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Waterfront reggino, protagonista l’arte

Elisabetta Marcianò

Waterfront reggino, protagonista l’arte

lunedì 24 Maggio 2021 - 08:05

Il Waterfront è frutto di uno sguardo politico comune, capace di pensare e proteggere lo spirito loci che nella città di Reggio Calabria è tutto nel mare.

Il Waterfront, concepito come un luogo di capace di esaltare la cultura e durante la cerimonia di inaugurazione ne abbiamo avuto prova. Uno spazio lasciato al vento e ai profumi del mare in cui l’arte ha un posto d’onore. Le linee morbide, sinuose della scala, progettata dalla compianta archistar Zaha Hadid, la cascata d’acqua laterale, il bianco che splende sotto il sole. Tutto è un perfetto scenario per l’arte.

La parola all’arte

I reggini, gli ospiti della cerimonia hanno potuto capire subito le potenzialità di un luogo che lascia parlare il mare e gli artisti in una voce unica. Una voce capace di riportare alla memoria l’antico rapporto di fiducia e amore. Un luogo sacro dove ancora ululano le Neredi. Le performance artistiche affidate agli attori Teresa Timpano e Lorenzo Praticò e ai musicisti Pasquale Faucitano e Alassandro Calcaramo hanno incantato tutti. Interpretazioni intense, forse rese ancora più forti e penetranti dalla magia del luogo.

Visioni comuni

Uno spazio che i cittadini attendevano da tempo. Pensato dall’amministrazione Scopelliti, che va a ricucire uno strappo antico già recuperato in parte con il lungomare Falcomatà e che l’attuale amministrazione, guidata da Giuseppe Falcomatà, sta portando a termine. Una volontà comune che ha messo da parte colori di partito, che somiglia alle visioni artistiche. Perché, in fondo, arte e politica hanno la stessa matrice. Uno sguardo visionario, capace di pensare, ridisegnare le città per migliorare la qualità della vita. E proteggere, esaltare lo spirito loci che nella città di Reggio Calabria è tutto nel mare.

Waterfront, luogo di poesia

E così, sabato sera, sono salite alte e protese le voci degli attori, le note degli strumenti. Alte verso un cielo pieno di visioni, protese verso un mare pieno di voci e hanno emozionato chi seduto lì capiva di essere dentro un luogo sacro, dove le onde greche vengono a cercare le latine. Qui si fondono formando nella serenità del mattino un immenso bagno di purissimi metalli scintillanti nel liquefarsi, e qui si adagiano rendendo, tra i vapori della sera, immagini di grandi porpore cangianti di tutte le sfumature delle conchiglie…e dove rimarrà per sempre la poesia.

Foto copertina di Marco Costantino

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