Nuovi guai per Maurizio Marchetta, ai domiciliari insieme a Salvatore Biondo, storico esponente del settore carburanti
Messina – Sono due nomi molto conosciuti non soltanto nella zona i due imprenditori coinvolti nell’indagine della Guardia di Finanza su presunti casi di caporalato. Ai domiciliari sono andati infatti Salvatore Biondo, storicamente attivo nel settore carburanti, e Maurizio Marchetta. Costruttore, nei decenni scorsi impegnato in politica, oggi avvocato e con una parentesi di contrastata “collaborazione” con la giustizia alle spalle.
Da testimone di giustizia lo scorso decennio confermò gli interessi negli appalti del gotha mafioso di Barcellona contribuendo all’operazione Sistema, per poi ritrovarsi sotto inchiesta anche lui (il processo è terminato con la prescrizione dell’accusa di concorso esterno per la gran parte degli anni).
L’indagine
Insieme, Biondo e Marchetta hanno aperto una grossa stazione di carburanti nei pressi della stazione di Barcellona dove è stato realizzato anche un bar e alcuni alloggi per dare ristoro ai camionisti. Il decreto di sequestro siglato dal Tribunale di Barcellona non tocca la stazione di carburanti ma le altre disponibilità e i conti correnti fino a 350 mila euro. L’indagine, nata dalla denuncia di uno dei lavoratori, è stata coordinata dal procuratore capo di Barcellona, Giuseppe Verzera, che ha chiesto ed ottenuto gli arresti domiciliari per entrambi gli imprenditori coinvolti.
Imprenditori in attesa del giudice
I due sono ora attesi dal Giudice per le indagini preliminari per gli interrogatori di garanzia. In quella sede, accompagnati dai difensori, gli avvocati Nino Aloisio e Ugo Colonna, potranno fornire la loro versione dei fatti e difendersi dalle ipotesi d’accusa provvisorie della Procura.
