Gli italiani spendono meno per il cibo, agricoltura in crisi

Gli italiani spendono meno per il cibo, agricoltura in crisi

Redazione

Gli italiani spendono meno per il cibo, agricoltura in crisi

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    mercoledì 17 Settembre 2025 - 15:34
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    ROMA (ITALPRESS) – Gli italiani guadagnano un po’ di più, ma non spendono di più. È questa la fotografia scattata dall’Istat con i conti economici del secondo trimestre 2025: il Pil cala dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti, pur segnando un +0,4% su base annua. Numeri che nascondono un dato preoccupante: il- Made in Italy agroalimentare, da sempre fiore all’occhiello dell’economia nazionale, sembra non essere riuscito a dare alcun contributo alla crescita.
    I redditi da lavoro dipendente sono saliti dello 0,9%, ma la spesa delle famiglie non si è mossa. Dopo gli anni dell’inflazione record, molti hanno imparato a ridurre gli sprechi e a razionalizzare gli acquisti. Crescono i discount e i prodotti a marchio del distributore, mentre arretrano i segmenti a più alto valore aggiunto: vini di fascia medio-alta, Dop, Igp e specialità regionali. Insomma, non si rinuncia a mangiare, ma si scelgono formati più economici e si rinviano gli “extra” di qualità.
    Il quadro è complicato anche sul fronte agricolo. Il valore aggiunto di agricoltura, silvicoltura e pesca scende dello 0,6% rispetto al trimestre precedente, confermando la fragilità di un settore colpito da cambiamenti climatici, costi elevati e una domanda interna che non riparte. Le imprese agricole devono fare i conti con margini ridotti e prezzi alla produzione in calo. Il rischio è duplice: da un lato un’agricoltura sempre più dipendente dall’export, dall’altro la desertificazione commerciale, con i piccoli produttori e i negozi tradizionali messi in difficoltà dalla concorrenza delle grandi catene. Il secondo trimestre del 2025 consegna quindi l’immagine di un’Italia sospesa: famiglie prudenti, agricoltura in arretramento e un settore agroalimentare che rischia di restare intrappolato in una spirale di stagnazione con ricadute su imprese, occupazione e territori.
    mgg/gtr/col
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