La decisione della Corte dei Conti che ha bocciato l'opera, ha scatenato un acceso dibattito politico anche in Calabria
La decisione della Corte dei Conti di non concedere il visto di legittimità e la registrazione alla delibera Cipess che ad agosto aveva approvato il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto ha scatenato un acceso dibattito politico anche in Calabria.
I magistrati contabili, al termine di una lunga Camera di Consiglio, hanno bloccato l’iter amministrativo dell’opera, rilevando criticità giuridiche e procedurali. Una scelta che, pur non impedendo formalmente al Governo di proseguire, rappresenta un duro colpo per uno dei progetti simbolo dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni e dal vicepremier Matteo Salvini.
Le reazioni non si sono fatte attendere. Duro il commento del senatore Nicola Irto, capogruppo del Partito Democratico in Commissione ambiente e infrastrutture al Senato:
“La Corte dei Conti ha fermato il Ponte sullo Stretto, ma la responsabilità è tutta del Governo che continua a scambiare la propaganda per politica e i proclami per atti amministrativi. La mancata approvazione della delibera CIPESS non è un cavillo tecnico, ma la prova che il progetto bandiera della destra è stato costruito in fretta, senza basi giuridiche solide e con una gestione delle risorse opaca. Meloni e Salvini hanno venduto agli italiani un’illusione, che si ferma alla prima verifica di legittimità”.
Irto parla di “fallimento politico e istituzionale”, accusando l’esecutivo di aver trasformato un tema complesso in uno strumento di propaganda elettorale.
Di segno opposto la posizione del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che difende a spada tratta l’iniziativa e attacca la decisione dei magistrati contabili: “Ha ragione il vicepremier Matteo Salvini: la decisione della Corte dei Conti è un grave danno per il Paese. Il Ponte sullo Stretto non è solo un’infrastruttura, ma un’occasione storica per la Calabria e la Sicilia. Il Sud vuole opportunità e sviluppo, non vincoli e rinvii. Trovo assurda la presa di posizione della Corte, ma sono certo che il Governo andrà avanti in un processo ormai non più reversibile”.
