Da Librizzi a Raccuja: viaggio fra i noccioleti della famiglia Natoli
di Silvia De Domenico
MESSINA – “Storie di imprese e di idee” è un nuovo progetto di Tempostretto. Nel corso di 10 puntate racconteremo 10 storie imprenditoriali siciliane. Dalla costa ionica ai Nebrodi: continua il viaggio alla scoperta delle aziende del nostro territorio.

Alla scoperta dell’oro dei Nebrodi
Nella seconda puntata abbiamo attraversato i Nebrodi, alla scoperta dei noccioleti della famiglia Natoli. Da Librizzi a Raccuja: ecco il viaggio nell’azienda che produce nocciole da tre generazioni. Da 15 anni Antonio Natoli ha preso in mano le redini dell’azienda. “Mi piace dire che siamo diventati imprenditori e non più solo proprietari terrieri”, racconta. E in effetti è stato proprio lui ad intraprendere quel percorso di moderninazzione e meccanizzazione necessario per l’azienda.

Dalla raccolta con i cavalli ai mezzi meccanici
Insieme all’imprenditore Natoli incontriamo la memoria storica dell’azienda, il direttore Salvatore Siracusano. “Lavoro per la famiglia Natoli da 40 anni. Ho iniziato quando avevo 16 anni con la nonna, poi con il padre e adesso con il signor Antonio. Ho vissuto tutti i cambiamenti, dalla raccolta manuale a quella meccanizzata”, aggiunge. “Una volta le nocciole si portavano dai noccioleti al magazzino con i cavalli, ora è tutti diverso. Anche la fase dell’asciugatura, una volta si faceva con il medito del “caliatore” ora ci sono macchine industriali che fanno il lavoro”.

La casa dei nonni e i ricordi d’infanzia
Dopo i noccioleti, disseminati fra le colline di Librizzi e Raccuja, visitiamo la casa dei nonni che è anche la sede dell’azienda. “Al piano superiore vivevano i miei nonni e la mia famiglia, sono cresciuto in questo posto e ho tanti ricordi d’infanzia. Al piano di sotto si fermavano a dormire gli operai. Le strade non erano agevoli come adesso e quindi gli addetti alla raccolta si trasferivano qui in quelle settimane fra fine agosto e metà settembre. Ricordo ad esempio che la stanza centrale era detta “delle gioiosane” perché dormivano le donne provenienti da Gioiosa Marea. La sera era sempre una festa, c’era chi suonava e chi ballava”.

“Oggi i magazzini sono vuoti, speriamo di riempirli ad agosto”
Accanto alla casa dei nonni si trovano i magazzini in cui vengono contenuti quintali di nocciole ogni anno. Ci sono i macchinari in cui vengono asciugate le nocciole per togliere tutta l’umidità. “Oggi vediamo i magazzini vuoti perché la raccolta non è ancora iniziata, ma fra qualche mese speriamo di vedere montagne di nocciole”, dice Natoli. Le nocciole si trovano ancora nella fase di ingrossamento frutto, poi a fine agosto inizieranno a cadere dagli alberi e la raccolta proseguirà fino a settembre.

La nocciola dei Nebrodi verso l’IGP
I produttori di nocciole dei Nebrodi si sono uniti in un’associazione per avviare l’iter per il riconoscimento IGP. “Mi hanno voluto fare l’onore di eleggermi presidente. Abbiamo superato il primo step alla Regione, ora dobbiamo inviare delle integrazioni al Ministero e poi passeremo alla fase finale che è l’Unione Europea. In questo procedimento ha avuto un ruolo fondamentale l’Università degli Studi di Messina, tramite lo spin off “Science for Life” del professore Cicero. La nocciola dei Nebrodi è stata analizzata chimicamente ed è stato dimostrato che le qualità organolettiche sono superiori alle nocciole prodotte in altri luoghi. E’ un iter lungo ma la qualità del nostro prodotto merita di essere riconosciuta e protetta”, conclude Natoli.
“Sicilia che piace”, un progetto cofinanziato dalla Regione
“Sicilia che piace” è un’iniziativa cofinanziata dalla Regione Siciliana, grazie all’assessorato alle Attività Produttive. Tempostretto ha partecipato presentando il progetto “Storie di imprese e di idee”. L’intenzione strategica del progetto è quella di fare da cassa di risonanza e promozione alle eccellenze agro-alimentari, alle aziende operanti nel contesto della nautica e dell’economia del mare, alle imprese artigiane e a quelle della moda e dell’oreficeria, in particolare a quelle che usano materiali ecosostenibili. Visiteremo aziende votate all’innovazione di prodotto e di processo, all’uso di fonti alternative di energia e al rispetto delle compatibilità ambientali, anche eventualmente sostenute da programmi di finanziamento dell’Amministrazione Regionale.












