Taormina. Parcheggi per moto, "troviamo una soluzione"

Taormina. Parcheggi per moto, “troviamo una soluzione”

Redazione

Taormina. Parcheggi per moto, “troviamo una soluzione”

mercoledì 09 Luglio 2025 - 10:00

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata da un lavoratore al sindaco Cateno De Luca

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un lavoratore messinese a Taormina, che si rivolge al sindaco Cateno De Luca.

A scriverle è uno delle centinaia di lavoratori del comparto turistico che ogni giorno, fra sacrifici e ostacoli di ogni genere, contribuisce, spesso invisibilmente, a tenere in piedi l’economia e l’immagine della “Perla dello Ionio”. Siamo quelli che, pur non comparendo nei titoli di giornale o nelle passerelle istituzionali, rendono possibile il miracolo quotidiano chiamato “Taormina”.

La presente per portare alla sua attenzione uno dei tanti problemi che affliggono la cittadina ionica: è fatto arcinoto quanto Taormina soffra di una cronica carenza di stalli per i mezzi a due ruote (anche a quattro, ma questa è un’altra storia…). Una vergogna che si trascina da decenni e che sembra non interessare a nessuno, se non quando si tratta di fare cassa con multe o strisce blu.

In alcune zone, si è sempre tollerata la sosta fuori dagli stalli, purché civile e senza intralcio alla circolazione. È stato un compromesso silenzioso, funzionale e, soprattutto, umano.

Via Pirandello

Nella fattispecie, desidero segnalare un increscioso episodio verificatosi in via Pirandello, nel tratto di marciapiede antistante le catacombe bizantine, uno dei piccoli, e forse sottovalutati, tesori tauromoeniti dove, da sempre, la sosta dei veicoli a due ruote è stata tollerata a causa della mancanza di alternative.

Io stesso, mio malgrado e per necessità, utilizzo quotidianamente quel tratto per parcheggiare la moto: lavoro in un hotel poco distante e le posso garantire che i circa 15-20 mezzi che vi sostano, fra l’altro ordinatamente in fila a spina di pesce, appartengono tutti a lavoratori impiegati nelle strutture ricettive limitrofe.

Il “blitz”

Nella tarda mattinata del 5 luglio scorso, una pattuglia di solerti agenti del Corpo di Polizia Locale ha effettuato un “blitz” in piena regola, per usare un termine a lei caro, comminando una raffica di contravvenzioni ai malcapitati mezzi a due ruote, tra lo sbigottimento generale, generando forte malumore (per usare un eufemismo).

Qualora se lo stesse chiedendo: no, il sottoscritto l’ha scampata per un soffio, essendo stato avvisato in tempo da alcuni allarmati colleghi. Ergo, non scrivo per ripicca e non serbo alcun rancore. Le nostre rimostranze, seppur accorate, sono state inutili: ahinoi, eravamo in torto.

Non sono stato sanzionato, per puro caso. Ma non è questo il punto. Il punto è che siamo stanchi di essere trattati, mi consenta di dire, come bersagli mobili da colpire quando serve dimostrare “efficienza” amministrativa. Nessuno chiede favoritismi, ma è indegno punire chi lavora e cerca, con fatica, di rispettare le regole anche dove le regole, diciamolo pure, non esistono o sono fallimentari. Fin qui i fatti.

Lungi da me addentrarmi nel ginepraio delle vicende politiche locali, né tantomeno è mia intenzione rivolgere attacchi personali alla sua persona, che, pur non condividendo nei metodi talvolta eccessivamente istrionici, in molte occasioni ho apprezzato nella sostanza e nei risultati. Tuttavia, le confesso che quanto accaduto mi ha profondamente amareggiato.

Soluzioni concrete

Non provo (e ritengo, non proviamo) alcun piacere nell’infrangere le regole e non chiedo certo trattamenti di favore. Chiedo semplicemente soluzioni concrete per venire incontro ai lavoratori: chiedo solo di essere messo nella condizione di parcheggiare regolarmente.

Come? Non sono un esperto di viabilità, ma con la buona volontà e l’ausilio di tecnici competenti si possono trovare soluzioni di compromesso che possano agevolare chi lavora. Basta volerlo.

Non è certo col metodo del pugno duro e della repressione che si ottiene il rispetto delle regole. Non nel nostro caso, perlomeno.

Ben vengano le azioni volte a contrastare l’evasione dei tributi locali, ben vengano le iniziative finalizzate a ottimizzare e migliorare i servizi cittadini, ma esiste un limite che, in questo caso, è stato ampiamente valicato.

Le strisce blu a Mazzarò

Veniamo ora alla chicca delle strisce blu a Mazzarò, decisione che mi auguro possa riconsiderare quanto prima. Tale decisione è stata percepita da molti come l’anticamera di un’estensione del parcheggio a pagamento per le due ruote in tutta la Perla dello Ionio. Perché gravare ulteriormente i lavoratori con questo nuovo balzello? Francamente, me ne sfugge la logica.

Davvero pensate che spillare qualche euro ai lavoratori con moto e scooter possa rimpinguare il bilancio del Comune? O che questa sia una strategia intelligente per migliorare la mobilità? Mi si risparmi la retorica del “disincentivare i mezzi privati” o “incentivare l’utilizzo del Tpl”: io faccio il pendolare da un paesino della riviera ionica vicino Messina, 64 km al giorno fra andata e ritorno, spesso con orari improponibili. Il trasporto pubblico? Un’utopia. Tralascio, per decenza, la questione dei pessimi collegamenti Ast/Interbus/Trenitalia, che meriterebbe un capitolo (e una polemica) a parte.

E francamente, sentirmi anche colpevolizzato per il solo fatto di voler arrivare puntuale al lavoro, è troppo.

Sembra quasi che lei, dall’alto della sua “torre d’avorio” di Palazzo dei Giurati, non abbia una reale percezione della realtà quotidiana. Quella in cui noi viviamo.

Potrei dilungarmi ulteriormente, ma rischierei di rendere questa missiva più lunga e prolissa di quanto già non sia. Non si tratta di un “J’accuse”, ma di un accorato appello: fermatevi un attimo, ascoltate chi lavora. Non è con la repressione che si costruisce il rispetto delle regole, ma con il dialogo, con le soluzioni concrete, con il buon senso.

Ciò premesso, propongo e mi impegno personalmente a promuovere l’istituzione di un tavolo di concertazione con lei, sempre che ne abbia il tempo e la disponibilità, e con l’amministrazione comunale tutta, coinvolgendo anche l’Associazione Albergatori nella persona del dottor Gerardo Schuler, che più volte ha dimostrato sensibilità nei confronti delle problematiche del settore ricettivo taorminese.

Se davvero ha a cuore il futuro della città, inizi col rispettare chi la fa vivere ogni giorno.

Un commento

  1. Poveri voi, e cosa avete visto, ancora??

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