Era la cappella di Fondo Basile a Messina. “Verrà incapsulata e coperta fino a quando non ci saranno i fondi per il restauro”
servizio di Silvia De Domenico
MESSINA – L’ex baraccopoli di Salita Tremonti, a Giostra, ha cambiato volto. Al suo posto tra sorgendo un nuovo parco, con diverse aree per lo sport e il tempo libero. In mezzo a questo spazio riqualificata sorge una “chiesetta”. Una volta demolite le baracche, letteralmente attaccate alla vecchia chiesa, è emerso il suo pessimo stato di conservazione.

“Era stata ipotizzata la demolizione”
“Era stata ipotizzata la demolizione di questo edificio, poi però ci siamo resi conto che effettivamente aveva proprio le caratteristiche di luogo di culto e quindi abbiamo interpellato la Soprintendenza“, spiega la capo gruppo della direzione lavori, l’architetta Elisa D’Arrigo. E continua: “La dottoressa Lanuzza e l’architetto Santoro sono venuti per un sopralluogo e hanno riscontrato la presenza di murature in pietrame risalenti a prima del terremoto del 1908”, ha aggiunto. Inoltre è stato scoperto, tramite ricerche presso l’archivio dell’Arcidiocesi di Messina, che la chiesetta è riconducibile alla cappella di Fondo Basile.

In attesa dei fondi per il restauro verrà coperta
Questa scoperta ha messo la parola fine all’ipotesi di demolizione. Quindi la chiesetta resterà in piedi e rimarrà in mezzo al nuovo parco. Solo che non sarà così come la vediamo oggi. Infatti il progetto di riqualificazione dell’area prevede che venga incapsulata e coperta con un ponteggio e un tavolato. “Purtroppo non sarà restaurata perché non ci sono i fondi per questo e comunque non rientrerebbe nell’intervento di risanamento di cui ci siamo occupando”, spiega D’Arrigo.

Le baracche costruite dentro e fuori
Intorno alla chiesetta e all’interno sono ancora ben visibili i segni delle baracche. La pittura delle pareti delle camere da letto, le piastrelle di bagni e cucine, le prese di corrente. “Ha avuto diversi utilizzi nel tempo, è stata abitata ma è anche stata utilizzata come negozio. C’era anche un soppalco e l’abbiamo trovata colma di suppellettili di ogni genere”, aggiunge l’architetta. E’ stata sgomberata dall’alto con un mezzo meccanico proprio a causa delle sue condizioni precarie ed è stato necessario anche un intervento di disinfestazione.
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