alla stampa “non sono aumenti ma nuovi prezzi per un non servizio”.

Dott. Michele Brancato

Responsabile Trasporti – Circolo Giovane Italia “Quo usque tandem” Messina

(mickbrn@tiscali.it)

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