Vendemmia ieri e oggi: "Sono i singoli chicchi che fanno... il vino" VIDEO - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

Vendemmia ieri e oggi: “Sono i singoli chicchi che fanno… il vino” VIDEO

Matteo Arrigo

Vendemmia ieri e oggi: “Sono i singoli chicchi che fanno… il vino” VIDEO

domenica 26 Settembre 2021 - 07:30

Nei piccoli paesi della fascia collinare di Messina, la vendemmia resiste ancora oggi, anche se tutto è ridimensionato. Di quei gesti restano le poche piante, terreni vinti dal tempo, dai dissapori familiari, dal fuoco criminale, dalle morti degli anziani e dalle valigie dei giovani

“Non seva peddiri mancu un cocciu i racina” (“Nemmeno un chicco deve andare perso”), era sempre il comando e la raccomandazione di mio nonno durante le vendemmie. Poco più che bambino, mi divertivo a raccogliere gli acini che rimanevano sulle piante o cadevano dalle gabbiette durante il trasporto. Nonni e nipoti nella stessa vigna. C’era un canto nello spazio tra le mani e il grappolo d’uva.

Le domeniche di settembre erano piene dell’odore del mosto, dei fazzoletti in testa, del suono dell’organetto. Di quelle vendemmie, nei piccoli paesi della fascia collinare di Messina, qualcosa resiste ancora oggi, anche se tutto è ridimensionato. Di quei gesti restano le poche piante. Terreni vinti dal tempo, dai dissapori familiari, dal fuoco criminale, dalle morti degli anziani e dalle valigie dei giovani. Oggi le vigne sono teneri fazzoletti di verde in mezzo al marrone del seccume e dell’abbandono, giovani superstiti spinti dall’orgoglio familiare in mezzo a scheletri di muretti a secco, mani modellate dalla vecchiaia. Oggi comprendo veramente le parole di mio nonno: “Nemmeno un chicco deve andare perso, perché sono proprio quegli acini soli che daranno il vino”.

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5 commenti

  1. Cucinotta Giacomo 26 Settembre 2021 09:26

    Il mio ricordo degli anni 50: La vigna di mio Nonno Matteo situata nelle pendici del Vallone del bosco di San Nicola denominata “Costa illobbu”, contrada di Camaro Superiore, conosciuta col nome più famoso di “Ultimo Mulino”. Fu costruita con il lavoro e la fatica di due generazioni. In alto c’era un casolare ed in basso a fondo valle cera il Palmento, uno dei pochi funzionante nella zona e ben tenuto col lavoro costante di tutta la famiglia. Mi ricordo che ancora piccolino negli anni 50 aiutavo nonno Matteo a riparare i muri a secco danneggiati dalle piogge di quei tempi. Oggi la vigna non c’è più ed il bosco di San Nicola si è ridotto ad un misero triangolo. Il resto è stato distrutto dall’incuria e dai numerosi incendi. Rimane una collina brulla con tanti ruderi sparsi. Si è perso un patrimonio di lavori e di sacrifici di due generazioni.

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  2. Beh..ogni cosa è conseguenza di scelte

    Le famiglie tradizionali osteggiate… I giovani spinti al posto fisso… Il miraggio del nord dove sarai sempre migrante nell’ animo

    Lavorare le terre è faticoso ..per fortuna ci sono esempi di chi ha fatto aziende e con il vino creato ricchezza ..senza valigie di cartone

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  3. Bellissimo articolo,bellissime immagini , parole ,musica,e rumore dell’ingranaggio per fare estrarre il succo d’ uva …. tutto scandito in modo suggestivo a testimonianza di una tradizione tramandata nei secoli….Matteo Arrigo MERAVIGLIA SEMPRE 🤩😍con i suoi articoli, video e musica che portano il lettore” DENTRO’ ciò che legge e vede!!!!!👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏

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  4. ma quando mai a messina si è fatto vino decente

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    1. beviti la gazzosa che è meglio!!!!!

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