Il consigliere del Pd chiede un intervento urgente al sindaco dopo il comunicato del ministero. "La soluzione del ritorno a Messina è ancora lontana"
MESSINA – Sul tema della ricerca di una sede a Messina dell’Archivio di Stato interviene il consigliere comunale del Pd Alessando Russo, scrivendo al sindaco Federico Basile. E chiedendo un intervento urgente del primo cittadino.
Russo parte dal comunicato di ieri da parte del ministero della Cultura: “La notizia della individuazione del nuovo spazio in via Dogali per la localizzazione della sede messinese dell’Archivio di Stato desta stupore e piuttosto che sgomberare il campo dalle preoccupazioni, semmai aggrava il quadro, già di per sé molto pesante. Ben lungi dal fugare il dubbio dei cittadini e le relative preoccupazioni, il comunicato ufficiale trasmesso ieri, nel parlare di soluzione felicemente trovata, sembra soprassedere sul dato numerico di quegli spazi che, appunto, dovrebbero felicemente concludere la vicenda. Appena 250 metri quadri di appartamento, in pieno centro città: uno spazio appena sufficiente, si ritiene, a dare localizzazione tempestiva ai dipendenti dell’Archivio di Messina, probabilmente a una sala consultazione o di richiesta documenti. Poco altro e sicuramente nessuno spazio idoneo ad accogliere la sterminata documentazione storico-archivistica dell’Archivio di Messina”.
Il consigliere del Partito democratico, ricorda al sindaco “l’impegno che ha assunto in occasione della seduta straordinaria del Consiglio comunale che votò una delibera di indirizzo affinché si compiessero tutti gli atti necessari affinché l’Archivio di Stato di Messina potesse effettivamente restare a Messina. Delibera nella quale era contenuto l’impegno a individuare, tra locali e spazi di proprietà comunali, le aree possibilmente utilizzabili per localizzare la nuova sede dell’Archivio”.
E ora Russo chiede a Basile “di attivarsi in tempi urgenti presso le istituzioni competenti, ribadendo con forza che la localizzazione dell’intero Archivio continui a essere mantenuta a Messina nella sua globalità e
interezza, mantenendo l’unitarietà del corpus documentale, così come prevede la legge di settore”.
Circa 8.000 metri lineari di documentazione, 720 pergamene corredate da 1.463 immagini datate tra il 1184 e il 1832, e una biblioteca di circa 10.000 volumi con edizioni del Cinquecento e del Seicento devono trovare un’adeguata collocazione. Da parte sua, il consigliere chiede a Basile “di poter fornire informazioni circa lo stato del procedimento di individuazione di aree o immobili di proprietà comunale che potrebbero essere proposte agli uffici competenti come nuova localizzazione dell’Archivio. Ancora “proposte di soluzione utili a riportare l’Archivio a Messina” non sono emerse.
Scrive il consigliere Dem: “Non si deve indulgere nell’ottimismo di cui la nota ufficiale diramata ieri è pure densa. Se si è certamente soddisfatti per aver intanto trovato una prima soluzione alla sistemazione dei
lavoratori interessati, non si può certo salutare con altrettanta soddisfazione la mancata
individuazione di una soluzione definitiva e seria del problema della nuova localizzazione in città
dell’Archivio. E’ bene ricordare che è quello il principale dei problemi, la più rilevante delle
preoccupazioni della comunità messinese. E non si vorrebbe che, una volta opportunamente e
felicemente sistemata la questione dei posti di lavoro in città, l’altro vero, essenziale e delicatissimo
problema della sede a Messina di tutto il patrimonio archivistico possa scendere in secondo piano o
possa addirittura cadere nel dimenticatoio”.
Aggiunge Russo: “Signor sindaco, il Comune non ha una competenza in tale vicenda. Ma l’ente rappresenta la comunità messinese che, si ribadisce, non può in alcun modo essere depauperata del proprio patrimonio storico e documentale. E’ urgente che l’amministrazione vada oltre
all’ottimismo di maniera propalato da ieri in quella nota ufficiale e convochi in tempi stretti tutti gli
attori in campo, a partire dai vertici ministeriali competenti per materia e funzione per pretendere
delle risposte e delle tempistiche certe. Al tempo stesso, è necessario che quella attività di screening
che l’amministrazione si è incaricata di attivare negli scorsi mesi sia portata a termine in brevi tempi”. L’obiettivo è individuare, tra le proprietà immobiliari del Comune o tra quelle private, con la mediazione di Patrimonio Messina S.p.A., degli “spazi potenzialmente utili per localizzare la nuova sede
dell’Archivio”.
“Messina non può permettersi che l’urgenza politica di questo argomento possa venire messa
in secondo piano. Dobbiamo continuare a tenere viva l’attenzione della città su questo importante
tema e porre in essere ogni energico tentativo di risoluzione su tutti gli organi competenti
interessati”.
La mobilitazione: “La storia di Messina non si tocca”
“Una città che ha perso tutto. Ma che mantiene un patrimonio culturale notevole. L’Archivio di Stato deve rimanere a Messina. Da questa mobilitazione deve partire una nuova attenzione da parte di tutti, cittadini e istituzioni, a favore dei nostri tesori”. Così l’artista Lelio Bonaccorso, nel mese di ottobre, durante un’animata manifestazione. Tante le prese di posizioni, con una petizione. Poi le rassicurazioni del sindaco Federico Basile dopo l’incontro (nella foto in alto) con il soprintendente archivistico Gabriele Capone: “Questo patrimonio appartiene alla città e alla sua storia”.
