Cartelli con scritto "vogliamo giustizia" per moglie, figli e parenti di Gaetano, il 61enne messinese vittima di un incidente al Molo Norimberga nel febbraio 2021
di Silvia De Domenico e Giuseppe Fontana
MESSINA – Hanno protestato davanti al Tribunale di Messina, pacificamente, senza urla o strepiti e con alcuni cartelli mostrati alla gente. Su questi c’era scritta una frase centrale della protesta: “Vogliamo sapere la verità”. La famiglia di Gaetano Puleo, il 61enne messinese rimasto vittima di un incidente al Molo Norimberga nel febbraio del 2021, chiede chiarezza e che si chiuda un capitolo lungo oltre un anno. Moglie, figli e parenti attendono di sapere.
“Fede nella giustizia venuta a mancare”
“Dopo tanti mesi di attesa la fede nella giustizia è venuta a mancare – ci racconta la moglie di Gaetano, Giusy La Torre – purtroppo c’è una giustizia che va a rilento. Non va bene, così non dà giustizia a chi muore così. Già è un dolore atroce per la famiglia, in più sopportare tutto questo dolore e la rabbia che abbiamo dentro peggiora le cose”.
I figli: “Vogliamo capire com’è morto papà”
Anche i figli di Gaetano, Giovanni e chiedono giustizia: “Vogliamo capire com’è morto papà. Aspetteremo con la speranza che possa cambiare qualcosa al più presto. Vogliamo delle risposte e grazie ai nostri avvocati, Calabrò e Rizzo, so che avremo giustizia per mio papà. Un uomo che ha lavorato 30 anni senza mai dire no, ha detto sempre sì e quel sì quel giorno lo ha portato alla morte”.
Tra i documenti in mano all’avvocato Calabrò, atti in cui si evidenziano le date, con procedimenti risalenti al maggio 2021. Poi, a gennaio 2022, la Pec dell’Autorità Portuale, in cui si evidenzia come anche la situazione emergenziale legata al Covid rallenti ogni procedura. “Sarà cura di questo ufficio comunicare la data dell’inchiesta in oggetto”, si legge. Ma la famiglia non ci sta e chiede chiarezza.
