L'impatto del ciclone Harry nelle ferrovie, "per il 6 marzo il ripristino completo" VIDEO

L’impatto del ciclone Harry nelle ferrovie, “per il 6 marzo il ripristino completo” VIDEO

Redazione

L’impatto del ciclone Harry nelle ferrovie, “per il 6 marzo il ripristino completo” VIDEO

lunedì 02 Febbraio 2026 - 15:18

Danni eccezionali in un'infrastruttura ottocentesca tra Taormina e Scaletta. Rfi aggiorna sui lavori per completare la riparazione nella zona ionica del Messinese

Il ciclone Harry ha provocato ingenti danni alle infrastrutture. Danni eccezionali in un’infrastruttura ferroviaria ottocentesca tra Taormina e Scaletta. Rfi, Rete ferroviaria italiana, aggiorna ora sui lavori per completare la riparazione nella zona ionica del Messinese: “Ad oggi si sta procedendo regolarmente. Quindi possiamo confermare la data di completamento dei lavori di ripristino per il 6 marzo, in linea con quanto indicato appena si era completata la prima ricognizione dei danni. In generale, al cessare dell’evento meteo, Rfi ha avviato col proprio personale la ricognizione della linea, riscontrando molteplici danni di varia entità. Da subito si è proceduto a rendere nuovamente operativo il binario fra le stazioni di Taormina e Catania, ripristinando la linea aerea e i pali danneggiati dal vento e dagli alberi sradicati, nonché intervenendo su tutti i danni impiantistici registrati nella stazione di Catania, consentendo la ripresa, già a partire da sabato 24 gennaio, dei collegamenti con Siracusa e Palermo. Invece l’infrastruttura tra Taormina – Scaletta Zanclea, ha registrato danni più ingenti, anche con intere porzioni di rilevato ferroviario totalmente erose dalle mareggiate”.

Continua la nota di Rfi: “Sicuramente la perturbazione Harry ha avuto caratteristiche di intensità e di durata eccezionali, con allerta meteo rossa protrattasi per due giorni consecutivi per venti di burrasca forte e raffiche di tempesta con forti mareggiate sulle coste esposte. L’infrastruttura ferroviaria fra Giampilieri e Taormina, risalente a fine Ottocento, sviluppa il proprio tracciato per ampi tratti in stretta adiacenza alla linea di costa e pertanto è particolarmente sensibile alle mareggiate, nonostante i rilevati più esposti siano protetti da mantellate antierosive. Addirittura fra Scaletta Zanclea e Itàla il rilevato ferroviario, durante l’evento meteo, ha di fatto funzionato come opera di protezione dei centri abitati sulla fascia costiera. Tuttavia l’infrastruttura in alcuni punti non ha potuto resistere all’eccezionalità dell’evento e i danni riscontrati non sono dissimili rispetto a quelli occorsi alle strade litoranee anche di più recente realizzazione”.

“Siti inaccessibili e quattro cantieri base per ripristinare le ferrovie nella zona ionica”

E ancora: “Sicuramente i punti interessati dai danni più consistenti sono quattro tratti di corpo di rilevato (di parecchi metri di altezza) totalmente erosi dalle mareggiate. Ce n’è uno subito dopo la stazione di Taormina, un secondo fra Letojanni e Sant’Alessio – in cui i danneggiamenti si estendono per circa 600 m fra massicciata semplicemente scalzata ed erosioni puntualmente più profonde – e un ultimo tratto, poco più avanti, a Itàla. Sono tratti in cui il binario è intransitabile, perché rimasto totalmente sospeso. Il sito tra Letojanni e Sant’Alessio è stato subito reso accessibile dalla strada statale SS114, mentre gli altri tre siti non sono raggiungibili né da strada né via mare, per cui i lavori di ripristino sono stati cantierati esclusivamente con mezzi ferroviari. Oltre al cantiere in cui ci troviamo, abbiamo reso operativi altri tre cantieri base con funzione di base logistica per i lavori”.

“Si sta lavorando pure per liberare la linea per circa 32 km da detriti trasportati dal moto ondoso”

Prosegue Rfi: “Abbiamo attivato fin da giorno 21 gennaio gli appaltatori degli accordi quadro attivi per la manutenzione straordinaria dei diversi ambiti di specializzazione, ossia opere civili, impianti tecnologici e armamento. Tutti gli operatori economici stanno garantendo un dispiegamento di uomini e mezzi non indifferente. Si sta lavorando su sette giorni e in contemporanea su più fronti, grazie alla dislocazione delle basi operative che si è messa in atto sin da subito. In particolare sono attive 6 squadre per le opere civili, per un totale di circa 50 maestranze, anche con mezzi bimodali, ossia capaci di muoversi sia su gomma che su rotaia, e con convogli di carri pianale per il trasporto di massi e materiale di cava. Poi sono attive altre squadre per il ripristino dei pali della trazione elettrica e per i ripristini dei cavi e canalizzazioni. Il personale Rfi di esercizio e di gestione lavori lavora di continuo sin dall’emergenza per consentire le riattivazioni nel più breve tempo possibile”.

“Oltre ai dissesti più impattanti, si sta lavorando anche per liberare la linea per circa 32 km da detriti di varia natura trasportati dal moto ondoso. Sul binario finora sono stati rimossi natanti, sfabricidi vari, anche di stabilimenti balneari che le mareggiate hanno letteralmente spazzato via. E poi, in sinergia con la Prefettura di Messina, Rfi sta dando il suo contributo logistico e operativo al superamento degli effetti dell’emergenza, con il senso di responsabilità dei nostri uomini, che ringrazio pubblicamente per quello che stanno facendo con professionalità senza risparmio di energie. In ultimo si svolgeranno i lavori di ripresa della geometria del binario tra Scaletta e Taormina. Intanto l’emergenza ci vede focalizzati al ripristino della linea e dei suoi impianti per il 6 marzo. Poi sono allo studio ulteriori interventi. Si dovrà procedere con la rifioritura delle scogliere radenti esistenti a presidio dell’infrastruttura e danneggiate dall’evento. Inoltre, si sta valutando la realizzazione di nuove opere di protezione. Rfi è sempre parte attiva per migliorare la resilienza della propria infrastruttura e per riflesso anche dei territori su cui essa insiste”, conclude la Rete ferroviaria italiana.

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