La replica: «Il palazzo non interessa a nessun onorevole. Nessuno dei soci conosce né Siciliano né Bonaffini. L’area diventata edificabile nel 2000, quando non eravamo noi i proprietari, ricopre solo il 20 per cento di quella in cui stiamo costruendo»
A seguito degli articolo apparsi oggi sul nostro quotidiano on-line, siamo stati contattati dall’amministratore della società Co.Im. Italia, dott. Pasquale Costantino, per alcune precisazioni.
«Il complesso Archimede non interessa a nessun onorevole. L’unico interesse, peraltro di tipo economico, è quello della cognata dell’on. Crimi, la dott.ssa Mariangela Ferrara, socia della Co.Im.. Non abbiamo nulla a che fare con “gli onorevoli”, l’unico rapporto è di tipo familiare. Il fatto, poi, che sia componente del collegio di difesa non ha nessuna attinenza col complesso edilizio».
Costantino precisa ancora: «Né io né gli altri soci della Co.Im. Italia hanno mai conosciuto il magistrato Siciliano o il costruttore Bonaffini, citati nell’articolo, mentre l’architetto Basile è il progettista del complesso».
Un passaggio anche sull’episodio avvenuto con la troupe di TirrenoSat, che riportiamo in un altro articolo: «Un cameraman è entrato nella proprietà privata, senza suonare a nessun campanello, e ha iniziato a girare riprese. Io con molta cortesia l’ho invitato a uscire, attendendo l’arrivo della Polizia per assumere le generalità».
Ulteriori puntualizzazioni sull’iter riguardante il terreno su cui sta sorgendo il complesso: «Una premessa, il signor D’Arrigo lo abbiamo conosciuto solo al momento dell’acquisizione del terreno, nel 2004. L’area diventata edificabile nel 2000 di cui si parla occupa forse il 20 per cento di tutta quella nella quale abbiamo fatto l’operazione. Il restante 80 per cento era edificabile dal ’76. Su 8000 metri quadri ne occupa circa 700. Non è stato nemmeno sfruttato l’intero indice di cubatura, tanto che abbiamo lasciato liberi 2000 metri quadri. Semmai – conclude Costantino – l’operazione del complesso Archimede dimostra come anche a Messina, nonostante si voglia diffamare la nostra società, lavora gente corretta».
Alcune precisazioni, infine, anche da parte del nostro giornale: il riferimento agli “onorevoli” non è nostro ma è fatto dagli interlocutori della intercettazione depositata agli atti; stesso discorso per il nome dell’on. Crimi; non abbiamo mai scritto che il fatto che la Ferrara fosse componente del collegio di difesa avesse attinenza con la vicenda, semplicemente abbiamo riportato la carica pubblica attualmente ricoperta dalla socia della Co.Im.; in nessun passaggio dei nostri articoli affermiamo che i soci della Co.Im. conoscono il magistrato Siciliano o il costruttore Bonaffini; abbiamo due volte specificato che la Co.Im. è entrata in possesso del terreno nel 2004, cioè quattro anni dopo la modifica al Prg avvenuta in seguito ad una osservazione presentata dal vecchio proprietario, il signor Giovanni D’Arrigo.
(foto Dino Sturiale)
