La polemica per le sirene mute mentre il fango sommergeva il borgo. I residenti di Zafferia chiedono aiuto per liberare strade e auto prima delle nuove piogge
servizio di Silvia De Domenico e Alessandra Serio
MESSINA – Il cielo e annuncia nuove piogge a Zafferia, il giorno dopo il nubifragio che ha ingrossato il torrente, straripato in un fiume di fango che ha sommerso i piani bassi delle abitazioni a ridosso della fiumara e trascinato con sé le auto. Qui la rabbia dei residenti è tanta perché per loro si tratta di un disastro annunciato, dalle precedenti alluvioni e dai problemi strutturali del torrente come della collina sovrastante. In mattinata i residenti sono a lavoro con vanghe, pale e carriole per liberare la stradina principale che dal centro risale a Chiesa Vecchia, dove la strada diventa non più percorribile e ci sono, a monte, abitazioni e aziende agricole ora raggiungibili soltanto guadando il fiume.

La salma bloccata dal fango
Nello snodo principale, dietro la chiesa centrale, ci sono alcune abitazioni isolate oltre l’unica passerella percorribile a piedi, dove stamane un escavatore comunale è a lavoro per liberare il passaggio, anche per consentire il trasporto della salma di un uomo in vista del funerale previsto per oggi pomeriggio, al momento bloccato nell’abitazione di famiglia.

Un escavatore comunale e residenti a lavoro a mani nude nel fango
Ragazzi e ragazze, anziani e non, stamane sono tutti a lavoro anche a mani nude per liberare l’ingresso delle abitazioni e le molte auto rimaste intrappolate dal fango. I residenti sono soli stamane: “Ci serve aiuto per portare via le auto prima che ripiova come sembra”, dicono “Da soli non possiamo farcela”.
Qui la paura che nelle prossime ore ripiova si somma alla rabbia per il film che rivivono puntualmente ad ogni pioggia abbondante. “Pioveva fortissimo”, racconta la signora Maria Alberto cercando di contenere le lacrime “Il fango ha invaso il piano seminterrato di casa ed ho visto il fango arrivare quasi alla finestra”. Dopo aver ammucchiato la terra ai bordi del letto del torrente nel tentativo di contenerlo, oggi qui sono tutti a lavoro per rimuovere fanghi e detriti, come possono. Nessuno si risparmia: chi con le carriole e le pale, chi con le mani a piazzare grossi massi per deviare le colate dell’acqua, chi anche in ciabatte e vestaglia, per aiutare.

La polemica per le sirene mute
La rabbia è tanta anche per l’allarme non dato, allerta meteo a parte. “Qui dopo gli incendi della scorsa estate e l’alluvione di settembre hanno montato tante sirene e cartelli che forniscono le prime indicazioni di protezione civile”, spiegano i residenti. “Ma le sirene non hanno suonato, nessuno ci ha avvisati su condizioni particolarmente critiche, nessuno ci ha spiegato come comportarci in questi casi. Eppure eravamo sommersi dal fango. Che deve accadere perché suonino le sirene, che ci sia il morto?”.
