Il giornalismo partecipativo (detto anche giornalismo collaborativo o, in inglese, citizen journalism od open source journalism) è il termine con cui si indica la nuova forma di giornalismo che vede la partecipazione attiva dei lettori, grazie alla natura interattiva dei nuovi media e alla possibilità di collaborazione tra moltitudini offerta da internet. Da settembre 2008 si può utilizzare anche la versione italiana di AgoraVox, famoso portale nato in Francia di Citizen Journalism per poter pubblicare i propri articoli, che nel mio caso riguardano problemi socio sindacali del mondo dell’istruzione e della formazione. Il confronto con il Quotidiano on line Tempostretto evidenzia la libertà operativa d’espressione e la capacità di rendere noti contenuti, d’entrambe le testate, che riguardano anche temi di nicchia.
Adesso si può scrivere e realizzare anche in Italia un’informazione diversa e migliore.
AgoraVox proporrà periodicamente inchieste su vari temi, da far portare avanti dagli utenti, attraverso articoli, esperienze, post.
-L’edizione francese di Agoravox conta oggi un milione di visitatori unici al mese e 35000 -reporter- che sottopongono degli articoli. Tra loro circa 1000 moderatori votano gli articoli off line e quelli più interessanti sono pubblicati. Dopodiché gli utenti votano gli articoli on line e in base alle preferenze e al numero di commenti un articolo sale o scende sulla home. I moderatori sono utenti “scelti- dalla community. Si tratta di reporter che hanno pubblicato almeno 5 articoli e hanno ottenuto un voto positivo da parte dei lettori . In Francia sono, classifica Wikio, il secondo medium più citato su Internet dopo Le Figaro-. A luglio AgoraVox è diventata una Fondazione indipendente -per evitare possibili derive aziendalistiche e/o politiche consentendo di preservare la sua indipendenza-. L’obiettivo perseguito è piuttosto ambizioso: lungi dal voler essere -in contrapposizione con la stampa tradizionale-, Agoravox, punta -a realizzare un giornalismo di prossimità che è, forse, il termine che meglio ritrae questa forma d’informazione. Pensiamo – spiega un project manager di Agoravox – che un cittadino il quale con la sua telecamera riprende quanto accade sotto il suo palazzo non sia in «competizione» con il giornalista che quotidianamente cerca notizie e lavora fino a notte tarda in redazione. E’ infatti, loro intenzione realizzare inchieste partecipative, in cui giornalisti professionisti e giornalisti «cittadini» dialogano per completare l’informazione. Si punta ad un modello d’informazione dal basso-.
Aldo Ficara
Fonte: http://blogs4biz.libero.it/index.php/2008/agoravox-il-citizen-journalism-in-salsa-
