Il Commissario per l'emergenza Covid ha analizzato i tanti aspetti della campagna vaccinale: dai sieri ai bambini a richiami e terze dosi, fino ai numeri da aumentare
Di Giuseppe Fontana e Silvia De Domenico
MESSINA – Vaccini alle donne incinte, ai bambini dai 5 agli 11 anni, terze dosi e richiami a chi ha fatto il monodose. Il Commissario ad Acta per l’emergenza Covid, Alberto Firenze, ha analizzato ai nostri microfoni tutti gli aspetti di una campagna vaccinale che a Messina, o quantomeno in alcune zone del territorio messinese, ancora arranca. Partendo proprio da chi ha ricevuto il vaccino monodose, il Johnson&Johnson: “Chi ha ricevuto il vaccino monodose, come dicono Ema e Aifa, può fare la seconda dose con Pfizer come successo nel caso delle prime dosi AstraZeneca. È un’opportunità da agevolare perché c’è una caduta della copertura immunitaria”.
Firenze: “Dobbiamo ragionare con medici e pediatri”
“Conosciamo la criticità dell’aria ionica – continua Firenze, parlando del territorio – e per quella parte della provincia vanno incentivati i percorsi formativi e informativi. Su quel litorale anche a livello di prevenzione, nel periodo pre-Covid, spesso si era indietro con i numeri ma ora non dobbiamo fermarci. Abbiamo trasferito la vaccinazione dal parcheggio Lumbi al centro ex Aias, più vicino a Giardini Naxos che è indietro nella vaccinazione. Stiamo organizzando altre iniziative nei comuni limitrofi e manderemo un team che farà da informatori scientifici dai medici e dai pediatri, per ragionare con loro. Sono la chiave di volta per coinvolgere la popolazione, che crede giustamente ai propri medici di famiglia”.
Vaccini alle fasce 5-11 anni e 12-18
E tra poco al via in Italia anche la vaccinazione per la fascia d’età 5-11 anni: “Aspettiamo di poter iniziare la vaccinazione per i bambini e sarà necessario parlare con i pediatri. Sono il front office della sanità e figure cardine su cui dobbiamo puntare l’attenzione. La gente deve convincersi dell’importanza della vaccinazione. Sulla fascia 12-19 anni, soprattutto fino ai 15 anni, abbiamo avuto una resistenza. Per questo dobbiamo porre maggior azione in questa fascia, perché il Covid gira molto velocemente in chi non è vaccinato. I bambini vanno a scuola, si incontrano tra loro, e noi vogliamo garantire che la scuola sia ancora in presenza, ma anche in sicurezza”.

Perché iniettare un siero ancora sperimentale ai bambini?